Secondo il report Istat “Le aziende agrituristiche in Italia. Anno 2024”, crescono strutture (+0,9%), fatturato (+3,3%) e arrivi (+4,3 milioni di agrituristi, per il 54,8% stranieri), con il Sud e le Isole motori dell’espansione

Nel 2024 le aziende agrituristiche italiane raggiungono quota 26.360, 231 in più rispetto al 2023 (+0,9%), confermando la tenuta e la vitalità del turismo rurale. Il Nord resta l’area con la maggiore dotazione di strutture (11.504 aziende, pari al 43,5% del totale), seguito dal Centro (9.626, 36,5%) e dal Mezzogiorno (5.230, 19,8%), ma è proprio il Sud a guidare la crescita con un incremento del 2,5% e un picco del +6,1% nelle Isole, trainate in particolare dalla Sicilia (+8,9%). E’ quanto emerge dal report dedicato dell’ISTAT.

Toscana e Provincia autonoma di Bolzano si confermano poli forti dell’agriturismo: insieme concentrano oltre un terzo delle aziende, con la Toscana al primo posto (22,2% del totale nazionale) e Bolzano al secondo (13%).

Il valore economico del settore supera 1,93 miliardi di euro, in aumento del 3,3% sul 2023 e con un tasso medio annuo di crescita del 5,3% nell’ultimo decennio; il Nord genera oltre la metà del valore (51,3%) a fronte del 43,6% delle aziende, mentre il Mezzogiorno, pur ospitando il 19,8% delle strutture, pesa per il 12,2% sul valore complessivo.

Gli agrituristi sono 4,7 milioni (+4,3% su base annua) per 17,1 milioni di presenze (+3,2%), con una permanenza media di 3,6 notti e una clientela sempre più internazionale: gli stranieri rappresentano il 54,8% degli arrivi, con punte oltre il 60% nel Nord‑est. Il 72% degli ospiti sceglie agriturismi del Centro e del Nord‑est, con Toscana (28,1% degli arrivi) e Trentino‑Alto Adige/Südtirol (17%) in testa all’attrattività nazionale.

Quasi due terzi dei Comuni italiani (63,7%) ospitano almeno un agriturismo, per una copertura del 79,5% del territorio nazionale, con punte oltre il 98% dei Comuni in Toscana e oltre il 97% in Umbria e nella Provincia di Bolzano. L’offerta si diversifica sempre più: il 50,3% delle aziende propone almeno un servizio complementare (fattorie didattiche, escursionismo, attività sportive, corsi, osservazioni naturalistiche), con forti aumenti rispetto al 2023 soprattutto per fattorie didattiche (+12,2%) ed equitazione (+9%).

Cresce l’offerta di ristorazione e alloggio soprattutto nelle Isole e nel Centro

Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-ovest e il 7,8% nelle Isole. Rispetto al 2023, le strutture con alloggio aumentano dell’1,4%. La crescita maggiore è nelle Isole (+6,5%), seguite dal Nord-est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%), mentre nelle altre macroaree la variazione è pressoché nulla.

Analogamente allo scorso anno, la Toscana si conferma la Regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (13,7%) e dall’Umbria (6%). In tutte le altre Regioni la quota di questo tipo di aziende oscilla tra il 5,3% del Veneto e lo 0,2% della Valle d’Aosta.

Le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 e il 44,7% si trova nel Centro. Le strutture che offrono soltanto degustazione sono 153.

Nel 2024 gli agriturismi che offrono servizi di ristorazione (agri-ristoranti) sono poco più di 13mila, circa il 50% del totale, registrando un leggero aumento rispetto al 2023 (+0,5%) La crescita più significativa si osserva, ancora una volta, nelle Isole (+3,2%).

Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-ovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).

Gli agriturismi stanno puntando sempre più su offerte combinate: oltre 9.600 strutture abbinano alloggio e ristorazione, circa un terzo del totale, con una forte concentrazione in Toscana. Le aziende che uniscono alloggio e degustazione sono 5.473 (poco meno di un quinto del totale), e quasi la metà si trova nel Centro, trainato ancora dalla Toscana, con presenze rilevanti anche in Puglia, Piemonte, Sicilia e Bolzano. Le strutture che combinano degustazione e ristorazione sono 4.683 (quasi il 18% del totale) e risultano particolarmente diffuse nel Centro, seguito da Sud, Nord‑ovest e Isole, con Toscana e Puglia in prima linea. Tra il 2023 e il 2024 la formula più dinamica è alloggio‑degustazione (+4,3%), seguita da degustazione‑ristorazione (+2%) e da alloggio‑ristorazione (+1,4%), con le Isole che guidano la crescita per tutte e tre le combinazioni.

Nel 2024 la metà circa degli agriturismi italiani (13.265, pari al 50,3%) offre almeno un servizio complementare – dalle escursioni all’equitazione, dalle fattorie didattiche ai corsi e alle attività sportive – a conferma di un’offerta sempre più esperienziale. La maggior parte di queste strutture si concentra tra Centro (38,2%) e Nord (36,2%), mentre il 25,7% è nel Mezzogiorno; i servizi più diffusi sono quelli “vari” (presenti nel 74,3% delle aziende con attività aggiuntive), seguiti da escursioni e sport (circa un quarto delle strutture), fattorie didattiche (17,6%) e corsi (quasi il 15%). Tra il 2023 e il 2024 crescono in modo marcato fattorie didattiche (+12,2%), equitazione (+9%), osservazioni naturalistiche (+8,9%), trekking (+8%) e mountain bike (+7%), con una netta specializzazione territoriale: più fattorie e sport al Nord, più sport ed escursioni al Centro, più escursioni, trekking e osservazioni naturalistiche nel Mezzogiorno.

Le fattorie didattiche emergono come segmento in forte espansione: nel 2024 sono 2.340 (8,9% degli agriturismi), concentrate per oltre la metà al Nord, con quote rilevanti anche nel Centro e, in misura minore, nel Sud e nelle Isole. Rispetto al 2023 il loro numero aumenta del 12,2%, trainato soprattutto da Nord‑est e Centro, mentre il Nord‑ovest è l’unica area in flessione pur partendo da livelli elevati. Le fattorie didattiche interessano ormai 1.574 Comuni (quasi il 20% del totale), hanno una forte presenza femminile alla guida (circa il 39% delle conduzioni) e un’età media dei conduttori più bassa rispetto alla media del settore. Nel confronto lungo periodo (dal 2010) spicca l’exploit di fattorie didattiche (+220%) e delle strutture per osservazione naturalistica (+141%) ed escursionismo (+11,2%), mentre si riduce l’offerta legata a mountain bike, trekking ed equitazione, segno di un riposizionamento verso servizi più educativi e di avvicinamento alla natura.

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