Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Tra i numeri di un bilancio 2025 record, chiuso con un utile netto di oltre 2,2 miliardi (in crescita di oltre il 10% sul 2024) la notizia che Poste Italiane ha intenzione di creare un maxi polo finanziario mettendo insieme risparmio e pagamenti è passata quasi inosservata. Eppure l’operazione rischia di incidere fortemente sugli equilibri di mercato visti i valori monstre in ballo: 600 miliardi di euro di attività finanziarie saranno racchiuse in una sola società insieme ad oltre 30 milioni di carte di pagamento. La volontà, ha spiegato Matteo Del Fante, è di creare un unico hub, che sarà il frutto della fusione di PostePay e BancoPosta. Si potrà spingere sulla attività di cross selling tra i clienti ma pure ottimizzare l’impiego di capitale, con la fusione che sarà operativa dal gennaio 2027 quando saranno arrivate tutte le autorizzazioni necessarie. All’interno dei servizi finanziari non ci sono solo conti correnti e risparmio gestito. C’è anche il ricco risparmio postale.
Le assicurazioni, sostengono concordi le diverse analisi di mercato, sono tra i settori più impattati dall’innovazione tecnologica dettata dall’intelligenza artificiale che non sostituirà la figura umana ma potrà dare una spinta determinante alla crescita dei premi e della profittabilità. Una sfida che in Generali Italia hanno accettato fin da subito, con 400 milioni investiti in tecnologia negli ultimi 4 anni e 325 milioni previsti nel piano triennale che guarda al 2027. Non solo: in un contesto generale caratterizzato dal GenAi Paradox, in cui l’80% delle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale non ne ha ancora verificato l’impatto sui risultati finanziari, la compagnia guidata da Giancarlo Fancel ha immediatamente iniziato a misurare i ritorni economici di questa strategia, come racconta a MF-Milano Finanza Il country general manager di Generali Italia, Gianluca Perin.
In un mercato del risparmio gestito italiano in fase di piena trasformazione, tra spinte al consolidamento e ricerca di masse critiche, torna centrale il tema della creazione di un vero campione nazionale capace di competere su scala europea e globale. Un processo ancora incompiuto, ma inevitabile in un settore frammentato e altamente competitivo. In questo contesto si inserisce la visione di Fabrice Chemouny, head of International Distribution di Natixis Investment Managers, che in un’intervista concessa a MF-Milano Finanza a Parigi nel corso del Natixis Im thought leadership summit 2026, analizza le dinamiche globali dell’industria, il ruolo strategico dell’Italia e le implicazioni del mancato accordo con Generali, proprio alla luce della possibile nascita di un grande polo nazionale del risparmio.
Non sarà soltanto il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena a tenere banco nella prossima tornata di assemblee. Il 23 aprile l’assise di Generali dovrà nominare il collegio sindacale della compagnia assicurativa triestina, che ha una data di scadenza di diversa da quella del cda, nominato nel 2025. Questa volta quindi non si sa se Mediobanca, così come aveva fatto fino al 2020, presenterà una propria lista di sindaci. Se non lo facesse, non avrebbe punti di riferimento nel collegio. Ma gli assetti sono cambiati, anche se non si capisce ancora bene come.
Nel 2025 le pensioni pagate fuori dai confini italiani valevano 1,19 miliardi di euro netti, in crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Ne hanno beneficiato oltre 212 mila cittadini nati in Italia e residenti all’estero. La quota più ampia riguarda le pensioni in regime internazionale – cioè quelle maturate sommando contributi versati in più Paesi – che coinvolgono circa 176 mila beneficiari per un totale di 348 milioni. A queste si affiancano le pensioni in regime nazionale, liquidate esclusivamente sulla base dei contributi italiani ma pagate all’estero, che sono circa 35 mila, per un valore ben più elevato: oltre 846 milioni. Le pensioni italiane esportate valgono quasi il triplo di quelle internazionali, segno che oggi a spostarsi non sono più soltanto i lavoratori emigrati nel Novecento, ma sempre più pensionati che scelgono di vivere all’estero dopo aver lavorato in Italia
La scadenza da segnare in calendario è il 30 aprile. Entro questa data banche e intermediari finanziari sono tenuti a spedire ai clienti il rendiconto annuale su costi e oneri previsto dalla direttiva Mifid II. È il documento che riporta in dettaglio le spese sostenute l’anno precedente per gli investimenti effettuati (fondi, gestioni e altri strumenti, come conti titoli, polizze Etf, derivati, certificati) e quanto queste hanno inciso sui rendimenti. Questo obbligo, introdotto nel 2018, ha lo scopo di aumentare la trasparenza e proteggere gli investitori. Nel documento devono essere indicate in modo chiaro tutte le spese, incluse quelle fiscali, sia in valore assoluto sia in percentuale (tabella in pagina), così da permettere confronti tra diversi strumenti finanziari e scoraggiare le pratiche poco trasparenti adottate in passato, quando i costi venivano spesso nascosti in strutture commissionali complesse. Si tratta di un documento ex post, perché riporta i costi effettivamente sostenuti nell’anno precedente, permettendo una valutazione della convenienza degli investimenti effettuati perché somma costi visibili e nascosti e li rapporta al rendimento del portafoglio. Grazie a questo prospetto l’investitore può quindi capire quanto ha guadagnato o perso e quanto le spese hanno inciso sui risultati
In tema di trasparenza dei costi i fondi pensione anticipano i fondi comuni, per i quali il termine per l’invio del prospetto annuale sugli oneri è fissato al 30 aprile. I primi, invece devono inviare il rendiconto agli iscritti entro il 31 marzo di ogni anno, nel quale sono indicati, accanto ai rendimenti ottenuti e a simulazioni, anche le spese sostenute dagli aderenti (si veda articolo a pagina 41). Non solo; il settore previdenziale è connotato da un elevato livello di trasparenza grazie all’Indicatore Sintetico dei Costi (Isc), parametro che consente di esprimere in modo semplice e immediato l’incidenza complessiva delle spese che annualmente gravano sulla posizione individuale accumulata dall’iscritto
La previdenza complementare in Italia sta diventando sempre più importante per compensare la riduzione del tasso di sostituzione delle pensioni pubbliche, che penalizzerà soprattutto i giovani lavoratori. Secondo Censis e Confcooperative, chi andrà in pensione nel 2060 riceverà una pensione pari a circa il 65% dell’ultimo stipendio, contro l’81,5% delle generazioni precedenti. I fondi pensione offrono quindi un modo per integrare la pensione pubblica e diversificare il rischio, investendo sui mercati finanziari. L’adesione deve essere consapevole e accompagnata da un monitoraggio nel tempo: il risparmiatore deve conoscere i costi, scegliere il comparto più adatto al proprio profilo di rischio e, con l’aumentare dell’età, orientarsi verso investimenti più prudenti. Sono previsti nuovi strumenti informativi obbligatori – come il “Prospetto annuale” e le “Informazioni chiave per l’aderente” – per aumentare la trasparenza, favorire scelte informate e consentire verifiche periodiche sulla propria posizione previdenziale
- Focus su Core Multiramo Private Duo
Cnp Core Multiramo Private Duo è un nuovo prodotto di investimento assicurativo di tipo multiramo, composto da una componente unit linked e da una conpartecipazione agli utili. La polizza è distribuita da FinecoBank. Il contratto è a vita intera, ovvero non è prevista una data di scadenza predeterminata: la durata della polizza coincide con la vita dell’assicurato. Il premio minimo è pari a 250 mila euro, massimo 15 milioni di euro. Il prodotto prevede l’investimento del premio unico, e degli eventuali versamenti aggiuntivi (di almeno 1000
euro), nelle opzioni di investimento messe a disposizione: una componente di gestione separata (minimo 5%, massimo 75%) e una serie di fondi di investimento. Al contratto possono essere collegati minimo 5 fondi, fino ad un massimo di 40 (minimo 500 euro per ogni fondo). La parte in gestione separata, che mira a dare stabilità al tutto in termini di rendimenti periodali, è costituita al 50% dalla gestione separata Gefin e al 50% dalla gestione separata Cnp Spinnaker.

