IL CASO RISOLTO

DOVE FINISCE L’UNO E DOVE INIZIA L’ALTRO NEL D.M. RISCHI CATASTROFALI

Autore: Leandro Giacobbi
ASSINEWS 385 – Maggio

A un anno dall’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 18/2025 (di seguito, D.M.) sull’obbligo assicurativo dei rischi catastrofali, il dibattito tra gli operatori si è spostato dalle questioni generali alle criticità applicative, ampliando così lo scenario delle problematiche da affrontare. In questo contesto, il tema del terreno rappresenta una vera “new entry” nel business assicurativo introdotta dalla nuova normativa.

Finora la discussione si era concentrata soprattutto sui terreni pertinenziali al fabbricato dell’azienda, in particolare se destinati a usi specifici, come ad esempio le aree parcheggio. Come bussola interpretativa, tutti gli operatori hanno fatto riferimento alla definizione del D.M., che rinvia ai terreni relativi alle immobilizzazioni di cui all’articolo 2424, primo comma, sezione Attivo, voce B-II, numero 2), del codice civile, impiegati a qualsiasi titolo per l’esercizio dell’attività d’impresa, tenendo presente che le norme OIC (Organismo Italiano di Contabilità) richiedono una loro autonoma valutazione in bilancio.

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