Un lavoro della Bank of England presenta due framework  per la determinazione del capitale basato sul rischio per le compagnie di assicurazione vita europee di rilevanza sistemica, distinguendo tra rischio di solvibilità e rischio sistemico, mostrando un’esposizione sistemica in crescita dal 2007 e forti legami con il settore bancario

Nel Working Paper “Solvency and systemic risk of European life insurers” della Bank of England, gli autori analizzano il profilo di rischio di sei grandi assicuratori vita europei (Aviva, Legal & General, Prudential, AXA, Allianz SE e Generali), tutti o quasi classificati come di rilevanza sistemica. L’obiettivo è costruire due cornici di capitale “risk‑based”: una per il rischio di solvibilità del singolo operatore, l’altra per il rischio sistemico, inteso come contributo potenziale dell’impresa al rischio dell’intero sistema in condizioni di stress.

Gli Autori ricordano che, per il business vita, il rischio di solvibilità nasce quando il valore delle attività scende sotto una certa soglia rispetto alle passività, mentre il rischio sistemico riguarda la co‑movimentazione delle code di distribuzione dei rendimenti delle attività tra intermediari diversi. Negli ultimi anni, compressione prolungata dei tassi, ricerca di rendimento e maggiore esposizione a asset meno liquidi hanno reso meno valida l’idea che gli assicuratori vita siano per definizione “non sistemici”.

Due misure diverse: VaR di solvibilità e SRISK sistemico

Per misurare il rischio di solvibilità, il paper utilizza una versione ampliata del modello strutturale di Merton–Vasicek, applicato ai bilanci degli assicuratori vita. L’ipotesi di base è che l’impresa fallisca quando il valore delle attività di portafoglio scende sotto una soglia legata alle passività; su questa base si calcola una misura tipo Value‑at‑Risk che consente di stimare il capitale necessario a coprire le perdite estreme a un certo livello di confidenza.

Per il rischio sistemico viene invece implementata la metodologia SRISK di Acharya, Brownlees ed Engle, che stima il “capital shortfall” atteso di ciascun assicuratore condizionato a un evento sistemico, definito come una perdita estrema dell’indice STOXX Europe 600 Insurance. In altri termini, SRISK quantifica quante risorse di capitale mancherebbero alla singola impresa se il comparto assicurativo europeo fosse in forte stress di mercato, fornendo una misura direttamente interpretabile per finalità macroprudenziali.

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