Secondo le previsioni di Italian Insurtech Association, entro il 2028 l’Intelligenza Artificiale arriverà a valere 500 milioni di euro di investimenti nel settore assicurativo italiano, pari al 25% della spesa complessiva in innovazione. Le elaborazioni di IIA sono basate su un monitoraggio strutturato degli investimenti nell’ecosistema assicurativo italiano, condotto sulle principali compagnie nazionali, rappresentative di circa l’80% della raccolta premi complessiva.

La quota di investimenti in IA sul totale è passata dal 5% nel 2024 al 10% nel 2025; per il 2026 è prevista una crescita fino al 15%, con l’obiettivo del 25% entro il 2028.

Dalla parte del consumatore, secondo IIA, oltre il 55% dei clienti assicurativi si dichiara disponibile a interagire con agenti digitali basati su Intelligenza Artificiale, segno di una domanda già pronta ad accogliere modelli di interazione digitale avanzata.

L’analisi dell’associazione evidenzia anche una segmentazione del mercato, articolata in tre categorie sulla base del livello di conoscenza dell’AI e del suo utilizzo strategico. Gli “IA leaders” sono gli operatori che dispongono già di una strategia definita, competenze dedicate e una roadmap triennale sull’Intelligenza Artificiale: rappresentano oggi il 25% delle compagnie, il 10% degli intermediari e il 30% dei service provider. Si tratta prevalentemente di realtà medio-grandi che hanno già completato una parte significativa del percorso di digitalizzazione dei processi aziendali. Accanto a questi si collocano gli “IA followers”, impegnati nello sviluppo di competenze e strategie strutturate, e gli “IA late movers”, organizzazioni ancora in fase esplorativa e di prima adozione di queste tecnologie.

Se fino al 2024 l’IA era prevalentemente impiegata in iniziative circoscritte, come l’ottimizzazione dei processi operativi e la gestione dei dati, ora, invece, le compagnie stanno portando l’AI al centro dei processi core. Ad esempio nell’underwriting algoritmi capaci di analizzare grandi volumi di dati consentono di calibrare i premi in base ai comportamenti reali dell’assicurato, rendendo possibile modelli di pricing dinamico e personalizzato basati su parametri di guida e stili di vita (es. politiche pay-how-you-drive).

Anche nella prevenzione e della gestione delle frodi i sistemi di intelligenza artificiale possono identificare automaticamente anomalie e schemi sospetti nelle richieste di risarcimento, accelerando l’individuazione delle frodi e riducendo le perdite legate ai casi fraudolenti, con notevoli benefici operativi ed economici.