L’INVIATO SPECIALE
LA SENTENZA 220/2025 SUL RUP E LA NUOVA LEGGE 1/2026 MOSTRANO COME LA CONCENTRAZIONE DELLE RESPONSABILITÀ NELLA GESTIONE DEGLI APPALTI PUBBLICI ESPONGA IL RUP A UNA FORTE RESPONSABILITÀ PERSONALE PER COLPA GRAVE, MA ANCHE COME UNA CORRETTA ORGANIZZAZIONE DEI CONTROLLI E UN’ADEGUATA COPERTURA ASSICURATIVA POSSANO RENDERE SOSTENIBILE TALE RISCHIO
Autore: Ugo Ottavian
ASSINEWS 385 – Maggio
Tutto nasce dalla concentrazione delle responsabilità. E per quel che riguarda la realizzazione di un progetto pubblico: una strada, un ponte, una casa di riposo, il RUP (Responsabile Unico del Procedimento/Progetto) è la figura primariamente responsabile dell’istruttoria e degli atti del procedimento, con un ruolo centrale nella corretta gestione delle risorse pubbliche.
A dire il vero ogni Ente dovrebbe avere in sé ed attuarli di giorno in giorno i presupposti di gestione che i modelli organizzativi ex d. lgs. 231/2001 gli impongono per l’effettuazione in piena trasparenza di ogni sua azione, ma tant’è.
Succede allora che quando si concentrano le cose, per colpa o per dolo, proprio sulla figura apicale del RUP, si arrivi a conseguenze a dir poco preoccupanti. Ma andiamo con ordine e partiamo da quanto accaduto.
Il contenuto integrale di questo articolo è visualizzabile solo dagli abbonati a
Non sei abbonato?Scopri i piani di abbonamento
Sei già abbonato? Effettua il login nel modulo sottostante
© Riproduzione riservata