L’“Observatoire annuel auto 2025 – Sinistres collision” di SRA (associazione francese che analizza dati e costi dei sinistri auto per il mercato assicurativo, producendo studi statistici e osservatori sui danni da collisione) mostra che il costo medio delle riparazioni per i sinistri di collisione in Francia è aumentato del 29,9% tra il 2021 e il 2025, crescendo molto più dell’inflazione generale misurata dall’indice INSEE (113,5 contro indice riparazioni 129,9). Solo tra 2023 e 2025 l’incremento è stato del 12,4%, segno di una tensione ormai strutturale sull’equilibrio tecnico del ramo auto.
Quasi il 90% dei veicoli danneggiati risulta economicamente riparabile, ma i costi crescono su tutti i fronti: nel solo 2025 il costo medio delle riparazioni sale del 5,9%, con aumenti del 5,5% per le parti di ricambio, del 6,2% per la manodopera e del 6,9% per gli ingredienti di verniciatura.
Le parti restano la componente principale del costo (52,1% del totale), mentre manodopera e vernici assorbono rispettivamente il 37,4% e il 10,5%. La dinamica riflette veicoli più complessi, più dotati di elettronica e di dispositivi imposti da norme di sicurezza e ambientali, con più componenti esposte e meno riparabili.
Il numero medio di parti danneggiate per sinistro è di 6,5 e quasi il 72% viene sostituito, con un tasso di riutilizzo (pezzi di reimpiego) ancora limitato al 6,1% delle parti sostituite, seppur in crescita rispetto al 3,9% del 2021.
I rincari colpiscono tutte le principali famiglie di componenti, dai gruppi ottici anteriori ai paraurti, dalle lamiere alle superfici vetrate. Parallelamente, il costo del lavoro è salito del 25,1% dal 2021 al 2025 (11,6% solo tra 2023 e 2025), spinto sia dalla crescita delle tariffe orarie sia dall’aumento delle ore fatturate per riparazione. Anche il costo degli ingredienti di verniciatura è aumentato di oltre il 30% in quattro anni, con tassi di crescita costantemente superiori all’inflazione.
Il parco dei veicoli coinvolti nei sinistri continua a invecchiare: l’età media dei veicoli riparabili passa da 7,3 anni nel 2021 a 8,4 anni nel 2025, e oltre il 75% delle auto riparate ha più di 4 anni, mentre un terzo supera i 10 anni.
Sul fronte motorizzazioni, i veicoli elettrificati (ibridi ed elettrici) rappresentano ormai il 16,6% dei sinistri, più del doppio rispetto al 2023, con una presenza ancora più marcata tra le auto con meno di 2 anni (quasi la metà dei sinistri). Per tutte le età, le riparazioni di ibride ed elettriche sono più costose di quelle delle termiche: in media +13,4% per gli ibridi e +15,4% per gli elettrici rispetto al costo medio complessivo, per effetto di maggior peso, materiali specifici, componenti dedicate all’elettrificazione e procedure di sicurezza aggiuntive.
Anche la distribuzione dei danni per zona del veicolo incide sul costo: il 45,1% dei sinistri riguarda la parte anteriore, dove il numero di pezzi, il loro prezzo e la bassa riparabilità fanno sì che il costo medio delle riparazioni sia del 15% superiore alla media e il costo delle parti del 33% più alto. Le collisioni posteriori, al contrario, risultano le meno costose per minore numerosità di componenti e maggiore riparabilità.
Sul versante dei sinistri economicamente irreparabili (VEI), il tasso è tornato a crescere dopo anni di calo e raggiunge l’11,6% nel 2025, rispetto al 10,6% del 2021. La “valeur de remplacement à dire d’expert” (VRADE) dei veicoli dichiarati irreparabili è aumentata del 32,4% in quattro anni, nonostante un’età media in crescita da 13,1 a 14,1 anni, con oltre il 37% dei VEI che vale più di 5.000 euro (al netto IVA) e il 13,2% oltre i 10.000 euro. I veicoli più anziani restano i più esposti: il 73,6% dei VEI ha almeno 10 anni e per i veicoli di 15 anni e oltre il 32% dei sinistri porta a una classificazione di irreparabilità. I diesel, ancora maggioritari nel parco, presentano un rischio di essere dichiarati irreparabili 1,4 volte superiore rispetto alle auto a benzina e oltre quattro volte rispetto agli elettrici (rapporto che scende a 1,5 per i veicoli di meno di 2 anni).
Le conclusioni dello studio parlano di un “equilibrio del sinistro perennemente sotto tensione”. In quattro anni quasi tutti gli indicatori legati al costo – riparazioni, singoli posti di costo, VRADE – sono cresciuti di circa il 30%, segnando una trasformazione strutturale del costo del sinistro auto. La crescente complessità tecnologica dei veicoli riduce la riparabilità, aumenta il numero di componenti esposte e spinge verso sostituzioni costose, mentre l’economia circolare (pezzi di reimpiego e ricondizionati) avanza, ma resta ancora su volumi troppo contenuti per compensare la tendenza.
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