INNOVAZIONE
NEL PROSSIMO FUTURO IL “FATTO DA UMANI ” SARÀ IL NUOVO LUSSO
Autore: Massimiliano Talarico
ASSINEWS 386 – Giugno
L’ultimo report di Frog (società di design globale parte di Capgemini), delinea scenari che fino a tre anni fa avremmo relegato alla letteratura fantascientifica.
Oggi viviamo in un’epoca in cui l’essere umano è lo standard, il “default”. Scriviamo una mail, ed è normale che l’abbia scritta un uomo; guardiamo una foto, ed è normale che sia stata scattata da un fotografo; andiamo dal medico, ed è normale che sia una persona in carne ed ossa a guardarci negli occhi.
Ma la traiettoria tracciata dagli analisti ci dice che siamo all’alba di un’inversione di polarità senza precedenti. Presto, l’automazione e l’intelligenza sintetica diventeranno il “default”, la commodity a basso costo.
E l’umanità? L’umanità diventerà una certificazione d’eccellenza, un bene scarso e quindi incredibilmente prezioso. Ma per capire come arriveremo a pagare un sovrapprezzo per la “fallibilità umana”, dobbiamo prima guardare i quattro pilastri del futuro prossimo (almeno secondo Frog).
Predictive healthcare: quando il corpo diventa un set di dati
Il primo scenario di Frog ci parla di una sanità che smette di essere riparativa per diventare predittiva. Non andremo più dal medico perché abbiamo un dolore; ci andremo perché la nostra “copia digitale” (digital twin) ha segnalato una fluttuazione biochimica che potrebbe portare a un’infiammazione tra sei mesi.
Secondo un report di Deloitte sull’AI nella sanità, l’integrazione dell’IA ridurrà drasticamente gli errori diagnostici, ma creerà un paradosso. Se un algoritmo può mappare il mio genoma e prevedere le mie malattie meglio di qualunque clinico, che ruolo resta all’uomo?
Qui entra in gioco il valore dell’empatia. In un mondo di diagnosi perfette fornite da macchine, il “tocco umano” diventerà un servizio premium. Molti ospedali automatizzati offriranno cure impeccabili a basso costo, ma la consulenza di un medico umano, capace di comprendere il contesto emotivo e bioetico del paziente, sarà un lusso per pochi.
La salute sarà gestita dai dati, ma la cura resterà un atto umano certificato.
Space factories: la produzione fuori dal mondo
Frog immagina un futuro dove la produzione industriale si sposta in orbita. Non è fantascienza: aziende come Varda Space Industries stanno già testando capsule per la produzione di farmaci e semiconduttori in microgravità.
Nello spazio, la mancanza di gravita permette di creare cristalli e materiali con una purezza impossibile sulla Terra. Queste fabbriche saranno, per necessità, totalmente autonome e gestite da IA. Qui la separazione tra “fatto dalla macchina” e “fatto dall’uomo” raggiungerà l’apice geografico.
Mentre l’orbita terrestre si riempirà di prodotti “perfetti” realizzati da bracci robotici in assenza di peso, sulla Terra assisteremo a una rivalutazione radicale dell’artigianato locale.
Un oggetto creato in una “Space Factory” sarà sinonimo di efficienza estrema; un oggetto forgiato a mano in un laboratorio di Firenze o Tokyo diventerà un simbolo di resistenza culturale e prestigio economico.
AI relationships: l’intimità sintetica
Forse lo scenario piu inquietante e affascinante e quello delle relazioni con l’IA. Non parliamo piu di semplici assistenti vocali, ma di compagni emotivi. Uno studio pubblicato dal MIT Technology Review esplora come le persone stiano gia sviluppando legami profondi con chatbot di IA.
Frog suggerisce che queste IA diventeranno talmente sofisticate da essere, per molti versi, partner “migliori” degli umani: non si stancano, non dimenticano gli anniversari, hanno una pazienza infinita. Ma e proprio qui che il valore dell’umano esploderà.
Se l’affetto puo essere simulato perfettamente, l’autenticità di un conflitto umano, della vulnerabilità non programmata e del rischio del rifiuto diventerà l’unica moneta emotiva con un valore reale. Il “tempo umano” dedicato a un altro individuo sarà il regalo più costoso che potremo fare, proprio perchè non scalabile e non replicabile.
Trust as Currency: la verità come bene scarso
Infine, arriviamo al punto cruciale: la fiducia. In un ecosistema digitale saturo di deepfake e contenuti generati dall’IA, la verità smette di essere un diritto e diventa una valuta.
Frog ipotizza che la capacita di certificare l’origine umana di un’informazione sarà la base del commercio futuro. Gia oggi, organizzazioni come la Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA) lavorano a standard per tracciare la storia dei contenuti digitali.
In questo scenario, il “bollino di umanità” sarà più importante del marchio di fabbrica. La domanda non sara più “è un buon prodotto?”, ma “c’è un umano dietro questo pensiero?”
Negli anni ’60, il cibo industriale, in scatola e processato era visto come il massimo della modernità e del progresso? Chi mangiava i frutti della propria terra era visto come “arretrato”.
Oggi, cinquant’anni dopo, paghiamo il triplo per un pomodoro “biologico”, imperfetto e coltivato senza chimica.
Lo stesso accadra con l’intelligenza. Oggi usiamo l’IA per scrivere testi, generare immagini e analizzare dati, stupiti dalla sua velocità. Ma stiamo già entrando nella fase della “stanchezza sintetica”.
Quando ogni mail sara scritta perfettamente da ChatGPT, quando ogni logo sara generato in tre secondi da Midjourney, la perfezione diventerà noiosa. Diventera invisibile. In economia, il valore e dettato dalla scarsità.
Se l’IA produce contenuti infiniti a costo zero, il valore di quei contenuti tende allo zero. Cio che resterà scarso e l’esperienza umana vissuta. Assisteremo alla nascita di protocolli di “Proof of Personhood” come quelli proposti da progetti come Worldcoin, non solo per scopi tecnici, ma come etichetta di valore.
Immaginiamo un mercato del lavoro dove il “Consulente umano certificato” costa 500 euro l’ora, mentre l’IA di consulenza è gratuita. Perchè pagheremo l’umano? Per la sua capacità di uscire dagli schemi, per il suo intuito irrazionale, e per quella “scintilla” che deriva dall’aver vissuto nel mondo fisico, con un corpo che prova dolore e gioia.
Le macchine elaborano informazioni; gli umani filtrano la realtà attraverso il significato. E il significato non è automatizzabile. Quello che Frog chiama “Trust as Currency” si tradurrà in un nuovo tipo di artigianato: l’artigianato cognitivo.
Scrittori che garantiscono l’assenza di IA nei loro romanzi, registi che girano in pellicola con attori senza filtri digitali, avvocati che basano la loro forza sull’intuizione retorica piuttosto che sulla ricerca algoritmica dei precedenti.
La sfida per le aziende del futuro non sara quanto bene sapranno usare l’IA, ma quanto bene sapranno dosarla. I brand di lusso lo hanno gia capito. Un orologio meccanico svizzero è meno preciso di un Apple Watch, ma costa venti volte tanto. Perchè?
Perchè contiene il tempo di un essere umano che lo ha assemblato. È un contenitore di umanita. Gli scenari di Frog non sono profezie inevitabili, ma mappe di possibilità. Il futuro che ci attende non è un mondo in cui l’uomo viene sostituito, ma un mondo in cui l’uomo deve decidere cosa lo rende unico.
Dobbiamo prepararci a una società in cui la mediocrita sara affidata alle macchine, mentre l’eccellenza sara riservata a cio che è “certificato umano“. Non sara una transizione facile.
Porterà con se disuguaglianze (chi potra permettersi l’umano e chi dovrà accontentarsi del sintetico?) e crisi d’identità. Ma c’è una nota di speranza: in questo futuro iper-tecnologico, la risorsa più preziosa tornera ad essere, incredibilmente, l’uomo della porta accanto.
La nostra imperfezione, la nostra tendenza a sbagliare, a divagare e a sognare senza un obiettivo di efficienza, diventerà il nostro piu grande asset economico e sociale. Se oggi essere “umani” è la cosa piu normale del mondo, domani sarà la più straordinaria.
E finalmente inizieremo a dargli il valore che merita.
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