Nel 2025 l’attività mondiale di fusioni e acquisizioni (M&A) torna su valori vicini ai massimi storici, con un valore complessivo dei deal prossimo a 5.000 miliardi di dollari (+37% sul 2024) a fronte di una crescita più moderata del numero di operazioni (+12%). Il mix si sposta nettamente verso operazioni di taglia maggiore: 70 operazioni oltre 10 miliardi (quasi +80%) e 617 oltre 1 miliardo (+28%).
In questo contesto l’assicurazione dei rischi transazionali diventa parte “strutturale” dell’architettura dei deal, utilizzata per aumentare la certezza di esecuzione, colmare gap negoziali e sostenere strutture sempre più complesse. Secondo il report di Marsh Global Transactional Risk Insurance Report 2025, dopo tre anni di riduzione dei premi, nel 2025 il mercato globale delle assicurazioni sui rischi transazionali ha registrato un’inversione di tendenza, con un aumento dei tassi delle polizze primary di Warranties and indemnities (W&I) nella maggior parte delle aree geografiche. Marsh Risk ha collocato a livello globale limiti assicurativi per rischi transazionali per un valore record di 91,6 miliardi di dollari nel 2025 (+34%), attraverso oltre 3.800 polizze e quasi 1.800 operazioni distinte; inoltre, il numero di polizze di assicurazione fiscale collocate da Marsh Risk in Nord America è aumentato dell’82% nel 2025, mentre in Europa il numero di polizze è cresciuto di oltre il 50% e i limiti assicurati sono più che raddoppiati anno su anno.
Nord America: volumi record, rialzo tariffe e pressione sinistri
Nel 2025 il Nord America concentra il 55% del valore M&A globale, con circa 2.990 miliardi di dollari (+52%) e un nuovo record per operazioni sostenute da private equity (oltre 1.000 miliardi, +69%). La crescita è trainata dal ritorno dei mega-deal (47 oltre 10 miliardi) e da un utilizzo ormai sistematico delle polizze su dichiarazioni e garanzie.
Le principali dinamiche tecniche sono:
aumento medio dei tassi sulle polizze R&W di primo strato del 16%, con livelli oltre il 3,3% del massimale a fine anno e punte superiori al 3,9% per i deal tra 1 e 5 miliardi;
riduzione delle franchigie: per le operazioni oltre 100 milioni la ritenzione iniziale scende sotto lo 0,5% del valore d’impresa, con strutture a “franchigia zero” su alcune garanzie fondamentali;
condizioni di polizza ancora favorevoli al contraente (formule “pulite”, poche esclusioni aggiuntive), con gli assicuratori che preferiscono agire sul prezzo più che restringere il perimetro di copertura.
Il mercato delle polizze fiscali cresce in modo molto marcato: +82% nel numero di polizze e +13% nei massimali (8,2 miliardi di dollari), con particolare sviluppo nei progetti di energia rinnovabile e nell’uso da parte di società “pass‑through”, gestori di patrimoni, family office e imprese che trasferiscono o strutturano crediti d’imposta.
Sul fronte sinistri, nel 2025 gli assicuratori riconoscono oltre 480 milioni di dollari di perdite coperte, con pagamenti netti per più di 410 milioni ai clienti Marsh della regione; quasi la metà dei pagamenti deriva dalla violazione delle dichiarazioni sul bilancio o conformità normativa. La frequenza di notifica diminuisce leggermente, ma la gravità media dei sinistri aumenta, in linea con l’incremento della dimensione e della complessità dell’operazione.
“Il 2025 ha rappresentato un anno di svolta, con premi in aumento e livelli record di collocamenti a supporto della crescente attività M&A”, ha dichiarato Craig Schioppo, Global Transactional Risk Insurance Practice Leader di Marsh Risk. “L’attività nel 2026 si mantiene solida, con una forte domanda di soluzioni di risk transfer transazionale, in un contesto di mercato assicurativo che continua a diventare più rigido. Restiamo impegnati a offrire soluzioni innovative per supportare i nostri clienti nell’affrontare con fiducia questo mercato dinamico”.
Regno Unito ed Europa: domanda elevata, innovazione di coperture e “stress test” sui sinistri
Nel Regno Unito il 2025 è caratterizzato da minori volumi di operazioni ma da deal mediamente più grandi; la domanda di coperture di rischio transazionale è al livello più alto dal boom post‑pandemia. Il numero di polizze cresce del 72%, le operazioni assicurate del 20%, con un forte utilizzo da parte di acquirenti strategici (54% delle polizze) e un ruolo rilevante di energia/power, infrastrutture, tecnologia e servizi finanziari.
Le tariffe W&I primarie aumentano del 20% nella seconda parte dell’anno, invertendo la tendenza discendente del biennio precedente, ma il costo medio “blended” resta praticamente stabile grazie alla concorrenza sugli strati eccedenti. I massimali acquistati scendono leggermente dal 37,7% al 34,7% del valore d’impresa, per effetto di valori di deal più elevati, mentre franchigie e “de minimis” rimangono contenuti.
Il mercato londinese amplia l’offerta, introducendo:
strutture “US‑style” su operazioni UK (schema di garanzie più estese, esclusione della “disclosure” automatica dei materiali di data room, conoscenza contratto più ampia a favore dell’assicurato);
soluzioni W&I sintetiche, anche in contesti di stress (difficoltà del venditore, transazioni pubbliche, assenza di vere garanzie contrattuali);
ampliamento dell’uso delle polizze fiscali su grandi operazioni, con capacità fino a 1,7 miliardi di dollari per singolo rischio e crescente impiego anche in ristrutturazioni, rifinanziamenti, gestione di perdite fiscali e pianificazione successoria.
Il 2025 segna per il Regno Unito un anno di sinistri record: notifiche in forte aumento (+150% sui W&I) e pagamenti per oltre 105 milioni di dollari, con prevalenza di violazione fiscale, contabili e di contenzioso. Migliora l’efficienza liquidativa (tempi più brevi tra notifica e pagamento) e le notifiche si concentrano sempre più nei primi 2‑3 anni di vita della polizza.
In Europa continentale il 2025 vede una netta ripresa dell’attività: +22% di deal assicurativo, +38% nei massimali (23,5 miliardi), con valore aggregato d’impresa di 116,4 miliardi e forte utilizzo in tecnologia, immobiliare, scienze della vita e rinnovabili. I massimali medi rappresentano il 34,6% del valore d’impresa (mediana 25,5%), segno di una protezione rilevante rispetto all’esposizione complessiva.
Le principali tendenze europee:
medio aumento dei premi del 5%, con un +8% sulle operazioni “operative” e un incremento più marcato tra primo e quarto trimestre (circa +29%);
riduzione delle franchigie, fino a strutture a franchigia nulla su immobiliare e rinnovabili in molte giurisdizioni;
forte spinta su estensioni “sintetiche”: rimozione di limiti di conoscenza del venditore, estensione delle durate di garanzia, coperture più estese per giurisdizioni minori, maggiore disponibilità a eliminazione clausole di “multiple loss” ea ampliare la definizione di perdita;
diffusione di coperture per “nuove violazioni” tra Signing e Closing (new Breach Cover), da tempo tipici del real estate e ora sempre più presenti nell’M&A operativo;
crescita delle soluzioni per operazioni su società quotate (take‑private) e per veicoli di continuazione e operazioni “secondary” guidate da gestori di private equity.
Le polizze fiscali diventano uno strumento “mainstream”: il numero di polizze cresce oltre il 50% ei massimali più che raddoppiano, con tassi molto competitivi per i rischi standard (spesso sotto il 2% del massimo) e più elevati (dal 3‑4% in su) per posizioni complesse o controverse. Aumenta l’uso al di fuori dell’M&A (ristrutturazioni interne, rischi operativi, transfer pricing, posizioni domestiche incerte), fino a sostituire in parte gli strumenti di “ruling” con l’amministrazione.
Sul fronte sinistri, in Europa le notifiche quasi raddoppiano nel 2025, triplicando rispetto a due anni prima, con un rapporto polizze‑con sinistri che convergono intorno al 20% per le annate più recenti. La maggioranza riguarda W&I; le violazioni più frequenti sono fiscali, contabili e di contratti, ma la maggior parte degli importi pagati è legata a errori di bilancio (spesso con rilevanti effetti sul valore d’impresa), a conferma del ruolo dell’assicurazione come vero strumento di protezione da perdite multiple e sistemiche sul valore della partecipazione.
Altre regioni: MEA, America Latina, Asia e Pacifico
In Medio Oriente e Africa le coperture W&I passano da prodotto di nicchia a strumento ampiamente utilizzato, con focus sui Paesi del Golfo (Emirati e Arabia Saudita) e un forte ruolo di acquirenti strategici e fondi sovrani. I massimali collocati raggiungono 1,5 miliardi di dollari, con deal mediamente tra 50 e 350 milioni e alcuni casi oltre 1 miliardo, tariffe storicamente basse e crescente capacità assicurativa, anche tramite presenza locale di sottoscrittori. In Africa, nonostante un contesto macroeconomico difficile, il numero di richieste raddoppia; il Sudafrica concentra circa il 70% delle polizze W&I, con particolare vivacità nei settori consumo, fintech e infrastrutture.
In America Latina e Caraibi, pur con meno operazioni, il valore complessivo dell’operazione supera i 114 miliardi di dollari, con forte concentrazione su asset di qualità in energia/infrastrutture, IT, servizi finanziari, manifattura e rinnovabili. Il numero di deal assicurativo cresce di circa il 50%, i massimali del 45%, mentre il rapporto massimo/valore d’impresa scende leggermente (dal 11% al 10%) per l’aumento della taglia media. Le politiche fiscali diventano più richieste (+40% di quesiti), in particolare su operazioni transfrontaliere e di ristrutturazione, e si diffonde maggiormente l’uso di contratti soggetti a legge locale.
In Asia il mercato rimbalza con vigore: 207 deal assicurativi (+40%), valore d’impresa aggregato di 55,2 miliardi (+circa 70%), crescita delle dimensioni medie e maggiore diversificazione settoriale (manifattura, immobiliare, tecnologia, istituzioni finanziarie, sanità, energia, alimentare). I tassi W&I risalgono moderatamente (da 1,3% a 1,4%), la capacità resta ampia ma con maggior ricorso a strutture “a strati” e limiti medi comprati in calo (in percentuale) sulle fasce tra 50 milioni e 1 miliardo. Si rafforza l’uso della copertura fiscale, anche per rischi domestici e fuori dall’M&A, e viene valorizzata la capacità di presentare in lingua locale, in particolare nel Nord‑Est asiatico.
Nel Pacifico (Australia/area limitrofa) l’assicurazione W&I è ormai prassi consolidata: la maggior parte dei deal assicurativi è di fascia medio‑piccola (sotto 500 milioni), ma i limiti acquisti sono proporzionalmente elevati, spesso con copertura di una quota molto significativa – talvolta totalitaria – del valore d’impresa. I settori più attivi sono sanità e scienze della vita, tecnologia/servizi, infrastrutture/energia di transizione, immobiliare selezionato; le tariffe rimangono stabili su livelli competitivi, mentre cresce l’uso di soluzioni sintetiche e di estensioni (cyber, responsabilità professionale, ambientale, rischi fiscali specifici, problematiche note). La frequenza sinistri resta in linea con il 2024, con prevalenza di contestazioni su bilanci, contratti, fiscalità e condizioni di asset.
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