Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Con la sua lista alternativa e Lovaglio ricandidato ceo Tortora sfida il cda uscente che schiera Palermo. Ora il patron di Plt svela retroscena e motivi della discesa in campo.  Le due liste di maggioranza si contendono i voti del mercato: quella del cda conta sull’11,5% in mano a Fracesco Gaetano Caltagirone; quella di Lovaglio parte dall’1,2% di Plt e mira al sostegno dei fondi che già hanno dato fiducia al banchiere: da soli, BlackRock, Norges Bank e Vanguard pesano per l’11%, e poi c’è un altro 3% in mano all’imprenditore-finanziere Giorgio Girondi, il patron di Ufi Filters. Delfin (17,5%), mentre Tesoro (4%), Banco Bpm (3,7%) dovrebbero astenersi facendo abbassare la soglia della maggioranza relativa. La strada comunque è iniziata in salita per la lista di Plt: il proxy advisor ISS ha dato indicazioni di votare per la lista del board, pur sollevando dubbi su Palermo ed escludendo di votare per 8 dei 20 candidati a cominciare dalle riconferme del presidente Nicola Maione e del figlio di Caltagirone. Il giudizio è stato contestato da Tortora e – per motivi opposti – anche dalla stessa Mps. Ma è destinato a pesare nelle scelte dei fondi istituzionali.
La Legge di bilancio ha sanato una vulnerabilità strutturale del sistema previdenziale italiano che, pur avendo introdotto il meccanismo virtuoso del silenzio-assenso, aveva designato il comparto garantito come opzione di default per gli aderenti taciti. Sebbene prudenziale, tale scelta si rivela sub-ottimale per la vasta platea di giovani lavoratori che, disponendo di un lungo orizzonte temporale di accumulo, vengono di fatto privati dell’opportunità di beneficiare del premio al rischio azionario, con una possibile erosione del montante finale potenzialmente anche significativa. Tale rischio rileva soprattutto per quella fascia di popolazione che più necessita di un’adeguata copertura previdenziale di secondo pilastro, per via dell’accesso ritardato nel mondo del lavoro, dei bassi livelli retributivi e della discontiniutà delle carriere. Lo sottolinea il Mefop in un Quaderno di ricerca sul life cycle (una strategia che riduce la quota azionaria all’avvicinarsi della pensione), con un contributo anche della Covip. L’analisi ricorda come sebbene la legge di bilancio per il 2026 non indichi espressamente questo meccanismo come opzione di default per i silenti, segue comunque un approccio basato sul ciclo di vita, prevedendo che, in caso di adesione automatica, le risorse siano destinate a percorsi o linee di investimento coerenti con l’orizzonte temporale dell’iscritto.
Le casse di previdenza dei liberi professionisti oltre ad essere un pilastro pensionistico di base sono anche importanti investitori istituzionali. L’ultimo rapporto annuale della Covip sugli investimenti e i profili dimensionali, pubblicato a fine novembre, ne tratteggia un ritratto aggiornato in relazione al ruolo che tali enti previdenziali privati interpretano nel tessuto economico italiano. Partendo dal profilo dimensionale, alla fine del 2024, l’attivo a valori di mercato degli enti previdenziali privati totalizza 125,1 miliardi di euro rispetto ai 114 miliardi del 2023, il 9,8% in più. Negli ultimi dieci anni la dimensione del settore è cresciuta di 53,2 miliardi, il 5,7% medio annuo; sullo stesso orizzonte temporale è aumentato anche il corrispondente peso rispetto al pil, salito dal 4,4 al 5,7%. La redditività media degli investimenti è stata pari al 7%, grazie all’andamento favorevole dei mercati, sul più ampio orizzonte decennale, la redditività media annua composta è del 2,9%.
Una delle principali misure previdenziali contenute nella Legge di bilancio è rappresentata dalla previsione di un adeguamento calmierato e graduale dei requisiti di accesso al pensionamento alla speranza di vita previsto nel 2027. A seguito dell’aumento della longevità registrato nell’ultimo biennio dall’Istat l’aumento è pari a tre mesi. Così come sottolinea l’Inps con specifica Circolare del 16 marzo scorso, per effetto della Legge di bilancio l’incremento dei requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici si applica nella misura di un mese per il 2027 e in misura intera di tre mesi per il 2028. Inoltre, per lavoratori dipendenti addetti a professioni gravose o usuranti l’adeguamento è integralmente sospeso fino al 2029. L’esenzione è estesa anche ai lavoratori precoci, se impiegati in attività gravose. La Banca d’Italia nella sua audizione parlamentare sulla manovra, ricorda che l’indicizzazione automatica all’aumento della speranza di vita fu introdotta nel 2010 con la riforma Sacconi ed estesa l’anno successivo al requisito di anzianità contributiva per il pensionamento anticipato con la riforma Fornero del 2011. Come sottolinea l’Ufficio parlamentare di bilancio l’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi riveste un ruolo chiave nel contrastare la riduzione del rapporto tra occupati e pensionati, fenomeno destinato a intensificarsi nei prossimi decenni con il pensionamento delle generazioni del baby boom. Contestualmente, l’aumento dell’età di pensionamento, in presenza di un aumento dell’aspettativa di vita, contribuisce a contrastare la riduzione dell’importo delle pensioni derivante dall’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione. In un contesto di carriere lavorative discontinue e in assenza di ulteriori meccanismi di controllo della spesa previdenziale, tale istituto contribuisce alla sostenibilità di medio-lungo periodo e all’adeguatezza prospettica del sistema pensionistico.
  • I pregi di Alleanza Stile Unico
Alleanza Stile Unico è prodotto d’investimento assicurativo a premio unico e premi unici aggiuntivi, a vita intera. Il capitale è collegato in parte a fondi esterni (ben 120) e interni (3) e in parte alla gestione separata Fondo Euro San Giorgio. La polizza prevede 6 differenti Percorsi, ciascuno con proprie regole di investimento, e il contraente, al momento della firma della proposta di assicurazione, è chiamato a indicare uno di questi, in coerenza con la tipologia di cliente cui il singolo percorso è rivolto. L’investimento minimo è pari a 20 mila euro, e sono concessi versamenti aggiuntivi a partire da 5000 euro. Il premio unico, al netto dell’eventuale premio per la copertura complementare facoltativa, è investito per la maggior parte – dal 50% al 90% a scelta dell’investitore – nei fondi e la restante parte – dal 10% al 50% – nella gestione separata, che mira a dare stabilità alla performance. In merito ai fondi, Stile Unico prevede due Modalità d’investimento distinte, in funzione dell’importo inizialmente conferito. La Modalità Automatica per importi inferiori a 50 mila euro, per capitali superiori si accede alla Modalità Assistita

Niente risarcimento danni al debitore che tende una trappola “privacy” all’agenzia di recupero crediti. Rimane a bocca asciutta chi, durante le trattative, chiede di mandare il conteggio del debito alla e-mail di un terzo e, una volta arrivata la comunicazione, fa causa
all’agenzia per violazione della privacy, consistente nella presunta divulgazione a estranei dei suoi dati personali. A sbarrare la strada a manovre di strumentalizzazione dei diritti previsti dalle norme sulla privacy è la Corte appello di Catanzaro, seconda sezione civile, con la sentenza n. 362 del 13/3/2026. Nella vicenda specifica un debitore, moroso per circa 60 mila euro, ha chiesto 20 mila euro di risarcimento di danni morali a una società di recupero crediti, rimproverandole di avere inviato una proposta transattiva all’indirizzo e-mail di suo fratello. Si noti, però, che è stato lo stesso debitore a indicare in maniera specifica il contatto del suo parente. A seguito di ciò, il debitore ha comunque iniziato una causa per i danni patiti a fronte della comunicazione a terzi di informazioni delicate.

corsera

La tempesta Erminio, che da giorni staziona sulle regioni Centro-meridionali ha scaricato una quantità eccezionale di neve fuori stagione in montagna su tutto il versante Est dell’Appennino centrale, dall’Umbria al Molise, innescando numerose valanghe. Le piogge torrenziali a quote inferiori hanno causato frane, ingrossato e fatto esondare molti corsi d’acqua. D. R., 53enne pugliese di Bisceglie, risulta disperso con la sua auto nel crollo del ponte sul Trigno lungo la statale 16 tra Abruzzo e Molise.  La procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo anche se per ora non risultano indagati. Il ponte era stato aperto pochi mesi fa dopo lunghi lavori di rifacimento. Un altro ponte sul Trigno sulla provinciale 55 è stato chiuso dopo che le acque erano salite in poche ore. Tredici persone bloccate dalla neve in un hotel a Passo Lanciano, nel comprensorio della Maiella, sono state raggiunte e sgomberate dall’Esercito dopo che le strade sono state liberate dalla neve. «Non abbiamo mai avuto paura, l’unico momento critico è stato mercoledì quando in auto ci siamo trovati davanti a un muro di neve e alberi caduti», hanno raccontato alcuni testimoni.
Un attacco informatico ai sistemi delle Gallerie degli Uffizi, avvenuto tra fine gennaio e inizio febbraio ma preparato nei mesi precedenti, ha portato al furto di dati sensibili e dell’intero archivio digitale del gabinetto fotografico. Gli hacker hanno ottenuto accesso a codici di sicurezza, mappe interne e sistemi di sorveglianza, informazioni potenzialmente utilizzabili per organizzare furti fisici, e hanno avanzato una richiesta di riscatto. In risposta alla minaccia, parte di Palazzo Pitti è stata chiusa e i beni più preziosi messi in sicurezza, mentre le autorità indagano sull’accaduto e sul rischio di diffusione dei dati rubati
Nei primi nove mesi del 2025, le imprese con stabile organizzazione in Italia hanno registrato una raccolta premi complessiva pari a 126,2 miliardi di euro. Il settore Danni ha totalizzato 36,5 miliardi di euro, valore massimo dal 2011, con un aumento del +7,0% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dai dati di Ivass relativi alla raccolta premi al terzo trimestre 2025, in cui si evidenzia che «prosegue così la crescita avviata nel 2021, dopo la contrazione in coincidenza della pandemia». Il settore Vita evidenzia un incremento su base annua pari al +7,2%.

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Anais non si riconosce più. Ha ustioni su tutto il corpo, sulla testa ci sono punti dove i capelli non ricresceranno mai. «Sulla mia mano sinistra dovrà essere amputata la prima falange di ogni dito». Si è svegliata dal coma dopo due mesi e «i medici mi hanno spiegato che dovrò sottopormi a un numero molto elevato di interventi per anni». Per la prima volta, c’è un prezzo del dolore nelle carte sulla strage di Crans-Montana: chiede un risarcimento di 50 milioni di franchi, Anais. E come lei, i tanti dannati del Constellation, che provano a quantificare le cicatrici sulle proprie vite che non torneranno come prima

Lo scenario dello shock innescato dalla guerra in Medio oriente è a tinte fosche. Ora serve anzitutto un risposta dell’Europa per una maggiore integrazione, ma comunque lo stato dei conti pubblici italiani mettono il nostro paese al riparo da una crisi come se ne sono viste in passato. Il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, è intervenuto alla Conferenza annuale di Via Nazionale e Ministero degli Esteri, alla Farnesina: «Il conflitto in corso sta già provocando interruzioni senza precedenti nelle catene di fornitura energetica globale. La sua estensione ai paesi del Golfo ha costretto alcuni di essi a sospendere l’estrazione di idrocarburi, con effetti immediati e potenzialmente persistenti sui mercati internazionali». Quindi «anche ipotizzando una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno alla normalità produttiva sarebbe lento». Concetti che Panetta aveva già anticipato nei giorni scorsi in occasione dell’assemblea dei partecipanti: «Ai tempi tecnici necessari per il ripristino della capacità estrattiva si aggiungerebbero quelli per la riattivazione dell’intera filiera energetica». In questo scenario quindi «le tensioni sui mercati energetici preoccupano non solo per l’impatto immediato su inflazione e crescita, ma anche per le possibili ripercussioni sulla stabilità finanziaria. In presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock».
È bastato il primo mese di guerra all’Iran a tagliare le stime di crescita dell’Eurozona (dal +1,2% al +1%) e dimezzare, al +0,4%, quelle italiane. Ma se il conflitto durerà oltre aprile, la prospettiva europea è quella di una recessione tecnica accompagnata da un’inflazione in volo verso il 5%: in una replica dello scenario del 2022 che porterebbe sia la Bce sia la Bank of England ad alzare i tassi d’interesse. Gli aggiornamenti tinti di nero delle proiezioni macroeconomiche si moltiplicano. Ieri è arrivato quello, pesante, di S&P, che mette in fila i nuovi numeri articolandoli com’è inevitabile in più di uno scenario. Quello di base è relativamente ottimistico, assumendo un cielo mediorientale sgombro da missili, raid e droni fra circa un mese. Già così, però, «la guerra in Medio Oriente ha determinato il più ampio shock dell’offerta energetica mai registrato» e «ha interrotto la ripresa europea, spingendo al rialzo l’inflazione, pesando sulle prospettive di crescita e complicando la politica monetaria». Questa tripletta colpisce ad ampio raggio, ma in modo asimmetrico. Perché nel planisfero disegnato dal nuovo Global Economic Outlook la stima della crescita mondiale resta invariata rispetto ai calcoli di ottobre (+3,2%), e la prospettiva del Pil Usa è addirittura in miglioramento di un decimale, al +2,2%. L’Europa è invece l’area più penalizzata, con un taglio delle stime di due decimali (al +1%); e, al suo interno, sono Italia e Regno Unito a incontrare la sforbiciata più profonda, quattro decimali, che nel nostro caso si traducono appunto in un dimezzamento nelle ambizioni del Pil.
Leggero calo del rischio povertà in Italia, ma cresce la quota di persone in grave condizione di deprivazione materiale. Nel 2025 – rilevala un report dell’Istat – la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale – chi si trova cioè in almeno una delle tre seguenti condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale oppure a bassa intensità di lavoro – scende al 22,6% (nel 2024 era il 23,1%). Rispetto all’anno precedente, la quota di individui a rischio di povertà rimane stabile (18,6% rispetto a 18,9%), diminuisce quella di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (8,2% e 9,2%) e aumenta leggermente la quota di coloro che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (5,2% e 4,6%). Nel 2024, il reddito medio annuo delle famiglie (39.501 euro) cresce, rispetto al 2023, sia in termini nominali (+5,3%) sia in termini reali (+4,1%), crescita che si associa alla riduzione della disuguaglianza nella distribuzione: l’ammontare di reddito percepito dal 20% delle famiglie con i redditi più elevati è 5,1 volte quello percepito dal 20% delle famiglie con i redditi più bassi (5,5 del 2023). Quale numero per chiarire: è di 31.704 euro il reddito netto familiare mediano nel 2024, circa 2.642 euro al mese. È del 4,9% la diminuzione in termini reali del reddito medio familiare tra il 2007 e il 2024 ed è del 10,2% la quota di occupati a rischio di povertà lavorativa 25,9% tra gli stranieri.
Le modalità di conferimento del contributo a carico del datore di lavoro nel caso in cui il dipendente cambi fondo di previdenza complementare continueranno ad avvenire «nei limiti e secondo le modalità stabilite dai contratti o accordi collettivi, anche aziendali» almeno fino al 30 ottobre, invece che fino al 30 giugno come attualmente stabilito dalla legge di Bilancio 2026. Quest’ultima, con l’articolo 1, commi 201-202, ha introdotto diverse modifiche al Dlgs 252/2005, con effetto dal 1°luglio. Tra queste c’è la cancellazione della parte finale dell’articolo 14, comma 6, del Dlgs che regola il trasferimento, da una forma di previdenza integrativa all’altra, della posizione individuale maturata da un iscritto. Con la norma attuale, se un lavoratore passa da un fondo a un altro, può perdere il diritto al versamento del contributo da parte del datore di lavoro, se così stabilisce il contratto collettivo applicato. Ciò può avvenire, tipicamente, nel trasferimento da un fondo negoziale a uno aperto.