Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Meno responsabilità per gli amministratori privi di deleghe, ma l’indebito utilizzo di informazioni riservate rappresenterà una giusta causa di revoca per i membri del cda. Sarà ammissibile regolare statutariamente le situazioni di conflitto di interesse o con regolamentazioni interne alla società. Sono alcune delle principali modifiche che riguardano gli amministratori di società per azioni apportate dalla riforma del codice civile in tema di amministrazione e controllo. La deresponsabilizzazione degli amministratori privi di deleghe. Nel nuovo articolo 2381-ter c.c. vengono autonomamente trattate le “Informazioni consiliari”. Mentre i primi tre commi sono di fatto una mera traslazione degli attuali commi 1 e 6 dell’articolo 2381 c.c., il terzo comma del novellato articolo è di nuovo conio.
I fattori Esg sono entrati nel cuore del processo estimativo e incidono direttamente sulla determinazione del valore economico dell’impresa. Il documento “I fattori Esg nella valutazione d’azienda: elementi strategici, gestionali e informativi” pubblicato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) il 1° aprile 2026 chiarisce come i fattori ambientali, sociali e di governance non rappresentano un’integrazione opzionale, ma una componente strutturale dell’analisi fondamentale.
Volontaria a peso d’oro per i co.co.co. Il collaboratore che voglia valorizzare l’intero anno 2026 ai fini della futura pensione, pagando i contributi di propria tasca, deve spendere 6.207 euro, cioè 517 euro mensili, come tutti i colleghi lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata dell’Inps. Spende un poco meno, invece, il professionista senza cassa iscritto sempre alla gestione separata, cioè 4.702 euro. Un lavoratore autonomo, ex artigiano dovrà pagare tra i 4.514 e i 13.494 euro e un ex commerciante da 4.604 a 13.764 euro annui. Più contenuta è la spesa dell’ex lavoratore dipendente (non agricolo): 3.547 euro se ha iniziato a versare i contributi volontari prima dell’anno 1996 o 4.200 euro se ha cominciato dopo l’anno 1995. A fare i conti dei contributi volontari è l’Inps con la circolare n. 27/2026
A riaccendere l’attenzione sul tema hanno contribuito, da un lato, la recente introduzione della legge annuale sulle Pmi (n. 34/2026), che ha previsto una disciplina organica in materia di salute e sicurezza nel lavoro svolto da remoto, introducendo specifici obblighi e un apparato sanzionatorio dedicato; dall’altro, la pubblicazione di una significativa pronuncia del Tribunale di Padova, che ha riconosciuto il diritto all’indennizzo per un infortunio occorso a una lavoratrice in regime di smart working. Con l’art. 11, L. n. 34/2026, in vigore dal 7 aprile 2026, è stato apportato un importante intervento in materia di salute e sicurezza per i lavoratori in smart working (art. 11), introducendo specifiche modifiche al Testo Unico sulla Sicurezza (attraverso il nuovo comma 7 bis all’articolo 3, dlgs. n. 81/2008). La disposizione stabilisce che, quando il lavoro agile si svolge in ambienti che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, quest’ultimo assolve agli obblighi di sicurezza (con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali) tramite la consegna di un’informativa scritta al lavoratore e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) con cadenza almeno annuale, che individui i rischi generali e i rischi specifici connessi a questa particolare modalità di esecuzione della prestazione. Resta in ogni caso fermo l’obbligo del lavoratore di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro.

La cruciale assemblea senese del 15 aprile assegna lo scettro sui tre marchi più blasonati della finanza nostrana: Mps, Mediobanca e, di fatto, Generali. Solo il leader italiano Intesa Sanpaolo avrà potere e influenza comparabili al kombinat che concretizza la visione cullata fin dal 2019 da Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone. Dopo molti miliardi investiti, e qualche anno di sterili assalti, la “vittoria” è vicina. Ora però la vittoria va gestita: aprendo una fase di governo per instradare non pochi bivi delicati. Anzitutto va fatto funzionare il nuovo cda di Mps, 15 membri i cui profili ed equilibri non sono ancora chiari. Se l’ad di Acea Fabrizio Palermo appare favorito alla guida operativa, non è detto che il presidente Maione sarà confermato, nel triplice voto che lo riguarda, dopo le critiche dei proxy advisor alla nuova governance (Iss esorta i fondi a non votarlo nel secondo turno sui singoli nomi, e anche Glass Lewis critica la «poca trasparenza e chiarezza nel processo di selezione»). E dietro le quinte si alza l’ombra di Corrado Passera, ex ad di Illimity e Intesa
Sanpaolo, inserito al terzo posto nella lista del cda e in precedenza indicato come possibile ad. Passera, fin dal primo invito dei selezionatori di Korn Ferry, si era reso disponibile come presidente.
il principale errore da evitare con un fondo pensione è liquidarlo durante fasi di turbolenza dei mercati. Gli esperti Antonio Cavarero (Generali Asset Management) e Paolo Pellegrini (Mefop) spiegano che, in assenza di necessità immediate di liquidità, conviene mantenere gli investimenti nel fondo anche dopo il pensionamento, beneficiando di un regime fiscale più favorevole (tassazione al 20% e deducibilità fino a 5.300 euro annui). Inoltre, chi prosegue con il fondo fino a 35 anni di versamenti ottiene una riduzione dell’aliquota fiscale fino al 9%. Dal luglio prossimo, nuove norme consentiranno una maggiore flessibilità nei prelievi senza dover chiudere la posizione
Dal 15 aprile la normativa Nis 2 per la cyber sicurezza entra nella “terza fase attuativa”, come la definisce l’autorità di settore Acn (Agenzia cyber nazionale) nel suo cronoprogramma.
Per la prima volta, aziende di una platea vasta ed eterogenea sono chiamate a prepararsi sul serio contro gli attacchi informatici. Minacce che possono paralizzare i sistemi o portare a furti di dati. Eventi che però non incidono solo sulle sorti della singola azienda colpita. Chi appartiene a 80 categorie di servizi giudicati, dalla norma, critici o strategici per l’Italia, dovrà dimostrare di non essere l’anello fragile di una catena su cui si regge la sicurezza dell’intero sistema Paese. «Non c’è un numero ufficiale di aziende individuate come soggette ai nuovi
obblighi Nis 2, ma si ipotizza siano circa 20mila. Un salto rispetto alle poche migliaia le aziende (molto grandi o molto importanti, ndr) che già ora devono soddisfare obblighi di cyber sicurezza secondo la precedente normativa», spiega Lorenzo Russo, partner di Deloitte Italia. «Molte aziende, anche piccole, dovranno fare qualcosa che non hanno fatto mai: un programma strutturato di cybersecurity», aggiunge Claudio Telmon, analista esperto di cyber per P4I.
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In piazza Meda, a Milano, ci si avvia all’assemblea che giovedì 16 cambierà la composizione del consiglio di amministrazione del gruppo Banco Bpm senza l’ansia pre bellica che accompagna la vigilia senese. Il tema più ostico in queste ore riguarda proprio Siena (anche a Milano!). L’ex popolare infatti ha in portafoglio il 3,7 per cento del capitale del Monte dei Paschi, frutto di acquisti sul mercato e dell’acquisizione di Anima, il tutto diluito dalla ops su Mediobanca. Resta comunque un pacchetto corposo, capace di pesare in sede assembleare. Cosa fare? La decisione verrà presa domani, martedì 14, quando in un consiglio di amministrazione già da tempo convocato ci sarà il tempo per discutere approfonditamente del destino di quei voti. Il Banco Bpm potrebbe astenersi e sarebbe una mossa comprensibile: lascerebbe ad altri le decisioni sul futuro di una concorrente. Oppure potrebbe votare la lista del cda uscente, sposandone uomini e filosofia. Molto meno probabile il voto a favore della lista presentata dal gruppo Plt, con l’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio candidato ceo. Sarebbe un voto di rottura, in contrasto con il ruolo istituzionale di un istituto di credito. Superato questo doppio scoglio (martedì cda, mercoledì voto a Siena), il Banco Bpm potrà concentrarsi sulla propria assemblea convocata giovedì 16 al MiCo di Milano. In palio ci sono 15 posti nel consiglio di amministrazione. Due solo sono certi, proprio quelli del presidente e dell’amministratore delegato, Tononi e Castagna. Ne restano tredici.
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