Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Nei primi due mesi del 2026 le polizze unit linked hanno raccolto premi per 5,8 miliardi di euro, un importo che rappresenta il 36% del totale dei prodotti Vita, in aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo 2025. E’ stato il segmento assicurativo che ha avuto la maggior crescita della produzione nel periodo (tabella in pagina). Si tratta di prodotti assicurativi-finanziari che combinano assicurazione sulla vita e investimento. Il loro rendimento dipende dal valore dei fondi in cui vengono investiti i premi. A trainare la loro raccolta, come emerge dai dati Ania, sono stati i canali bancari e postali che hanno realizzato premi da inizio anno per 3,85 miliardi, in aumento del 17% sul bimestre gennaio-febbraio 2025. Per il risparmiatore sottoscrivere una polizza unit linked significa, a fronte di determinate garanzie assicurative, esporre il portafoglio all’andamento dei mercati, visto il sottostante a base di fondi. Ma vuol dire anche affrontare strutture di costi complesse, che pesano sul rendimento finale. A questo proposito lo studio dell’Ania ha analizzato le simulazioni delle performance attese delle polizze Vita che le assicurazioni devono calcolare e indicare nei Kid, i documenti che contengono le informazioni chiave dei prodotti offerti in Italia da compagnie italiane ed estere. Il Kid è redatto secondo uno schema standard europeo ed è facile da consultare anche per confrontare prodotti differenti. Riporta in modo sintetico le caratteristiche principali della polizza come, per esempio, il rapporto tra rischio e rendimento, l’orizzonte di investimento o le modalità di presentazione di un reclamo.
Il conflitto in Medio Oriente frena la crescita economica, spingendo l’Ocse a ridurre la previsione del PIL italiano al +0,4%. Il rallentamento pesa su occupazione e sistema pensionistico, basato sui contributi dei lavoratori. Il rapporto spesa pensionistica/PIL, in crescita dal 2019 e ora sopra il 15%, potrebbe toccare il 17,1% nel 2042 per poi scendere al 14,1% nel 2060, a causa dell’invecchiamento della popolazione e del pensionamento dei baby boomers.
- Le clausole di UniCredit Premium One
UniCredit Premium One è una polizza unit linked a premio unico, con possibilità di versamenti aggiuntivi, collegata ad un paniere di fondi interni assicurativi tra i quali ripartire l’investimento. E’ un prodotto di investimento dedicato alla clientela Private e Wealth che, scegliendo tra vari fondi interni assicurativi, ha la possibilità di personalizzare il proprio portafoglio. Peraltro, attraverso la presenza di specifiche opzioni di investimento, promuove
una pluralità di caratteristiche ambientali e/o sociali, in linea con quanto previsto dall’articolo 8 del Regolamento Sfdr. La polizza è a vita intera, valida fino alla richiesta di liquidazione totale o fino al verificarsi dell’evento imprevisto (decesso dell’assicurato). Il premio unico minimo è pari a 100 mila euro, e l’eventuale versamento aggiuntivo necessita di un importo
minimo 20 mila euro, concesso trascorso un mese dalla decorrenza della polizza. In merito
ai sottostanti finanziari, è possibile investire contemporaneamente sia il premio unico che gli eventuali versamenti aggiuntivi nei 7 fondi interni Assicurativi collegati al contratto.

Addio a multa e taglio punti del velox che non ha ottenuto l’omologazione, nonostante la prassi diffusasi nell’amministrazione che assimila la verifica tecnica e di conformità dell’apparecchio presso il ministero delle Imprese alla mera autorizzazione concessa dal ministero delle Infrastrutture. Le procedure, infatti, risultano distinte nel regolamento di attuazione del Cds: le circolari e i pareri del direttore del Mit, che pretendono di porre sullo stesso le apparecchiature soltanto approvate a quelle omologate, non possono derogare alla legge, laddove l’articolo 142, comma 6, Cds stabilisce che soltanto le seconde hanno efficacia probatoria sulle violazioni dei limiti di velocità. Così la Cassazione civile, II sezione, ordinanza 8797 dell’8/4/2026.
Nel processo penale sussiste la responsabilità civile di cui all’articolo 2049 del Codice civile delle Associazioni o Federazioni sportive, anche dilettantistiche, per i reati commessi dai soggetti dei quali si avvalgono nelle competizioni, pur in assenza di un rapporto di lavoro dipendente e/o a titolo oneroso tra preponente e preposto, ove sia accertato un nesso di occasionalità necessaria tra l’attività del preposto e l’illecito. Sono le conclusioni enunciate con un principio di diritto emesso dalla sezione quinta della Cassazione penale nella sentenza n.12258/2026 (data udienza 24 febbraio, data pubblicazione 31 marzo) con cui la Corte di piazza Cavour ha riformato la decisione della Corte d’appello di Venezia che aveva ritenuto non configurabile la responsabilità civile dell’Associazione sportiva dilettantistica di rugby ai sensi dell’articolo 2049 del Codice civile. Impugnando la sentenza, la ricorrente contestava la decisione della Corte territoriale nella parte in cui ha escluso la responsabilità civile dell’Associazione sportiva dilettantistica, evidenziando che, per la configurabilità della responsabilità di cui all’art. 2049 Cod. civ., assume rilievo la sola preposizione, anche occasionale, dell’autore dell’illecito nell’organizzazione del preponente, e non anche la natura onerosa, o meno, del rapporto.
Dopo l’infortunio sul lavoro non si può condannare l’imputato soltanto perché è un dirigente dell’azienda e come tale risulta individuato nel documento di valutazione dei rischi (dvr): il giudice del merito, infatti, deve verificare quali fossero gli effettivi poteri d’intervento. E ciò perché in base all’articolo 18 del decreto legislativo 09/04/2008, n. 81, i dirigenti rispondono degli obblighi «secondo le attribuzioni e competenze a essi conferite». Così la Cassazione penale, sezione quarta, nella sentenza n. 11990 del 30/03/2026.

L’Ivass ha ordinato l’oscuramento di due siti web: assicurazionitridentine.it e rca.astra-fcagroup.it. Secondo l’Autorità, le piattaforme offrivano abusivamente servizi assicurativi. L’oscuramen-to potrà richiedere alcuni giorni. Sale a 359 il numero dei siti abusivi oscurati dall’Ivass da novembre 2023.
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