L’EIOPA ha pubblicato la sua terza relazione sull’applicazione della direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD), che esamina anche i cambiamenti nella struttura del mercato degli intermediari assicurativi, l’evoluzione delle attività transfrontaliere, la qualità della consulenza e delle modalità di vendita, l’impatto dell’IDD sugli intermediari assicurativi.
Il mercato della distribuzione assicurativa
Il report conferma le tendenze già evidenziate nelle relazioni precedenti. Il numero di intermediari registrati è ulteriormente diminuito negli ultimi due anni a causa del consolidamento del mercato, di requisiti professionali più rigorosi e della difficoltà di attrarre nuovi talenti per sostituire coloro che raggiungono l’età pensionabile. Nel dettaglio, dal 2020 al 2024, il numero di intermediari assicurativi registrati nell’UE è diminuito del 7,5%, passando da 884.337 a 818.128 in 24 Stati membri.
Allo stesso tempo, il numero di intermediari con un passaporto UE è cresciuto del 12% tra il 2020 e il 2024, indicando un maggiore interesse per la distribuzione transfrontaliera (26.502 soggetti nel 2024). Tuttavia, Eiopa precisa che non è chiaro quanto questo passaporto sia effettivamente utilizzato, perché la normativa richiede solo la notifica dell’intenzione di operare all’estero, senza obbligo di riportare i volumi di attività o le date di inizio/fine. I trend variano da Paese a Paese: in 15 Stati il numero di intermediari con passaporto è aumentato, in 8 è diminuito e in 7 è rimasto sostanzialmente stabile.
La remunerazione resta soprattutto provvigionale: in 24 su 28 Stati il modello a commissioni è dominante, mentre combinazioni commissione/onorario si riscontrano soprattutto in CZ, IS e NL e la sola parcella è la regola in FI.
La distribuzione è in gran parte affidata ad agenti e broker che vendono solo prodotti assicurativi: in 21 su 25 Stati, nel 2024, la maggioranza degli intermediari non distribuisce altri prodotti finanziari o beni/servizi diversi, e in 10 Stati l’attività su prodotti non assicurativi è quasi assente.
Le vendite online restano basse ma in crescita, specie nei rami danni: nella maggior parte dei Paesi i contratti conclusi online rappresentano tra lo 0,2% e il 3,1% dei premi lordi.
Impatto del quadro normativo
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