Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Unicredit sale nel capitale di Generali ed è oggi il terzo azionista del Leone con l’8,72% del capitale e pieni diritto di voto. La notizia è arriva ieri in occasione dell’assemblea della compagnia assicurativa che si è tenuta da remoto e, stando alle previsioni della vigilia, sarebbe dovuta essere un’assise di routine: è stato approvato il bilancio 2025 (chiuso con un utile record di 4,3 miliardi) e il dividendo di 1,64 euro per azione, (anche questo in crescita del 14,7% rispetto all’esercizio 2024), oltre che rinnovato il collegio sindacale e dato il via libera al nuovo piano di azionariato per i dipendenti e al buyback da 500 milioni. Ma la sorpresa è arrivata quando il presidente di Generali, Andrea Sironi, ha letto i numeri del capitale presente in assemblea pari complessivamente al 69,69% del capitale sociale, in lieve aumento rispetto al 68,73% del 2025, quando è stato rinnovato il consiglio di amministrazione e confermato il ceo Philippe Donnet.
Unipol «è una partecipazione importante oltre che strategica. Nel 2025 abbiamo registrato un incremento del dividendo a 143 milioni che ci dà grande soddisfazione; abbiamo una quota importante e siamo contenti dei risultati che ci vengono restituiti». A dichiararlo è stato Domenico Livio Trombone, presidente di Coop Alleanza 3.0, durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio 2025 della più grande tra le cooperative di consumatori del sistema coop, chiuso con un utile di bilancio consolidato di gruppo di 38,5 milioni, 20,4 milioni di euro in più rispetto al 2024. Ancora maggiore la variazione positiva per il risultato di cooperativa, pari nel 2025 a 50,2 milioni di euro, contro gli 11 milioni del 2024, con le vendite ad insegna pari a poco meno di 6 miliardi (+2,3%).
Il periodo transitorio previsto dal Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (Mica o Micar) scadrà definitivamente il prossimo primo luglio: da quel momento in poi la prestazione di servizi cripto nei confronti dei clienti dell’Ue sarà riservata esclusivamente ai soggetti autorizzati ai sensi del regolamento stesso. In vista di questo passaggio molto importante la Consob ha redatto, recependo le direttive dell’Esma, una serie di linee guida per gli investitori.
Nel primo trimestre del 2026 le nuove immatricolazioni di auto nell’Ue sono aumentate del 4% superando quota 2,8 milioni, trainate dall’ottima performance di marzo: il mese scorso sono state immatricolate 1,15 milioni di unità, con un balzo del 12,5%. Considerando l’Europa allargata (anche il Regno Unito) la crescita nel trimestre è dell’4,1% sopra quota 3,5 milioni di auto, con il mese di marzo che ha fatto segnare un +11,1% sfiorando quota 1,6 milioni.
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Rinvio al 16 luglio dell’obbligo di assicurazione dei monopattini. Resta invece confermata al 17 maggio la decorrenza dell’obbligo del contrassegno identificativo. Lo affermano il Mimit e il Mit in un circolare congiunta del 17 aprile 2026. Con la legge n. 160 del 27 dicembre 2019, come modificata dalla legge n. 177 del 25 novembre 2024, è stata prevista l’introduzione di tre obblighi relativi ai monopattini a propulsione prevalentemente elettrica: casco, contrassegno identificativo e assicurazione per la responsabilità civile verso terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile.
Avvocati, agenti immobiliari e altri operatori non finanziari restano tra gli anelli più esposti del sistema italiano di prevenzione del riciclaggio. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), che assegna all’Italia un livello di efficacia “moderato” per la supervisione di professionisti, operatori immobiliari e altri intermediari non finanziari (si veda ItaliaOggi di ieri). Secondo il report, l’Italia dispone di un quadro normativo completo, con obblighi di registrazione e autorizzazione per tutte le categorie, ma “l’efficacia di tali misure varia tra i diversi settori”. In particolare, mentre notai, revisori e grandi operatori del gioco online mostrano una “comprensione dettagliata dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo”, per altri operatori, come avvocati e agenti immobiliari, la consapevolezza resta “meno sviluppata”.
L’Unione europea introduce un divieto generalizzato di operare con fornitori russi di servizi in cripto-attività, nel quadro del ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca adottato il 23 aprile. Le nuove misure mirano a colpire uno dei principali canali utilizzati per aggirare le restrizioni finanziarie, intervenendo su un ambito, quello delle valute digitali, considerato sempre più rilevante nelle dinamiche di elusione. In concreto, il pacchetto prevede un divieto settoriale totale di effettuare operazioni con qualsiasi fornitore russo di servizi per cripto-attività, inclusi exchange e altri intermediari che facilitano la compravendita e il trasferimento di asset digitali.
che rappresenta il 77% della cessione del V dello stipendio o della pensione e il 42% dei mutui residenziali, Agenti in attività finanziaria e Mediatori creditizi sono ormai a tutti gli effetti un’industria della distribuzione del credito. È questa la fotografia scattata dal III rapporto OAM-Prometeia – attraverso i dati raccolti tramite survey nei confronti di banche e intermediari finanziari per il secondo anno consecutivo – sui professionisti del credito, per i quali si stima un fatturato nel 2024 tra i 2 e i 2,2 miliardi di euro e il cui ruolo è destinato a crescere in futuro, guardando anche agli spazi da occupare nell’intermediazione dei finanziamenti alle imprese che attualmente rappresenta appena il 2% del totale.
Sono state 12.487 le pensioni erogate nel 2025 dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr), in crescita rispetto alle 11.985 del 2024. Un valore che si accompagna all’aumento dei redditi e dei volumi d’affari degli iscritti. Guardando ai risultati complessivi dell’Ente, la Cassa ha registrato un utile al lordo di accantonamenti e rettifiche pari a 191,07 milioni di euro (per un utile netto di 84,96 milioni). È quanto si apprende dal bilancio dell’Ente di previdenza, presieduto da Luigi Pagliuca, approvato ieri dall’assemblea dei delegati.
Il diritto del lavoratore alla pensione unica di vecchiaia a carico della gestione separata Inps, che deriva dal cumulo con i contributi versati anche nell’assicurazione generale obbligatoria, decorre dalla domanda amministrativa del computo, mentre è esclusa la decorrenza retroattiva dal requisito anagrafico: quando l’assicurato si avvale della facoltà di unificazione di cui all’articolo 3 del dm lavoro 02/05/1996, n. 282, il montante contributivo che risulta dall’unificazione dei contributi versati alle diverse gestioni si forma soltanto dopo l’esercizio dell’opzione di cumulo e la pensione non può decorrere in epoca precedente all’istanza. Così la Cassazione civile, sezione lavoro, nell’ordinanza n. 10542 del 21/04/2026.
Sale la diaria riconosciuta ai lavoratori convocati dall’Inail per accertamenti medico-legali o per finalità terapeutiche. Dal prossimo mese di maggio, l’importo del rimborso spettante a chi è invitato a recarsi presso uffici lontani dalla residenza (c.d. diaria) è rivalutato dell’1,4%, pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati (indice Istat) tra il 2024 e il 2025. Un esempio. Per l’intera giornata con pernottamento, la diaria sale a 35,59 euro (35,10 euro fino al 30 aprile). Lo spiega lo stesso Inail nella circolare n. 15/2026.

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Resta precario l’equilibrio della spesa per pensioni. La sua incidenza sul Pil è cresciuta dal 14,9% del 2022 al 15,2% nel 2025, livello sul quale resterà anche quest’anno, si legge nel Documento di finanza pubblica, mentre dal prossimo anno ci sarà un leggero aumento: 15,4% e poi 15,5% nel 2028 e 2029. Ma è soprattutto nei 10-15 anni successivi che la spesa galopperà, secondo lo scenario a legislazione vigente, «fino a raggiungere il 17,1% del Pil nel 2041, livello sul quale si mantiene per il successivo triennio».

Il progetto di Leonardo Del Vecchio, eseguito fedelmente da Francesco Milleri, è sempre stato quello di posizionare Delfin nel ruolo di investitore finanziario di lungo periodo in UniCredit, Mediobanca (finita sotto l’orbita di Mps) e Generali. La tentazione degli eredi dell’impero, rappresentati dalla famiglia Del Vecchio, è stata invece in molte fasi quella di vendere tutto, incassare le plusvalenze clamorose e fare cassa. In questo binario stretto, delimitato dai piani originari del fondatore e le intenzioni future dell’attuale proprietà, si decideranno gli equilibri delle Generali e di Mps, in cui Delfin ha una posizione significativa ricoprendo il ruolo di primo azionista di Siena con il 17,5% e di secondo socio del Leone di Trieste con il 10% dietro la stessa Mps-Mediobanca, a cui fa capo il 13% delle Generali. Si tratta di due posizioni chiave, del valore di oltre 10 miliardi, che se uscissero dal perimetro della finanziaria lussemburghese ridisegnerebbero equilibri e geografia del sistema finanziario italiano.
Grido di allarme dal settore del brokeraggio che segnala un problema di reperimento di nuovi talenti. Secondo un’analisi presentata ieri durante il convegno annuale dall’Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni (Aiba) sei broker su 10 (59,8%) segnalano una significativa difficoltà nel ingaggio di profili professionali, a cui si aggiunge un ulteriore 35,9% che conferma questo trend di domanda, seppur meno pronunciato. Il fabbisogno di professionalità che emerge dal settore riguarda in primo luogo proprio il profilo del broker assicurativo (41,1%). Ma il comparto vede una crescente richiesta anche di altre figure come profili tecnici assicurativi specializzati ( esperti IT e di dati ed esperti di intelligenza artificiale)
La sentenza della Cassazione, sezione IV penale, n. 12329 del 1° aprile 2026, offre l’occasione per tornare su un tema di crescente rilevanza pratica: fino a che punto l’impresa committente è tenuta a informare i propri fornitori e appaltatori sui rischi connessi all’esecuzione del contratto, anche quando non ha la gestione diretta delle attività pericolose? La risposta della Suprema Corte, pur priva di strappi rivoluzionari, consolida un orientamento che impone alle società committenti un livello di attenzione sempre più elevato verso l’intera catena dei soggetti coinvolti nell’esecuzione delle proprie commesse.