Aon ha illustrato come il conflitto in corso in Medio Oriente continui a influenzare i mercati assicurativi, le catene di approvvigionamento, il rischio politico e la pianificazione della forza lavoro per le aziende che operano a livello internazionale.

Le aziende operano ora in un contesto in cui l’instabilità è diventata una caratteristica permanente piuttosto che un’interruzione occasionale.

“Il rischio si è decisamente spostato dall’essere determinato dagli eventi a essere determinato dalle condizioni. La volatilità non è più un rischio estremo che i leader pianificano occasionalmente: ora è un presupposto di base della pianificazione, anche nei momenti in cui le notizie sembrano più tranquille. Anche se il conflitto dovesse attenuarsi, le organizzazioni continueranno a operare con maggiore incertezza, costi di interruzione più elevati e margini di errore più ristretti”.

Aon ha inoltre osservato che gli assicuratori stanno diventando più selettivi nel modo in cui distribuiscono la capacità in tutta la regione, con un comportamento che sta cambiando in anticipo rispetto a qualsiasi attività di perdita diretta.

“Ciò che cambia per primo è il comportamento dei sottoscrittori, non le tabelle di tariffazione. La capacità potrebbe essere ancora presente, ma diventa più selettiva. I sottoscrittori iniziano a porre domande più precise sulla concentrazione dell’esposizione, la governance e la preparazione. I mercati si ricalibrano in previsione del rischio, non in risposta ai soli dati sui sinistri.”

Secondo Aon, inoltre, gli assicuratori stanno rivalutando la quantità di esposizione che sono disposti a mantenere nel mercato mediorientale. “Il cambiamento più significativo è che gli assicuratori devono riprogettare radicalmente la gestione delle dimensioni delle loro linee assicurative in Medio Oriente. Di conseguenza, stiamo assistendo a un impiego di capacità molto più ridotto, il che rende estremamente difficile per molte aziende replicare i limiti in scadenza.”

Gli specialisti di trasporti e logistica di Aon sostengono anche i rischi relativi alle merci sono oggetto di un esame più attento da parte dei sottoscrittori, poiché crescono le preoccupazioni relative alle interruzioni.

Infine, si parla di una maggiore enfasi posta dagli assicuratori sulla documentazione e sulla governance durante il processo di liquidazione dei sinistri. “Per quanto riguarda i sinistri, gli assicuratori si aspettano sempre più spesso registrazioni contemporanee: registri delle decisioni, valutazioni di sicurezza, azioni del personale. La documentazione sulla governance non è più teorica, ma probatoria. Ciò rafforza il motivo per cui i piani di crisi e i quadri di escalation sono importanti al di là delle operazioni: supportano direttamente l’esito dei sinistri”.

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