La longevità è una delle grandi sfide del nostro tempo: i progressi della medicina, della tecnologia e il miglioramento delle condizioni socioeconomiche aprono scenari inediti, che richiedono una nuova consapevolezza e risposte concrete da parte delle istituzioni e del settore assicurativo.
Per comprendere come gli italiani percepiscono questa trasformazione, Zurich ha incaricato SWG di condurre un’indagine su un campione rappresentativo di oltre 2000 persone tra i 18 e i 64 anni. I risultati delineano un Paese che guarda al futuro con speranza, ma non senza preoccupazione, e che sente crescere la necessità di protezione, pur faticando a tradurlo in scelte concrete.
Longevità: opportunità e rischio, due facce della stessa medaglia
Più di 6 italiani su 10 dichiarano di apprezzare la prospettiva di una vita più longeva. Tra i principali benefici percepiti emergono il desiderio di trascorrere più tempo con i propri cari e la possibilità di dedicarsi alle proprie passioni, oltre che di vedere crescere ed evolvere la propria famiglia.
A questa visione positiva si affianca tuttavia una diffusa incertezza. Il timore principale per le generazioni più mature – in particolare per il 70% dei Baby Boomer e il 61% della GenX – è quello di una condizione di salute precaria per un periodo prolungato, mentre oltre 1 giovane su 4 nutre preoccupazioni riguardo l’allungamento della vita lavorativa.
Accanto alla salute, la dimensione economica assume un peso sempre più rilevante: oltre 1 italiano su 3 teme di non disporre di risorse sufficienti per affrontare serenamente una vita più lunga, mentre oltre il 72% ritiene che il sistema pubblico non sarà in grado di sostenere nel tempo una popolazione sempre più anziana.
Non autosufficienza: una paura trasversale a tutte le generazioni
Tra le fragilità legate all’invecchiamento, la non autosufficienza è quella che tocca più profondamente la sensibilità degli italiani. L’84% si dichiara preoccupato all’idea che sé stesso o un proprio familiare possa trovarsi in questa condizione.
In questo contesto, 1 italiano su 2 indica i servizi di assistenza alla non autosufficienza come una priorità (in particolar modo il 62% dei Baby Boomer e il 57% della Gen X) ma emerge con forza che il contrasto alla solitudine e il sostegno alla socialità siano una necessità sempre più rilevante per affrontare con serenità le fasi più critiche della vita (un’esigenza rilevata dal 49% dei Baby Boomer).
Si tratta di una consapevolezza espressa con decisione tra le generazioni più giovani, che mostrano una maggiore sensibilità verso il supporto psicologico, segnalato come prioritario dal 29% della Gen Z, segno di un’attenzione sempre più ampia anche alla dimensione emotiva della fragilità.
Protezione: al terzo posto per gli italiani le soluzioni assicurative come possibile strumento di tutela per affrontare il futuro
In questo contesto, si fa strada la ricerca di risposte adeguate alle esigenze sempre più profonde, che si scontra tuttavia con una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili. Oggi, in caso di perdita di non autosufficienza, resta ancora prevalente per gli italiani il ricorso ai risparmi personali e la richiesta di aiuto al sostegno pubblico.
Allo stesso tempo la ricerca rileva un dato importante: oltre 1 italiano su 4 guarda alle soluzioni assicurative come un possibile strumento di tutela per affrontare il futuro.
Cresce infatti l’interesse tra coloro che ancora non hanno sottoscritto un prodotto assicurativo, trainato in particolare dai più giovani: oggi la GenZ si dichiara aperta a valutare polizze Vita, fondi pensione integrativi e polizze temporanea caso morte (TCM).
Spicca in particolare l’attenzione rivolta alle soluzioni Long-Term-Care (LTC), pensate per fornire un supporto economico continuativo e un concreto sostegno emotivo nell’eventualità di perdita di autosufficienza. Sebbene oggi solo 1 italiano su 4 dichiari di esserne pienamente informato, il 47% di coloro che non possiedono una LTC potrebbe valutare di sottoscriverne una, con un interesse particolarmente marcato nella GenX.