INAIL ha pubblicato i dati su infortuni e malattie professionali del mese di marzo 2026, restituendo un quadro articolato, in cui segnali positivi e negativi coesistono.
Infortuni
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di marzo 2026 sono state 101.163, in aumento del 4,4% rispetto alle 96.944 del pari periodo 2025.
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento marzo 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 471 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di marzo 2019 alle 419 del 2026, con un calo dell’11,0%. Rispetto a marzo 2025 si registra un aumento del 4,5% (da 401 a 419).
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,2% del 2019 all’82,1% del 2026 (è stata dell’82,8% nel 2025).
A marzo di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +4,5% nella gestione Industria e servizi, un -1,2% in Agricoltura e un +7,7% nel Conto Stato (da 5.476 a 5.900).
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+8,9%), il Trasporto e magazzinaggio (+7,1%), le Costruzioni (+6,5%), il Commercio (+6,1%), i Servizi di supporto alle imprese (+4,5%), la Sanità e assistenza sociale (+3,2%) e il comparto Manifatturiero (+2,4%).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+7,9%), al Centro (+6,0%), nel Nord-Ovest (+5,8%), al Sud (+3,6%) e nel Nord-Est (+1,7%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Valle d’Aosta (+16,7%), il Lazio (+13,4%), la Sicilia (+11,3%) e il Piemonte (+8,3%), mentre i decrementi sono presenti solo in Molise (-4,4%), Basilicata (-2,8%), provincia autonoma di Bolzano (-1,8%) e Liguria (-0,3%),
L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +5,7%, sia a quella maschile, con un +3,7%. Crescono sia le denunce dei lavoratori stranieri (+6,8%) sia quelle degli italiani (+3,6%). L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+8,7%), tra i 20-29enni (+7,4%) e tra i 30-39enni (+6,0%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di marzo 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 136, 10 in meno rispetto alle 146 registrate nel 2025.
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 0,62 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di marzo 2019 a 0,56 del 2026 (-9,7%), rispetto a marzo 2025 la diminuzione è del 6,7% (da 0,60 a 0,56).
L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 67,9% del 2019 al 72,0% del 2026 (è stata del 71,2% nel 2025).
La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 125 a 122 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 19 a 12), mentre il Conto Stato ha registrato due decessi in entrambi i periodi.
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi il Trasporto e magazzinaggio (da 18 a 20 decessi denunciati), i Servizi di supporto alle imprese (da 4 a 11), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (da 0 a 3) e la Sanità e assistenza sociale (da 2 a 3), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 21 a 13) e il Commercio (da 14 a 10). Le Costruzioni e la Fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento presentano gli stessi decessi in entrambi i periodi (rispettivamente 21 e 4).
Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 37 a 27), nel Nord-Est (da 30 a 26), nel Nord-Ovest (da 39 a 38) e al Centro (da 29 a 28), e incrementi nelle Isole (da 11 a 17). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (-5), Abruzzo e Umbria (-4 ciascuna), Basilicata e Calabria (-3 ciascuna), mentre per gli aumenti Sicilia (+4), Veneto (+3) e Sardegna (+2).
Il calo rilevato nel confronto dei primi trimestri 2025-2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 136 a 125; in aumento i decessi per le lavoratrici (da 10 a 11). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 116 a 97), aumentano quelle degli stranieri (da 30 a 39).
L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali solo tra i 35-39enni (da 8 a 11 casi) e tra i 60-69enni (da 21 a 32), e riduzioni in particolare tra i 45-59enni (da 79 a 66) e i 25-34enni (da 14 a 7).
Infortuni in itinere
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di marzo 2026 sono stati 22.040, in aumento del 9,6% rispetto ai 20.102 del 2025.
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,8% del 2019 al 17,9% del 2026.
A marzo di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +9,7% nella gestione Industria e servizi (dai 17.585 casi del 2025 ai 19.295 del 2026), un -10,2% in Agricoltura (da 304 a 273) e un +11,7% nel Conto Stato (da 2.213 a 2.472).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+18,0%), nel Nord-Est (+14,8%), nel Nord-Ovest (+8,5%), nelle Isole (+8,3%) e al Centro (+1,6%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+36,7%), l’Abruzzo (+30,8%), la Calabria (+30,2%) e l’Emilia-Romagna (+25,4%), mentre per i decrementi solo il Lazio (-0,4%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente maschile, che registra un +9,9% (da 9.878 a 10.858 casi), sia a quella femminile, con un +9,4% (da 10.224 a 11.182). Aumentano sia le denunce dei lavoratori stranieri (+16,4%) sia quelle degli italiani (+7,9%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in tutte le fasce, in particolare per i 60-69enni (+15,2%), 20-29enni (+13,1%) e 35-44enni (+11,0%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 53, sei in meno rispetto alle 59 del 2025 (-10,2%).
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,1% del 2019 al 28,0% del 2026 (è stata del 28,8% nel 2025).
Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 56 a 51 denunce mortali, e l’Agricoltura (da 3 a 2), mentre il Conto Stato non presenta decessi in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 7 a 11) e nelle Isole (da 5 a 7), e cali nel Nord-Est (da 16 a 10), nel Nord-Ovest (da 18 a 13) e al Centro (da 13 a 12).
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da 13 a sette, quelle dei lavoratori sono state 46 in entrambi i trimestri. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 44 a 40) e degli stranieri (da 15 a 13). L’analisi per classi di età mostra in particolare incrementi nella fascia dai 45 ai 54 anni (da 13 a 19 denunce mortali) e un calo di sei decessi tra i 35-44enni (da 12 a 6 casi).
Infortuni degli studenti
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di marzo 2026 sono state 27.237, in aumento del 5,6% rispetto alle 25.797 del primo trimestre 2025.
Delle oltre 27mila denunce di infortunio, 280 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 54% rispetto a marzo 2025.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate a marzo 2026. Il 43% interessa le studentesse (+5,3% tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (+5,8%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +9,8% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +16,4%), Veneto (12%; +5,5%) e Piemonte (10%; -0,6%).
Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
Tre i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di marzo 2026, erano cinque nel 2025.
Malattie professionali
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo trimestre del 2026 sono state 28.487, 4.068 in più rispetto al pari periodo del 2025 (+16,7%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto al primo trimestre degli anni precedenti.
I dati rilevati a marzo di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+16,7%, da 20.225 a 23.612 casi), Agricoltura (+15,8%, da 4.020 a 4.655) e Conto Stato (+26,4%, da 174 a 220).
L’aumento interessa il Nord-Ovest (+19,4%), il Centro (+18,9%), le Isole (+18,4%), il Sud (+15,0%) e il Nord-Est (+12,8%).
In ottica di genere si rilevano 2.890 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 18.224 a 21.114 (+15,9%), e 1.178 in più per le lavoratrici, da 6.195 a 7.373 (+19,0%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 22.195 a 25.888 (+16,6%), sia quelle degli stranieri, da 2.224 a 2.599 (+16,9%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo trimestre del 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.