Il mercato italiano del risparmio presenta un evidente paradosso strutturale: alla forte propensione teorica alla pianificazione non corrisponde un’effettiva capacità di trasformare le intenzioni in scelte concrete a lungo termine. Satispay compie un nuovo passo nel suo impegno per trasformare gli italiani da risparmiatori a investitori. Dopo il Salvadanaio Remunerato e la sezione Investimenti, amplia oggi il suo raggio d’azione nel Welfare aziendale con il servizio di Educazione Previdenziale: un percorso strutturato per dare ai dipendenti piena consapevolezza nel costruire una sicurezza economica per il proprio futuro, anche alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) in materia di previdenza complementare a partire da luglio 2026, tra cui la portabilità del contributo datoriale, operativa dal 31 ottobre 2026.
I dati: un’Italia bloccata tra intenzione e azione
L’Osservatorio “Gli italiani e la previdenza complementare”, realizzato tra il 13 e il 28 aprile 2026 da SWG per Satispay su un campione rappresentativo di italiani tra i 18 e i 74 anni, restituisce l’immagine di un Paese bloccato tra un forte bisogno di sicurezza futura e un marcato disorientamento presente. Sebbene il 58% degli italiani si autodefinisca “pianificatore”, il potenziale resta largamente inespresso: quasi uno su due vorrebbe pianificare il proprio futuro economico ma si percepisce già in ritardo, bloccato da disorientamento e scarso accesso a informazioni chiare.
Il nodo del TFR e il rischio informativo
Sul fronte previdenza complementare, la conoscenza del TFR è diffusa, ma la scelta di lasciarlo in azienda — che riguarda ancora il 48% degli italiani — è spesso il risultato di inerzia o scarsa chiarezza delle alternative, non di una preferenza consapevole. Il 43% degli intervistati non è a conoscenza delle novità che entreranno in vigore dal prossimo luglio e ottobre, con un evidente rischio informativo. Il grande potenziale inespresso emerge soprattutto tra i giovanissimi: la Gen Z è la generazione più disorientata dal punto di vista tecnico, ma anche la più pronta ad agire, con quasi sei su dieci disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali al pari di quelli di investimento, a patto di poter contare su formati più semplici e accessibili. Inoltre,non si può prescindere dalla componente umana, infatti un intervistato su due preferisce ancora un colloquio diretto con un esperto come primo punto di accesso.
Il servizio di Educazione Previdenziale: come funziona
Con il servizio di Educazione Previdenziale Satispay coglie la sfida di fornire gli strumenti di conoscenza per trasformare un’intenzione già presente in decisioni effettive, riducendo le barriere della complessità percepita e dello scetticismo. Trasforma un tema complesso in un percorso semplice e strutturato per aziende e dipendenti. Il servizio prevede innanzitutto un webinar di formazione per tutta l’azienda, una sessione interattiva che offre le basi dell’educazione previdenziale e del risparmio futuro, aiutando tutti a capire come funziona il sistema pensionistico, qual è il ruolo del TFR e quali sono le principali opzioni di previdenza complementare. A questa introduzione collettiva si affiancano, per i dipendenti che ne fanno richiesta, incontri individuali con esperti, durante i quali ogni lavoratore può ottenere informazioni chiare sulla propria posizione previdenziale. L’intero pacchetto è sostenuto dall’azienda, che può dedurlo integralmente o finanziarlo tramite Fondi Interprofessionali: per i dipendenti si tratta quindi di un benefit a costo zero. Il servizio nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sulle scelte previdenziali, alleggerendo al tempo stesso il carico operativo degli uffici HR e trasformando l’educazione previdenziale in uno strumento concreto per attrarre e fidelizzare i talenti.