L’ultimo Dossier donne dell’Inail offre un quadro di come il lavoro femminile in Italia resti esposto a rischi specifici, spesso sottovalutati, tanto sul fronte degli infortuni quanto su quello delle malattie professionali.

Nel quinquennio 2020‑2024 la presenza femminile si è consolidata nei Servizi, dove le donne rappresentano mediamente il 51% degli occupati, a fronte di un 42% sul complesso delle attività economiche. Oltre l’84% delle lavoratrici – spiega INAIL nel dossier dedicato – è impiegato nel terziario, mentre gli uomini sono distribuiti in modo più omogeneo tra Servizi (59%), Industria (36%) e Agricoltura (5%), con punte tipicamente maschili nelle Costruzioni (oltre il 90% di occupati uomini). La crescita più intensa dell’occupazione femminile si registra nel Mezzogiorno (+12,4% nel quinquennio), dove resta molto diffuso il part‑time involontario, che in alcune aree supera il 65‑70% dei contratti a tempo parziale, confermando una forte connotazione di genere di questa forma di lavoro.

Infortuni sul lavoro: numeri e tendenze

Nel 2024 si contano circa 515 mila infortuni sul lavoro, di cui quasi 180 mila riguardano donne, pari a circa un terzo del totale, a fronte di una loro minore presenza nei settori a più alto rischio infortunistico. I casi mortali complessivi sono 1.215, con 97 decessi femminili, a conferma di un’incidenza delle lavoratrici pari all’8% sul totale delle morti sul lavoro, in calo rispetto all’11,2% registrato nel 2020, fortemente influenzato dalla pandemia. Nello stesso quinquennio le denunce di infortunio complessive diminuiscono del 6%, ma questo calo è interamente dovuto alla componente femminile (-23,4%), mentre gli infortuni maschili aumentano del 7%.

Nel 2025 i dati ancora provvisori indicano una nuova lieve crescita degli infortuni complessivi (+1% rispetto al 2024), con un +0,3% per gli uomini e un +2,4% per le donne, che salgono a oltre 182 mila casi, trainando l’aumento. Allo stesso tempo si osserva un incremento degli infortuni in itinere (+3,2%), dove il contributo femminile cresce del 3,5%, segno che il rischio legato agli spostamenti casa‑lavoro riguarda sempre più da vicino la componente femminile.

Infortuni in itinere e rischio strada

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