Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
![]()
La prima mossa di Lovaglio sarà confermare e mettere a terra il piano industriale. Al momento della presentazione, lo scorso 27 febbraio, la strategia era stata accolta freddamente dal mercato, soprattutto per le incertezze sulle modalità e sui tempi dell’execution, messi in forse dalla conflittualità sulla governance. L’assemblea però ha completamente cambiato il quadro: il fatto che a Siena resti Lovaglio e non arrivi un nuovo manager per gli investitori è la garanzia che gli obiettivi di 3,7 miliardi di utile netto al 2030, 16 miliardi di monte dividendi in cinque anni e un rote del 18% – uno dei più alti in Europa – verranno raggiunti. Il riflesso di questa fiducia lo si è già visto in borsa, dove le azioni Montepaschi sono balzate dell’11% in tre sedute, mentre quelle della controllata Mediobanca sono salite di quasi il 13%. Lo scarto tra le due performance è riconducibile alla scommessa su una fusione in tempi rapidi della merchant bank nella capogruppo.
Il voto nell’assemblea Mps a sostegno di Luigi Lovaglio e il rafforzamento di Crédit Agricole nel capitale e nel consiglio di Banco Bpm aprono una nuova fase per Piazza Meda. Giuseppe Castagna – ai microfoni di Class CNBC – spiega perché la scelta senese risponde a logiche industriali legate al futuro di Anima e conferma che Credit Agricole resta un azionista solido e corretto, non un socio intenzionato a cambiare gli equilibri di controllo. Su questo doppio fronte si misura la nuova strategia del gruppo
Lo Stretto di Hormuz bloccato da una crisi militare è lo scenario che i mercati conoscono bene. Ma oggi lo stesso risultato si potrebbe ottenere senza una guerra aperta e senza schierare una flotta. Basterebbe un hacker che intervenisse da remoto sui sistemi di navigazione di una petroliera, influenzandone la rotta, bloccandola, trasformandola in un’arma persino. Non è una suggestione da sceneggiatori di Hollywood, ma una minaccia tecnicamente possibile. Il generale dei carabinieri Alfredo Ramponi, tra i fondatori del Ris di Parma, già responsabile Cyber Intelligence in ambito governativo e oggi presidente onorario e advisor strategico di Hwg Sababa, la chiama la nuova frontiera della guerra: una frontiera che passa per il mare e lo spazio oltre che per migliaia di infrastrutture critiche esposte al rischio di attacchi informatici.
Il decreto del 1° maggio in preparazione potrebbe introdurre l’obbligo per i fondi pensione di coprire il rischio di non autosufficienza (long term care). Intanto, slitta al 31 ottobre 2026 la portabilità completa tra fondi pensione con mantenimento del contributo del datore di lavoro. Dal 1° luglio 2026 partono le principali novità: iscrizione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti privati (con conferimento automatico del TFR e contributi in assenza di scelta) e nuovi criteri di investimento più dinamici e legati all’età, come strategie “life cycle”. Aumenta anche la flessibilità in uscita (fino al 60% in capitale) e la deducibilità fiscale dei contributi (fino a 5.300 euro annui). Sul fronte dei rendimenti, dopo un buon 2025, il primo trimestre 2026 è stato negativo per i fondi pensione a causa delle tensioni geopolitiche, con performance inferiori alla rivalutazione del TFR. Tuttavia, la diversificazione ha limitato le perdite e i mercati mostrano segnali di ripresa ad aprile
La legge di conversione del decreto Pnrr approvata nei giorni scorsi sia alla Camera sia al Senato contiene alcune significative novità in materia di previdenza complementare e di welfare integrativo in generale e anche qualche dietrofront. Innanzitutto la norma differisce dal 1° luglio al 31 ottobre prossimi la decorrenza della disposizione introdotta dalla Legge di bilancio 2026 sulla portabilità. Ovvero il diritto del lavoratore, in caso di trasferimento della posizione individuale a una nuova forma di previdenza complementare, a portare con sè anche il contributo aziendale. Va ricordato come in base alla disciplina attualmente vigente questa possibilità deve essere specificamente contemplata dalla contrattazione collettiva. Quindi tipicamente si tratta del caso di passaggio da un fondo negoziale a uno aperto o a una polizza individuale pensionistica per cui oggi in questo caso il contributo del datore di lavoro si perde. Le altre previsioni della legge di bilancio in materia di previdenza complementare, dalle adesioni automatiche dei neo-assunti, all’utilizzo delle linee di investimento legate al ciclo di vita in sostituzione dei comparti garantiti per recepire i flussi dei versamenti delle adesioni non esplicite, alle nuove prestazioni che dovranno essere previste dai fondi pensione rimangono invece fissate al 1° luglio
La stagione delle trimestrali bancarie è dietro l’angolo e parte col botto: martedì 5 maggio sarà una giornata affollata fra i conti di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Credem. Gli occhi del mercato saranno puntati su tre temi: il tono che useranno i top manager per descrivere l’impatto dell’instabilità geopolitica, la conferma della generosa remunerativa su dividendi e buyback e il risiko dopo la riconferma di Luigi Lovaglio al vertice di Mps. Per le assicurazioni, invece, Gabriele Venturi, anche lui analista equity research di Banca Akros, si attende un trimestre «solido e non influenzato dall’attuale situazione geopolitica. Situazione che non vediamo impattare sulla guidance per l’anno». Nello specifico di Revo, Venturi si attende che il gruppo continui nel proseguimento del piano industriale, che prevede una crescita (cagr) dei premi a doppia cifra nel periodo 2026-28 e dell’utile per azione (eps) di oltre il 20%.
- Patrimonio Profilo Insurance
Intesa Sanpaolo Patrimonio Profilo Insurance è un contratto di assicurazione sulla vita di tipo multiramo, a premio unico e con possibilità di versamenti aggiuntivi. Il premio iniziale deve essere di minimo 5 mila euro e massimo di 2 milioni di euro, e sono concessi versamenti aggiuntivi di almeno 1000 euro ciascuno. Il contratto non ha una scadenza predefinita ovvero è a vita intera e la compagnia non può estinguere unilateralmente il contratto. Patrimonio Profilo Insurance consente al contraente di scegliere uno tra i tre percorsi d’investimento a disposizione: Profilo Base, Profilo Standard e Profilo Plus, dove ognuno dei quali prevede una ripartizione percentuale di una gestione separata (denominata Base Solida). Solo su questa parte è prevista la garanzia di pagare al cliente almeno l’importo investito. Questa gestione finanziaria promuove, tra le altre, caratteristiche ambientali o sociali o una combinazione di esse, nonché il rispetto di prassi di buona governance ai sensi dell’art. 8 del Regolamento Sfdr. A fianco della quota in gestione separata, ci sarà uno tra i fondi interni messi a disposizione, che presentano diversi
livelli di rischio-rendimento e non prevedono alcuna garanzia di rendimento minimo.

Responsabilità dei professionisti: la Lapet chiede tutele nel decreto Fiscale. Il confine tra l’errore del cliente e la condotta del professionista si fa sempre più labile, trasformando l’assistenza fiscale in un’attività ad alto rischio sanzionatorio. Senza una distinzione netta, il sistema rischia di scoraggiare la trasparenza e di gravare gli studi professionali di oneri di controllo che spetterebbero, per natura, all’amministrazione finanziaria.
Un groviglio di aliquote Irap per il 2026. Il numero complessivo delle misure approvate dalle regioni è lievitato a causa delle nuove manovre statali che hanno aumentato di due punti percentuali le aliquote per le banche, le imprese di assicurazione e le imprese del comparto energetico, mentre scompaiono le agevolazioni per le Onlus. L’effetto, considerando fattispecie vecchie e nuove e relative maggiorazioni è che, ad esempio, la regione Piemonte passa da 35 a 45 aliquote, mentre il Friuli-Venezia Giulia da 40 arriva addirittura a 67 aliquote. L’aliquota Irap del 2,68% approvata dalla provincia autonoma di Trento anche quest’anno è la più bassa; al secondo posto si trova l’aliquota del 2,93% della Sardegna. L’aliquota più alta è del 4,97%, adottata dalla Campania. Il quadro delle aliquote ordinarie è rimasto simile a quello dell’anno precedente, ad eccezione dell’Umbria che ha, invece, ha aumentato l’aliquota base dal 3,90% al 4,30%.
![]()
Nei 165 anni che ci separano dall’Unità d’Italia il Pil pro capite è cresciuto di dodici volte, e i consumi, aumentati lentamente fino agli anni Cinquanta, con il boom economico si sono moltiplicati per cinque. Ma è una lunga corsa che si è arrestata da un bel pezzo: la quota di consumi non strettamente necessari (istruzione, sport, cultura, tempo libero) si è ridotta negli ultimi trent’anni, e le spese obbligate (abitazione, prodotti alimentari e trasporti) assorbono ormai i due terzi del totale, molto di più rispetto al 63% della Spagna e al 56% di
Francia e Germania. Sono le istantanee scattate dal report “I consumi cambiano insieme al Paese”, pubblicato dall’Istat all’interno delle statistiche dedicate al centenario dell’istituto, che cade quest’anno. Ma gli ultimi 20 anni segnano il passo. Già si vede dalla curva del Pil pro capite: sale ininterrottamente dall’Unità d’Italia, salvo la caduta negli anni della Seconda Guerra Mondiale, ma dal 2001 si ferma: è la stagnazione. Cambiano anche i consumi, e stavolta raccontano una storia di difficoltà crescenti nel far quadrare i bilanci familiari. Le spese alimentari si riducono dal 52,4% del biennio 1953/54 al 21% attuale, ma anche le spese riservate a sport, cultura, salute e tempo libero si ridimensionano rispetto al 17,8% del
1994, passando all’attuale 16,2%. Soprattutto, spaventa la crescita delle spese per l’abitazione e le utenze, che nel ‘53/’54 rappresentavano solo il 12,5% del totale (anche perché ancora negli anni Cinquanta solo il 7,4% delle abitazioni italiane aveva contemporaneamente acqua corrente, bagno e luce elettrica). Sono poi passate al 16% dieci anni dopo, al 24,3% del 1994, e nel 2024 hanno raggiunto la quota del 35,7%, un’esplosione dovuta agli aumenti esorbitanti dei costi dell’energia elettrica e del gasolio per il riscaldamento dovuti alle guerre e agli shock geopolitici globali degli ultimi anni
![]()
