S&P Global Ratings, agenzia di rating del credito globale che valuta l’affidabilità creditizia di organizzazioni e strumenti finanziari, ha affermato che il settore assicurativo continua a dover far fronte a perdite crescenti dovute a eventi meteorologici estremi, pur dimostrando una forte resilienza finanziaria complessiva in scenari di grave stress.

In un rapporto pubblicato il 4 maggio intitolato I grafici mostrano che gli assicuratori globali sono in grado di gestire scenari di catastrofi naturali estreme, S&P Global Ratings sottolinea che i recenti eventi catastrofici stanno aumentando la pressione su assicuratori e riassicuratori affinché rivalutino il rischio.

L’agenzia cita l’uragano Ian del 2022, che ha causato circa 60 miliardi di dollari di danni, e gli incendi boschivi in California dell’anno successivo, che hanno generato oltre 40 miliardi di dollari di richieste di risarcimento.

Sottolinea inoltre che le perdite globali assicurate sono rimaste superiori a 100 miliardi di dollari all’anno per sei anni consecutivi fino al 2025, riflettendo un periodo prolungato di costi elevati legati alle catastrofi naturali.

S&P Global Ratings spiega di aver condotto stress test sugli assicuratori primari e sui riassicuratori globali per valutare la performance in un’ipotetica catastrofe con una probabilità di 1 su 250 anni.

I risultati indicano che la maggior parte dei rating degli assicuratori rimarrebbe probabilmente stabile anche in uno scenario così estremo. S&P Global Ratings attribuisce ciò alle solide posizioni patrimoniali, alla gestione disciplinata del rischio e all’ampio ricorso a strutture di riassicurazione. Aggiunge che la resilienza degli assicuratori è in gran parte determinata dall’efficacia con cui gestiscono l’esposizione, dalla qualità della loro protezione riassicurativa e dalle riserve di capitale che mantengono.

Secondo S&P Global Ratings, le società con profili di rischio più concentrati e una diversificazione più debole potrebbero subire una maggiore pressione sulla solidità patrimoniale e sulla stabilità del rating. L’agenzia sottolinea inoltre il ruolo degli accordi di riassicurazione e retrocessione nel ridurre le perdite nette, dove per retrocessione si intende il trasferimento del rischio da un riassicuratore a un altro.

L’analisi di stress suggerisce che, sebbene l’esposizione lorda al rischio catastrofale sia significativa per i maggiori assicuratori, l’effetto sul capitale netto è sostanzialmente ridotto grazie alla protezione riassicurativa e ai premi incassati relativi alle catastrofi. S&P Global Ratings osserva che, in generale, le perdite attese da un evento con una probabilità di 1 su 250 anni rappresenterebbero una quota relativamente piccola del capitale e potrebbero essere in gran parte assorbite dagli utili correnti.

L’agenzia osserva inoltre che i gruppi assicurativi più grandi tendono ad essere meno esposti a rischi concentrati e ricorrono in misura comparativamente minore alla riassicurazione rispetto ai concorrenti più piccoli. In tutto il settore, tuttavia, la riassicurazione rimane ampiamente utilizzata ed è considerata un fattore chiave per limitare l’esposizione a eventi con perdite gravi.

S&P Global Ratings aggiunge che la tariffazione del rischio catastrofale contribuisce a ridurre l’esposizione residua, sebbene l’impatto di un evento grave con una frequenza di 1 su 250 anni potrebbe comunque essere rilevante per alcuni assicuratori, in particolare quelli con un rischio di sottoscrizione più elevato rispetto alla solidità patrimoniale.

Nel complesso, S&P Global Ratings conclude che, sebbene le perdite legate al clima stiano aumentando in frequenza e portata, la maggior parte degli assicuratori globali rimane ben posizionata per resistere a scenari di catastrofi gravi, grazie a una forte capitalizzazione, a pratiche di gestione del rischio e a un’ampia copertura riassicurativa.

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