Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Il documento politico congiunto firmato a fine maggio dai ministri delle Finanze di Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Spagna per influenzare i negoziati sul Misp (Market Integration and Supervision Package) ha provocato qualche mal di testa negli ambienti Consob. In pratica i sei maggiori Paesi comunitari coinvolti nei mercati finanziari stanno indicando al Consiglio dell’Ue le priorità che vorrebbero vedere nel testo finale della riforma dei mercati dei capitali. L’obiettivo è accelerare la Savings and Investments Union, il progetto con cui Bruxelles vuole creare un mercato dei capitali più integrato. E qui la novità importante è la creazione della super Esma. Si tratta dell’autorità indipendente dell’Unione Europea con sede a Parigi, istituita nel 2011, che deve tutelare gli investitori e promuovere la stabilità dei mercati finanziari. E dove l’Italia ha un rappresentante. Il punto è che fino a oggi l’authority ha operato come elemento di coordinamento, lasciando ampia autonomia ai singoli Paesi: in Italia è il caso di Consob. Ma con il documento della scorsa settimana la situazione cambia. Perché apre la strada che porterà alla nascita di un’Esma rafforzata, con maggiori poteri.
La buona notizia, emersa nell’ultima relazione annuale di Banca d’Italia, è che nei mesi scorsi gli impieghi delle banche alle imprese sono tornati ad aumentare, favoriti dal calo dei tassi d’interesse, e sono concentrati sulle aziende di migliore qualità. Quella meno buona, rilevata sempre dall’istituto guidato dal governatore Fabio Panetta, è che la quota di prestiti assistiti da garanzia pubblica in Italia, esplosi con la pandemia, è ancora altissima: più di un quinto del complesso degli impieghi alle imprese in Italia, pari in totale a 670 miliardi, è assistito dal Fondo centrale di garanzia (gestito da Mcc) o Sace. Oltre 130 miliardi, il triplo rispetto alla media degli altri Paesi europei.
Il noleggio continua a guadagnare terreno nel mercato automobilistico italiano. Dopo aver superato le 520 mila immatricolazioni nel 2025, con una crescita vicina all’11% rispetto all’anno precedente, nei primi mesi del 2026 il comparto ha raggiunto una quota prossima a un terzo del mercato nazionale. In particolare, il noleggio a lungo termine si sta affermando come una soluzione in grado di offrire maggior prevedibilità dei costi. Attraverso un canone mensile che include servizi come manutenzione, assicurazione e gestione amministrativa, aziende e privati possono evitare il rischio di svalutazione del veicolo e rinviare le decisioni sulle future tecnologie di propulsione. Secondo i dati elaborati da Unrae, nei primi tre mesi del 2026 il 15,2% dei contratti di noleggio a lungo termine è stato sottoscritto da privati, mentre l’84,8% riguarda società e imprese.

Dal 1° luglio 2026 le prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali saranno rivalutate dell’1,4% sia nel settore industria sia nel settore agricoltura. A stabilirlo sono due decreti del ministro del lavoro, pubblicati nella sezione pubblicità legale del sito, che approvano la delibera n. 20/2026 del consiglio di amministrazione dell’Inail. Il sistema di rivalutazione delle prestazioni dell’Inail opera con due criteri. Il primo ha cadenza annuale, con decorrenza 1° luglio di ogni anno, e si basa sul tasso d’inflazione Istat. Il secondo si applica, includendo il primo, se e nell’anno in cui si verifica una variazione retributiva non inferiore al 10% rispetto all’ultima rivalutazione. Per l’anno 2026, non c’è stato un incremento retributivo minimo oltre il 10% (c’é stato l’anno scorso), pertanto, si applica il primo criterio e la rivalutazione avviene al tasso Istat, pari all’1,4%, cioè alla variazione tra il 2024 e il 2025 (media annua). La rivalutazione ha effetto dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2027. Nel settore industria la retribuzione media giornaliera per il calcolo del minimale e del massimale della retribuzione annua, che occorrono per determinare le rendite sale a 98,63 euro (97,27 fino al 30 giugno). Di conseguenza, il minimale e il massimale di rendita, rispettivamente, saliranno a: 20.712,30 euro (20.426,70 fino al 30 giugno) e 38.465,70 euro (37.935,30 fino al 30 giugno).
Le dichiarazioni ambientali dovranno essere specifiche, verificabili e supportate da prove concrete. Con le faq pubblicate il 18 maggio 2026, la Direzione generale per la giustizia e i consumatori della Commissione europea (DG Just) ha fornito i primi chiarimenti operativi sulla direttiva (Ue) 2024/825 contro il greenwashing, con indicazioni su messaggi ambientali, marchi ed etichette di sostenibilità, durabilità e riparabilità dei prodotti. Il documento, articolato in 21 domande e risposte, suddivise tra pratiche commerciali sleali e diritti dei consumatori, rappresenta una guida pratica per l’applicazione delle nuove disposizioni che entreranno in vigore il 27 settembre 2026 e che interesseranno imprese, produttori, distributori e operatori del marketing chiamati a rivedere pubblicità, packaging e comunicazione commerciale. L’Italia ha già recepito la direttiva con il dlgs 30/2026, in vigore dal 24 marzo scorso, che ha modificato il Codice del consumo. Il 28 maggio la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 20 Stati membri che non hanno ancora comunicato il completo recepimento della direttiva.

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la Florida, ieri, è diventata il primo Stato americano a fare causa a OpenAI e, personalmente, anche al suo ceo Sam Altman. L’azione legale, intentata dal procuratore generale James Uthmeier, sostiene che ChatGPT, il chat bot basato sull’Intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, abbia aiutato una persona che ha poi commesso una strage, abbia incoraggiato degli utenti a togliersi la vita, abbia ridotto in chi la utilizza la capacità di sviluppare un pensiero critico e abbia creato forme di dipendenza in alcuni minori simulando la compassione umana. L’episodio più grave è quello di uno studente che nell’aprile dell’anno scorso aprì il fuoco nell’area della Florida State University uccidendo due persone e ferendone altre sei e che avrebbe ricevuto da ChatGPT consigli su come organizzare l’attacco. Una portavoce di OpenAI ha affermato che l’azienda sta lavorando con vari partner esterni per proteggere i minori da potenziali rischi che le nuove versioni di ChatGPT sono sempre più sicure.
In attesa che la Procura apra un fascicolo sulla fuga dei cavalli alle prove della parata del 2 Giugno (quattro feriti, quindici animali contusi e danni ai veicoli) — i pm dovrebbero farlo domani e non si esclude che al vaglio ci possa essere anche la posizione dei responsabili della sicurezza — il comando generale dei vigili urbani della Capitale ha deciso di assegnare in ufficio i quattro agenti ritenuti responsabili dell’acquisto e dell’accensione dei botti che la notte di venerdì scorso hanno seminato il panico fra Caracalla e via Cristoforo Colombo. Intanto però alla Municipale sono arrivate le prime richieste di risarcimento danni da parte di automobilisti coinvolti, e presto arriveranno quelle per il ferimento dei cavalieri e dei cavalli. «Saranno addebitati a coloro che saranno ritenuti responsabili», avverte il comandante
La Cassazione era stata chiara: gli autovelox approvati ma non omologati non possono fondare validamente le multe. Eppure, dopo il terremoto giudiziario, i dispositivi non sono spariti, i verbali sono continuati e gli incassi non si sono fermati. Il Corriere ha passato al setaccio i bilanci dei 13 Comuni sopra i 250 mila abitanti. Nel 2025 le grandi città hanno incassato 56 milioni da sanzioni per eccesso di velocità: meno dei 73,2 milioni del 2023. Il 2024 è fuori perché la sentenza 10505 è stata depositata ad aprile. La frenata c’è, ma non ovunque. Napoli ha dichiarato zero euro d’incassi, Trieste quasi. Torino passa dagli oltre 2,5 milioni del 2022 a 1,3 milioni nel 2025. Roma scende da oltre sei milioni nel 2023 a 2,3. Firenze è in testa con 19,7 milioni e Bologna cresce a oltre 9,2. Gli incassi, però, non sono il totale delle multe elevate. «Dopo la sentenza del 2024 molti possono avere fatto ricorso o scelto di non pagare subito», spiega Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona. Il dato racconta il «caos» omologazioni: Comuni prudenti, ricorsi e cittadini più agguerriti. Il fronte giudiziario resta aperto. Il 14 maggio la Cassazione ha bocciato il ricorso del Comune di Lugo e della Bassa Romagna contro un guidatore. È la 44esima decisione nello stesso senso: approvazione e omologazione «non possono ritenersi equipollenti». Dopo 34 anni, a breve potrebbe arrivare il decreto «autovelox». Attende il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Secondo il testo, circa il 25 per cento degli apparecchi censiti rientrerebbe nei criteri. Gli altri potrebbero dover essere disattivati. Ma per alcuni giuristi il decreto non potrebbe discostarsi dal Codice e i ricorsi rischiano di continuare.

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Bnp Paribas Fortis, la principale banca belga, taglierà mille posti nei prossimi anni grazie all’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione dei servizi. La riduzione è indicata nel piano strategico 2026-2028 presentato agli investitori. E, chiarisce l’istituto a Repubblica, non passerà da licenziamenti collettivi. Il canale sarà il turnover naturale. Ogni anno circa 500 dipendenti lasciano la banca, volontariamente o per pensionamento, e le posizioni non saranno più coperte laddove le attività potranno essere automatizzate. La banca conferma che continuerà ad assumere «tra 300 e 400 persone l’anno», ma con un fabbisogno diverso: meno ruoli ripetitivi, più profili orientati a digitale, dati, tecnologia e nuovi servizi. Nel piano, l’IA entra sia nel rapporto con la clientela sia nelle funzioni interne: richieste standardizzate, controlli documentali, obblighi regolatori. Il caso più evidente è il call center. Il chatbot lanciato di recente gestisce oggi circa 5 milioni di interazioni l’anno e l’obiettivo è salire a 7 milioni entro il 2028. Numeri che, precisa Bnp Paribas Fortis, corrispondono «all’equivalente di 180 addetti del call center». L’intelligenza artificiale sarà utilizzata anche per l’identificazione della clientela, tra gli obblighi antiriciclaggio e di conoscenza del cliente. Qui l’automazione può ridurre il lavoro manuale su verifiche, documenti e controlli ricorrenti.

La longevità porta con sé una questione economica. Se è vero, infatti, che l’incremento della popolazione anziana comporta una contrazione della forza lavoro e un aumento della spesa per pensioni e assistenza sanitaria, è altrettanto vero che la transizione demografica richiede un cambio di prospettiva economica. Gli anziani rivestono un ruolo sempre più rilevante nell’economia attraverso quell’insieme di attività definite silver economy: un ambito in espansione e potenzialmente in grado di affermarsi come una leva strategica di sviluppo, capace di favorire coesione e benessere. Le stime concordano nel ritenere l’invecchiamento una risorsa. Solo in Europa questo segmento raggiunge un valore di 5,7 trilioni di euro, rappresentando quasi un terzo del Pil dell’Unione Europea (Oxford Economics e Technopolis Group). In Italia, si stima che incida tra il 16,6% e il 19,7% del Pil (Silver Economy Forum Italia). Risorse, quelle generate dalla silver economy, che, in una logica di circolarità tra le generazioni, andrebbero investite principalmente in formazione, politiche attive del lavoro, ricerca e sviluppo, contribuendo in tal modo a contrastare l’indebolimento delle condizioni delle nuove generazioni, da cui dipende la forza innovativa e competitiva di un paese. In questo approccio si evince chiaramente il valore della solidarietà intergenerazionale, elemento costitutivo di una società inclusiva e sostenibile. Ne consegue la grande sfida di trasformare le criticità legate all’invecchiamento in opportunità di sviluppo delineando politiche che riconoscano negli anziani un capitale sociale attivo.
Volumi in fase di recupero per il mercato auto italiano, che mette a segno il sesto risultato positivo per le immatricolazioni, sulla spinta degli incentivi varati a ottobre. Il mese scorso le registrazioni sono state poco più di 150mila, il 7,6% in più rispetto allo stesso mese del 2025, una rimonta che ha spinto i risultato dei primi cinque mesi dell’anno a quota 790mila, il 9,4% in più sull’anno scorso. Si tratta di un risultato che accorcia le distanze rispetto al 2019, con un gap che si riduce, per il periodo gennaio-maggio, al 13% circa. Bene anche il mercato delle due ruote che cresce di oltre l’8,4% a maggio e del 13% da inizio anno. In questo contesto, coerentemente con l’azione innescata dagli Ecobonus, la quota di modelli full electric immatricolati è di fatto raddoppiata, nel mese e nel periodo, rispetto a un anno fa, raggiungendo a maggio l’8,8% di market share nel mese e dell’8,2% da inizio anno. Una dinamica simile si registra anche per i modelli Phev (ibride plug in), motorizzazione favorita, come per il full electric, dalla normativa sui fringe benefit.
L’intervento della Covip in materia di percorsi life cycle per le adesioni non esplicite alla previdenza complementare rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nel ridisegno del secondo pilastro italiano avviato con la legge 199/2025 (Bilancio 2026). Lo schema posto in consultazione pubblica lo scorso maggio introduce infatti, dal 1° luglio 2026, l’obbligo per i fondi pensione di destinare i flussi derivanti da adesioni automatiche o contrattuali a percorsi di investimento coerenti con l’età anagrafica dell’aderente, attraverso meccanismi di graduale riduzione del rischio.  Il documento individua tre modelli possibili: passaggi automatici tra comparti distinti; combinazioni variabili di comparti; linee target date costruite per coorti anagrafiche. La logica sottostante è chiara: superare definitivamente il vecchio modello dell’adesione tacita (spesso associato a comparti prudenti e poco efficienti nel lungo periodo) per accompagnare gli aderenti verso soluzioni più evolute, capaci di valorizzare il maggiore rendimento atteso dei comparti con più elevata esposizione ai mercati azionari
I temporali di grandine si verificano per lo più in modo localizzato e limitato nel tempo, ma possono provocare gravi distruzioni. «Negli ultimi anni la grandine ha causato più danni a livello mondiale rispetto a tutti gli altri rischi naturali», ha dichiarato Matthias Hackl, responsabile presso Allianz Reinsurance della quantificazione scientifica dei rischi legati ai pericoli naturali, durante una conferenza stampa. Le aziende dovrebbero quindi prepararsi al fatto che potrebbero esserne colpite. I violenti uragani, nei quali un singolo evento può causare danni per diversi miliardi, ricevono generalmente maggiore attenzione da parte del pubblico. Tuttavia, i numerosi temporali di grandine di piccola e media entità rappresentano, nel complesso, un onere maggiore per le compagnie assicurative e i loro clienti. Anche se il Midwest degli Stati Uniti è considerato la principale area a rischio, forti temporali di grandine si verificano ripetutamente anche in Europa, ad esempio in Austria nel 2021, in Francia nel 2022 e nel sud della Germania e nel nord Italia nel 2023. Solo l’evento nel nord Italia, con chicchi di grandine fino a 19 centimetri di diametro, ha causato danni assicurati per oltre sei miliardi di euro, ha riferito Hackl.