Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Un gigawatt di capacità di calcolo, decine di miliardi di dollari di capitale e una domanda che, secondo OpenAI, è destinata a crescere più rapidamente del calo dei costi. Sam Altman, ceo di OpenAI, difende davanti a Cnbc la nuova corsa ai data center: non più solo modelli da interrogare, ma AI sempre attive, integrate nel lavoro e capaci di conoscere il contesto degli utenti. Ma la partita non è solo industriale: lavoro, backlash sociale, Cina, sicurezza globale, quotazione e ritorni sugli investimenti sono già i nodi politici e finanziari della prossima fase dell’intelligenza artificiale.
Ancora una volta i giudici riscrivono le vicende degli ultimi anni del Montepaschi. La nuova banca gestione Lovaglio a metà maggio ha perso in tribunale a Firenze contro gli ex vertici di oltre un quindicennio fa, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni: non solo ha visto respinta la sua richiesta di ottenere un risarcimento danni da 50 milioni di euro dall’ex presidente e dall’ex direttore generale che firmarono le famose operazioni Santorini e Alexandria, ma viene anche condannata a pagare ai due ex manager 350 mila euro di spese legali oltre alle spese generali. E c’è di più: la decisione del 12 maggio del tribunale delle imprese di Firenze relativa alla sola operazione denominata Alexandria (un complesso prestito a lungo termine coperto da Btp stipulato con la banca giapponese Nomura) crea un clamoroso contrasto di giudizi nei confronti di Vigni, che nel 2020 è stato condannato in via definitiva in sede civile a risarcire 50 milioni di euro al Mps, per l’analoga operazione Santorini realizzata con Deutsche Bank.
C’è un nuovo socio di peso nel capitale di Banco Bpm. Un colosso finanziario che in questa prima fase del risiko bancario è stato in cabina di regia nella fusione fra Bper e la Banca Popolare di Sondrio. E che, prima ancora, aveva appoggiato l’acquisto dei 600 sportelli ex Ubi e la conquista di Carige da parte dell’ex Popolare dell’Emilia Romagna che controlla con il 19,9% (più un’opzione per salire di un altro 5%). Dai verbali dell’assemblea del 16 aprile del Banco Bpm consultati da MF-Milano Finanza, emerge che Unipol ha messo in portafoglio 22,7 milioni di azioni del gruppo guidato da Giuseppe Castagna, pacchetto che corrisponde all’1,5% del capitale e che ai prezzi odierni vale circa 300 milioni di euro. Una new entry negli attivi della compagnia presieduta da Carlo Cimbri e che dalle parti di Via Stalingrado a Bologna, sede del gruppo, definiscono come una semplice partecipazione finanziaria. L’appeal del titolo in Piazza Meda, giustificato dalla crescita dei francesi del Credit Agricole al 22,9% (proiettato al 29,9%) e dalle potenziali nozze con Mps caldeggiate da più parti nel Paese, c’è tutto. Con la seconda fase del risiko bancario la compagnia potrebbe valorizzare con poco sforzo l’investimento. Ma proprio perché arriva alla vigilia di una nuova ondata di consolidamento la mossa di Cimbri potrebbe anche assumere un valore segnaletico, più chiara nei prossimi mesi, una volta chiusi i cantieri dell’integrazione Bper-Sondrio.
Nonostante l’Italia sia un Paese dove la ricchezza finanziaria privata a fine 2025 ha raggiunto il record dei 12.326 miliardi di euro, l’organizzazione delle eredità è una questione che viene affrontata da pochi. Lo ha ribadito anche Banca d’Italia nella sua ultima relazione annuale sul 2025 pubblicata nei giorni scorsi: «Nei prossimi anni, per via del cospicuo patrimonio accumulato dalla fascia più anziana della popolazione, sono attesi rilevanti trasferimenti intergenerazionali». Una recente analisi redatta da True Numbers per Fineco calcola che in Italia oltre 2.800 miliardi verranno trasferiti tramite eredità entro i prossimi 20 anni. Secondo Maria Ameli, consigliere delegato di Generfid (fiduciaria di Banca Generali), la questione assume contorni ancora più rilevanti se si guarda al tessuto imprenditoriale italiano. «L’Italia è l’economia europea con il maggior numero di imprese famigliari, quasi 5 milioni. Ma soltanto il 30% arriva alla seconda generazione e appena il 13% alla terza. Ancora oggi solo un’impresa su cinque pianifica il passaggio generazionale». Un fenomeno che riguarda anche il patrimonio immobiliare, che vale oltre 5 mila miliardi e che rappresenta uno degli asset principali attraverso cui gli italiani trasferiscono ricchezza alle nuove generazioni. «Il vero problema è culturale. Gli strumenti sono disponibili, sono spesso più semplici e accessibili di quanto si pensi, ma vengono poco utilizzati», osserva Ameli. Il caso più evidente è quello del testamento. «Secondo i dati del Consiglio Nazionale del Notariato», ricorda l’esperta, «solo una piccola quota degli italiani redige un testamento (la sua diffusione massima è del 17% tra i cittadini nell’intervallo di età 50-59 anni come mostra la tabella in pagina, ndr) e una percentuale ancora inferiore conosce strumenti alternativi. Eppure il costo della non scelta può essere molto elevato». Gli strumenti per organizzare il passaggio in modo efficiente
Ad aprile la raccolta netta delle reti di consulenza è stata pari a 6,5 miliardi di euro, con un incremento annuo dell’11,8%. Le risorse nette affidate nel mese alla consulenza delle associate di Assoreti, associazione di categoria presieduta da Gian Maria Mossa (Banca Generali) risultano sostanzialmente equidistribuite tra gestito (3,2 miliardi) e amministrato (3,3). Il bilancio da inizio anno evidenzia una raccolta netta positiva per 23,5 miliardi e in crescita del 13,7%.Ad aprile si è assistito inoltre a un ritorno di interesse nei confronti dei fondi azionari (+545 milioni). Nel mese il contributo delle reti di consulenza al sistema dei fondi aperti è stato di circa 2,3 miliardi
- La linearità di Groupama Futuro Garantito
Groupama Futuro Garantito è un contratto di assicurazione sulla vita con partecipazione agli utili a premio unico. Si tratta di un prodotto assicurativo a vita intera, che termina con il decesso dell’assicurato, per cui la compagnia di assicurazione non può recedere unilateralmente dal contratto. La polizza Groupama Futuro Garantito prevede, a fronte del versamento del premio unico, la liquidazione del capitale assicurato, che verrà rivalutato annualmente fino alla data del decesso o del riscatto, in funzione dei risultati ottenuti dalla gestione separata denominata ValorePiù. Il premio unico minimo associato alla polizza in oggetto è pari a 5 mila euro, quello massimo 1 milione di euro, e sono concessi premi aggiuntivi, di importo minimo di 1000 euro ciascuno. Groupama Futuro Garantito si prefigge l’obiettivo di conservare, anche nel breve periodo il capitale versato, proteggendolo dalla variabilità dei mercati.

Il contributo dovuto dal datore di lavoro per la previdenza integrativa dei propri dipendenti nasce dalla contrattazione collettiva e nell’ambito della contrattazione collettiva deve restare. A chiederlo sono le imprese e i sindacati in un avviso comune sottoscritto il 26 maggio 2026, in cui bocciano la riforma della portabilità introdotta dalla Manovra 2026 e in attesa di entrare in vigore dal prossimo 31 ottobre (termine già prorogato, rispetto alla data del 1° luglio 2026). Nell’avviso, inoltre, le parti sociali sostengono che l’eventuale trasferimento all’esterno di tale contributo, verso Pip o fondi aperti, dev’essere comunque previsto dal Ccnl
l datore risarcisce il dipendente che ha avuto l’infarto a causa del superlavoro, al di là di quanto il prestatore ha ottenuto dall’Inail. E ciò perché la consulenza medico-legale accerta il nesso causale fra le mansioni usuranti e l’evento dannoso, mentre le patologie pregresse dell’interessato sono concause naturali che non determinano il concorso di colpa. In base all’articolo 2087 Cc, infatti, il datore deve tutelare l’integrità fisica del lavoratore: pesa sulla condanna anche l’uso di mezzi non ergonomici. Così la Cassazione civile, sezione lavoro, nell’ordinanza n. 17754 del 03/06/2026
La responsabilità dell’ente, ai sensi del dlgs 231/2001, per i reati colposi commessi in violazione della normativa in materia di salute e sicurezza non può derivare esclusivamente e automaticamente della colpa contestata al datore di lavoro. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 18643/2026, che ha annullato con rinvio la condanna a carico di una società, chiamata a rispondere dell’illecito amministrativo di cui all’art. 25-septies dlgs 231/2001.
Perugia si affida all’IA, l’Intelligenza artificiale, per condividere dati tra i vari dipartimenti dell’amministrazione e soprattutto per sicurezza urbana e tutela verde, come informa il Corriere dell’Umbria. La città ha lanciato la sperimentazione di Gaia, un sistema che grazie a sensori intelligenti, IA e analisi dei dati permette di pianificare al meglio la manutenzione del territorio e prevenire rischi ambientali e strutturali. Gaia «gira» grazie ad una piattaforma digitale, sviluppata da WiseTown, che integra servizi e moduli per la Smart City. Tra le potenzialità offerte, per esempio, c’è un’app che permette ai cittadini di segnalare criticità e problemi, aprendo quindi una segnalazione raccolta digitalmente e assegnata al dipartimento dell’amministrazione.
L’IA, l’Intelligenza artificiale, prende sempre più piede tra le imprese lombarde, specie di industria e servizi. E punta a formare il proprio personale «in house», attraverso propri dipendenti appositamente addestrati all’uso e l’introduzione di questa tecnologia. Lo evidenzia il rapporto «I numeri per le risorse umane 2026» preparato da Confindustria Lombardia, secondo il quale il 64% delle aziende lombarde hanno adottato o stanno valutando l’adozione dell’IA in azienda.

L’agroalimentare italiano accelera grazie alle politiche di sostegno. Sono, infatti, cresciuti del 46%, nel triennio 2023-2025, gli investimenti nel settore, rispetto ai tre anni precedenti, raggiungendo quota 16,8 miliardi di euro, che si sommano ai 38,5 miliardi di risorse strutturali già previste. «Abbiamo messo queste risorse al servizio di una strategia di crescita dell’intero settore per rafforzare la produzione, la promozione e la protezione delle nostre imprese e dei nostri prodotti». Così il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida commentando i dati del primo Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari di Teha Group in occasione della decima edizione del Forum Food&Beverage di Ambrosetti a Bormio. Secondo le stime di Teha, l’aumento degli investimenti potrebbe generare benefici complessivi per il sistema-Paese pari a 246 miliardi di euro nel medio-lungo periodo e consentiranno di produrre circa 87 miliardi di euro di valore aggiunto diretto per il settore e un impatto economico più ampio che coinvolgerà occupazione, redditi, consumi e filiere produttive.
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Crescita allo 0,7% quest’anno e nel 2027: la previsione dell’Istat sembra più ottimistica rispetto a quella delle altre principali organizzazioni internazionali perché legata all’ipotesi di una rapida conclusione del conflitto in Medio Oriente. Ma naturalmente, in una situazione di grande incertezza, c’è anche l’ipotesi peggiore: il «prolungarsi del conflitto tra Iran e Stati Uniti». In questo caso, tenendo conto anche dei prezzi più elevati del Brent e del gas naturale, «la dinamica di crescita del Pil italiano nel 2026 sarebbe inferiore, rispetto allo scenario base, di 0,1 decimi di punto nel 2026 e di 0,3 decimi nel 2027», quindi 0,6% quest’anno e 0,4% l’anno prossimo. In ogni caso, i prezzi dell’energia e delle materie prime si sono già trasferiti ai beni di consumo, e le famiglie hanno già adottato adeguate strategie di difesa. Per quest’anno l’Istat prevede un’inflazione al 2,9% e un ripiegamento al 2% nel 2027, tenendo conto del rientro delle tensioni internazionali. Di conseguenza, i consumi delle famiglie cresceranno soltanto dello 0,6%, rispetto al più 1,1% del 2025.
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