Il Rapporto sulla stabilità finanziaria di Banca d’Italia (n. 1/2026) certifica la tenuta del comparto in un contesto macrofinanziario deteriorato. Solvibilità sopra la media europea, redditività in crescita, liquidità migliorata. L’incognita è sul lato degli investimenti obbligazionari.
Il settore assicurativo italiano mantiene una posizione di solidità strutturale, confermata dai principali indicatori prudenziali e reddituali. È quanto emerge dall’analisi dedicata al comparto nel primo Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2026, pubblicato dalla Banca d’Italia in un momento in cui il contesto internazionale presenta elementi di vulnerabilità crescente.
Il quadro macrofinanziario in cui si inscrive l’analisi è quello di un’economia globale sotto pressione: il conflitto in Medio Oriente ha impresso una nuova accelerazione alle tensioni geopolitiche già presenti, con revisioni al ribasso delle previsioni di crescita, aspettative di inflazione in rialzo e condizioni finanziarie più restrittive. In Italia, l’impatto si è manifestato principalmente attraverso un aumento dei rendimenti sui titoli di Stato e una significativa volatilità dei mercati azionari, poi parzialmente rientrata.
In questo contesto, Banca d’Italia descrive il settore assicurativo come un comparto che parte da una posizione di forza, pur non essendo immune dai rischi che potrebbero materializzarsi in caso di prolungamento delle tensioni.
Patrimonializzazione al di sopra della media europea
L’indicatore più immediato della solidità del settore è il livello di solvibilità. A dicembre 2025, l’indice di solvibilità medio delle compagnie italiane si attestava al 274%, in crescita rispetto al 266% rilevato a giugno. Il dato si confronta favorevolmente con la media europea del 249% registrata a settembre 2025, confermando una posizione di relativo vantaggio del mercato italiano.
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