Il 4 marzo scorso la controllata statunitense di Nippon Life ha citato in giudizio OpenAI a Chicago, accusandola di aver consentito a ChatGPT di comportarsi come un avvocato senza abilitazione, in violazione delle norme dell’Illinois sulla pratica legale. Il caso nasce da una controversia di invalidità: dopo aver firmato una transazione nel gennaio 2024, un’assicurata insoddisfatta ha iniziato a sottoporre a ChatGPT le mail e i pareri del proprio legale, chiedendo se l’accordo fosse valido o se fosse “manipolata”. Il sistema, secondo la ricostruzione di Nippon, avrebbe messo in dubbio le indicazioni dell’avvocato, spingendola a licenziarlo e a lanciare una raffica di nuove iniziative giudiziarie per riaprire il caso e attaccare la compagnia.

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