Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Mai come l’attuale fase di volatilità sui listini può far emergere il valore della consulenza finanziaria per le famiglie.  Un nuovo sondaggio condotto da Vanguard prova a quantificare questo valore aggiunto. Gli oltre mille investitori italiani intervistati ritengono che i consulenti possono fornire loro in media un extra-rendimento del 5,7% annuo (al netto delle commissioni) rispetto a chi non si affida alla consulenza. Ma tutto questo ha un prezzo. E secondo l’analisi di Vanguard sono proprio i profili commissionali a fare la differenza per i risparmiatori italiani quando si affidano a un consulente. Dall’indagine emerge difatti che gli elementi più apprezzati della relazione con i propri professionisti di riferimento sono la trasparenza sulle commissioni (20,6%) e i costi degli investimenti (19,8%). Più di tre quarti (79%) degli intervistati ritiene inoltre che la chiarezza sulle commissioni contribuisca a creare con il consulente un rapporto di fiducia; un aspetto, quest’ultimo, che per il 95% è un elemento essenziale. Ma quasi la metà (tabella in pagina) dichiara di non sapere come il proprio consulente sia remunerato.
L’Europa si è iscritta alla corsa per la AI e ha già «i suoi corridori, le start up e le regole» per rispettare la concorrenza e rendere il mercato unico più competitivo e tecnologicamente avanzato. Lo garantisce Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect, la direzione della Commissione che ha varato tutti i regolamenti in materia di digitale, concorrenza e Intelligenza Artificiale. Viola, un italiano che conta a Bruxelles, parla per la prima volta con Milano Finanza in questa intervista esclusiva di tutte le sfide che governi, imprese e famiglie hanno davanti
Il contenuto del dibattito sull’intelligenza artificiale è passato dalla sollecitazione di norme che regolamentino il suo uso alla richiesta di una vera e propria Costituzione che si ispiri ai valori umanamente riconosciuti a seguito delle dure lotte popolari del passato. L’occasione è stata offerta dal conflitto apertosi tra il Pentagono e l’Anthropic di Dario Amodei, un italo-americano che opera a San Francisco, ex membro del team di OpenAI che ha lanciato ChatGPT, il portale di successo che ha messo in relazione uomo e macchina, dove ciascuno impara dall’altro. Appartiene a questa nuova categoria di IA il Codice Claude di Anthropic, che a fine gennaio ha divulgato la sua Costituzione. La curiosità della presentazione consiste che Claude dialoga come se fosse un essere umano, in linea con l’impostazione del suo ideatore che il 16 gennaio aveva divulgato sul suo sito un documento intitolato «Adolescenza della tecnologia» nel quale sosteneva che l’AI stava vivendo oggi la sua vera adolescenza come essere umano, perché era ormai in condizione di ragionare in modo indipendente, da cui la necessità di ordinare a Claude di rispettare i valori fondanti della nostra civilizzazione. In questo nuovo scritto tuttavia Claude viene presentata come un essere umano virtuale’ che può ribellarsi alle istruzioni date dall’essere umano fisico, come accade sempre più oggi nella realtà, nonostante le tante Dichiarazioni sui diritti dell’uomo o Accordi internazionali esistenti che rappresentano nel loro insieme una Costituzione multilaterale
MF-MILANO FINANZA INSURANCE AWARDS: Carlo Cimbri (Unipol) è assicuratore dell’anno. Ha creato il modello dell’assurbanca e all’Europa ora chiede par condicio sul Danish Compromise. La scelta, vincente, è stata quella di andare controcorrente. Quasi 10 anni fa «quanto le banche erano sottovalutate e stavano vivendo una stagione triste Unipol ha deciso di non accodarsi al mercato e di investire in Bper e in Banca Popolare di Sondrio guardando al futuro. Delle banche ci sarebbe stato sempre bisogno e abbiamo guardato alle sinergie con il settore assicurativo». Ne è nato un modello unico sul mercato con una compagnia prima azionista di una banca, e la mossa è stata quella giusta. Unipol in questi anni ha cambiato volto dando soddisfazioni crescenti agli azionisti tra dividendi e andamento di borsa
MF-MILANO FINANZA INSURANCE AWARDS All’evento dedicato ai protagonisti delle assicurazioni premiati il valore e l’innovazione delle compagnie ma anche la leadership femminile. Longevità, intelligenza artificiale e polizze catastrofali. Ma anche, inevitabilmente, la guerra. Sono alcuni dei temi con cui il mondo delle assicurazioni è chiamato a confrontarsi e che gli assicuratori hanno portato sul palco degli MF Insurance Awards 2026, l’evento del gruppo Class Editori andato in scena giovedì 12 marzo al Circolo filologico milanese.
La crescita dei premi registrata nel 2025, di circa l’8%, a 182 miliardi, «è un segnale che va nella giusta direzione. Significa che cresce la consapevolezza dei rischi che le famiglie e le imprese italiane devono affrontare e si proteggono con le assicurazioni» . Lo ha sottolineato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani aprendo la 24esima edizione degli MF Insurance Awards che si sono svolti a Milano lo scorso 12 marzo. «Il trend è positivo e va incoraggiato, perché l’Italia è ben lontana dai livelli di altri Paesi. In Italia, ad esempio, la quasi totalità del territorio è esposta alle catastrofi naturali, c’è un rischio idrogeologico forte, ma solo il 7% delle famiglie e il 15% delle imprese è protetto», ha aggiunto. Il segnale che, almeno fino a oggi, l’introduzione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro il rischio catastrofale, sottoscrivendo le cosiddette polizze catnat, introdotto dal governo non ha avuto gli effetti sperati. C’è quindi un potenziale di sviluppo enorme e la crescita sta continuando. «Questo maggiore livello di protezione si fa sentire: a livello di settore abbiamo pagato oltre 18 milioni sinistri erogando più 40 miliardi di risarcimenti agli assicurati», ha spiegato il presidente dell’associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione
Le acquisizioni di Prima e Nobis e, naturalmente, la partnership con Monte dei Paschi nella distribuzione di prodotti assicurativi. L’Italia per la compagnia francese Axa è un mercato chiave e Patrick Cohen, amministratore delegato di Axa european markets and Health, lo ha ribadito in occasione degli MF Insurance Awards 2026: «Per noi il mercato italiano è assolutamente strategico», ha detto Cohen. In Italia «vediamo potenzialità di crescita in tutte le linee di business: salute e impresa, ma anche il mondo danni. Cresciamo sia organicamente, con le nostre reti di agenti, sia inorganicamente attraverso le acquisizioni di Prima e di Nobis», ha ricordato Cohen
Il lungo ciclo di riforme delle pensioni che si è avviato in Italia dagli anni Novanta, che sembra ancora lontano dall’essersi concluso, ha delineato un’architettura previdenziale complessiva in cui al pilastro di base, a natura obbligatoria e strutturato finanziariamente sulla ripartizione, si affiancano i fondi pensione a natura volontaria, che capitalizzano i contributi versati. Si attribuiscono in questo modo maggiori responsabilità ai singoli individui, richiedendo loro di pianificare attivamente la futura pensione per mantenere prospetticamente adeguato il proprio tenore di vita anche una volta che si saranno ritirati dall’attività lavorativa. Il quaderno Covip, utilizzando i dati dell’indagine del Comitato Italiano per l’Educazione Finanziaria (Edufin), evidenzia come sia la conoscenza sia il comportamento influenzino significativamente le scelte di investimento. In particolare, gli individui con una maggiore alfabetizzazione finanziaria e previdenziale e coloro che cercano una consulenza professionale sono più propensi a selezionare comparti più rischiosi, come quelli bilanciati o azionari. Al contrario l’avversione al rischio, l’ansia finanziaria e una maggiore soddisfazione economica sono associati a una preferenza per opzioni più conservative.
L’industria globale dell’auto, in particolare in Europa, sta attraversando la fase più turbolenta degli ultimi decenni. Tra rallentamento della domanda, concorrenza cinese sempre più aggressiva e costi enormi per la transizione energetica e tecnologica, i grandi gruppi stanno reagendo in modo divergente. Ma, come dimostrano Stellantis e Renault, da un lato c’è chi continua a investire con decisione nell’elettrificazione per non perdere il treno della tecnologia dominante, dall’altro chi rallenta la corsa alle batterie e torna a puntare sul motore termico o sull’ibrido, più redditizio nel breve periodo. La spaccatura è sempre più evidente. Il campo di chi continua a credere nell’elettrico è guidato da costruttori come Renault e Bmw, mentre sul fronte opposto si collocano gruppi che stanno ricalibrando le proprie strategie – come Stellantis, Volkswagen e Porsche – assieme ai grandi produttori automobilistici americani. La posta in gioco è enorme: la trasformazione tecnologica dell’automobile richiede investimenti da centinaia di miliardi e avviene mentre il mercato tira il freno da anni. Nel solo 2025 le case automobilistiche globali hanno registrato oltre 70 miliardi di dollari di svalutazioni legate in gran parte proprio alla transizione verso l’elettrico.
Il triennio d’oro del credito ha fatto guadagnare non solo banchieri e azionisti ma anche lo Stato italiano. La pioggia di utili generata dai gruppi si è tradotta in maggiori proventi per il bilancio pubblico. In primo luogo il fisco ha incassato quasi 30 miliardi di tasse, di cui circa 8,1 dai profitti realizzati nel 2023 e 11,2 miliardi da quelli del 2024, mentre per lo scorso anno si ipotizza un importo ancora superiore visto il maggior contributo chiesto in manovra dal governo. Ulteriori risorse sono arrivate dai dividendi staccati: solo il Montepaschi, tra il 2024 e lo scorso anno, ha girato al Mef cedole per 210 milioni. Da ultimo ci sono stati gli incassi delle privatizzazioni. Sempre la banca senese ha fruttato entrate per 2,7 miliardi a seguito della cessione in tre tranche del 52,5% del capitale, consentendo così allo Stato di rientrare di parte dei 7 miliardi di fondi pubblici investiti nel salvataggio tra il 2017 e il 2022. E gli affari potrebbero continuare, con un’ultima accelerazione sulle exit, anche perché le valutazioni del settore sono ancora molto alte nonostante il progressivo riallineamento dei tassi di interesse
  • L’articolazione di Mia Evolution 2.0
Bcc Mia Evolution 2.0 è un prodotto di investimento assicurativo, a vita intera a premio unico. Le prestazioni finanziarie sono legate all’andamento di fondi interni e esterni e al rendimento di una gestione separata, con prestazione addizionale per il caso di morte. Il premio unico iniziale è di importo minimo pari a 10 mila euro ed è possibile versare premi unici aggiuntivi di almeno 2500 euro. Il prodotto offre la possibilità di diversificare l’investimento attraverso una combinazione di differenti opzioni di investimento: la gestione separata Bcc Vita Futuro, che beneficia della garanzia di ricevere almeno il capitale qui investito in caso di decesso dell’assicurato e in caso di riscatto totale esercitato esclusivamente alla 15° e 20° ricorrenza annuale di contratto, e alternativamente i fondi interni Bcc Vita Flex 5, Bcc Vita Flex 10, Bcc Vita Strategia Sostenibile, Bcc Vita Strategia
Protetta 80, ma anche uno o più fondi e Sicav (con un massimo di 20 tra quelli disponibili) raggruppati per omogeneità in Linee di Investimento.

Ai fini dell’imposta di bollo da assolvere in relazione a prodotti assicurativi di contenuto finanziario occorre distinguere l’obbligazione ricorrente con cadenza annuale, anche in ragione del rimborso/riscatto, da quella già maturata fino al 31 dicembre 2024. Nell’un caso operano modalità e termini ordinari. Per i contratti in scadenza entro il 30 giugno 2028, in merito al tributo computato fino al 31 dicembre 2024 si applica la rateizzazione fissata dalla legge di bilancio 2025. A partire da quest’ultimo anno deve utilizzarsi il modello F24, con facoltà di compensazione orizzontale. Relativamente all’imposta di bollo speciale del 4 per mille afferente le attività finanziarie oggetto di emersione (scudo fiscale) operano due diversi criteri. Il debito maturato sino al 31 dicembre 2024 è scomputabile dall’imposta sulle comunicazioni ai sottoscrittori complessivamente accantonata alla medesima data. Per le annualità dal 2025 in poi detta misura speciale è determinata al netto del menzionato prelievo sulle comunicazioni. Per i contratti in essere al 1° gennaio 2025, l’imposta già maturata fino al 31 dicembre 2024 (“stock”) va versata per quote: 50% entro il 30 giugno 2025, 20% entro il 30 giugno 2026, 20% entro il 30 giugno 2027, 10% entro il 30 giugno 2028. Anche queste somme riducono la prestazione finale. Le quote e le scadenze dello “stock” restano ferme anche se la polizza viene riscattata o si estingue entro il 30 giugno 2028; per l’imposta dovuta dal 2025 si applicano le modalità ordinarie, inclusi gli adempimenti di liquidazione e versamento bimestrali e l’acconto del 16 aprile (art. 15-bis), determinato sul 100% dell’imposta provvisoriamente liquidata, secondo quanto precisato dalla circolare 7/E del 4 giugno 2025 (con utilizzo dell’acconto come da circ. 16/2015). L’Agenzia conferma la possibilità di compensare, ai sensi dell’art. 17 del DLGS 241/1997, l’imposta di bollo dovuta (sia annuale sia come versamento rateale dello “stock”) con crediti relativi ad altri tributi, ivi inclusi eventuali crediti da imposta sulle riserve matematiche; per lo “stock” sono stati istituiti appositi codici tributo (ris. 39/2025).
Il proprietario del veicolo risponde dei danni causati dalla circolazione del veicolo anche dopo che è stato rubato, se il furto risulta agevolato in modo colposo dall’interessato che ha custodito in modo negligente il mezzo, ad esempio lasciando le chiavi nel cruscotto. In tal caso il contratto della polizza Rc auto non si scioglie con la denuncia di furto e la responsabilità del proprietario resta coperta dall’assicuratore del veicolo, mentre non sorge alcun obbligo di risarcimento in capo all’impresa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada. Così la Cassazione civile, sez. terza, nella sentenza n. 5562 del 12/03/2026. Bocciato il ricorso proposto dall’impresa agricola proprietaria dell’autocarro rubato. Il veicolo è parcheggiato di notte nel cortile di un’abitazione, con il cancello carrabile solo accostato, la portiera aperta e le chiavi di accensione inserite. In seguito al furto il proprietario chiede la voltura della polizza su un altro mezzo, ma poco dopo una donna è investita dall’autocarro rubato: il conducente non è identificato e il veicolo al momento risulta privo di copertura assicurativa. Il furto, tuttavia, risulta agevolato in modo colposo dalla società perché il proprietario ha lasciato perfino le chiavi nel cruscotto: non si può ritenere che la circolazione sia avvenuta contro la volontà del proprietario.
La spending review non tocca le pensioni dei geometri. Lo Stato, infatti, non poteva obbligare la cassa di previdenza (Cipag) a riversare i risparmi previdenziali per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea. A stabilirlo è la Corte costituzionale con sentenza n. 29/2026, che – come la sentenza n. 7/2017 per la Cassa dottori commercialisti e la sentenza n. 210/2022 per le Camere di commercio – dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 417, primo periodo, della legge n. 147/2013, nella parte in cui prevede, dal 2014, il versamento forfettario annuale al bilancio dello Stato per della Cipag, quale modalità alternativa di adempimento alla norme in materia di contenimento della spesa pubblica
«Salto di qualità» all’orizzonte per l’Emapi, l’Ente di mutua assistenza dei professionisti (fondo sanitario riconosciuto dal ministero della Salute) costituito da 17 Casse di previdenza private: grazie alle recentissime modifiche statutarie potrà, infatti, diventare un organismo «in house» dei propri azionisti. E potenziare così l’offerta di welfare per gli iscritti agli Istituti pensionistici e assistenziali, erogando prestazioni direttamente «in autoassicurazione», massimizzando i vantaggi per fornitori e beneficiari. È lo stesso presidente Nunzio Luciano a raccontare, conversando con ItaliaOggi, la strategia che, dice, punta a «valorizzare il ruolo delle Casse, diventate sempre più punto di riferimento per le iniziative di welfare» somministrate alle proprie platee, in un contesto nel quale le pensioni pagate, specie quelle calcolate con il metodo contributivo su redditi non elevati, «sono e saranno spesso non totalmente adeguate al sostentamento».

È incostituzionale la norma che ha imposto alla Casse di previdenza dei geometri di riversare allo Stato i risparmi da spending review. È quanto sancisce la sentenza della Corte costituzionale 29/2026 depositata ieri. La legge 147/2013, articolo 1, comma 417 ha introdotto delle regole per il contenimento della spesa alle pubbliche amministrazioni incluse nel conto economico consolidato delle Pa, secondo l’elenco redatto ogni anno dall’Istat. Le Casse di previdenza dei professionisti potevano scegliere tra l’assolvimento analitico delle specifiche prescrizioni previste dalla legge 147/2013 e il versamento a forfait del 15% della spesa sostenuta nell’anno 2010 per consumi intermedi da effettuarsi ogni anno entro il 30 giugno; tutti gli enti previdenziali hanno scelto la seconda opzione.
Un decreto legge dedicato o una modifica lampo inserita in altro veicolo legislativo. All’indomani dell’ordinanza di Cassazione 5638 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) che ha contestato il concorso del commercialista nella violazioni tributarie della società cliente, il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, annuncia un rapido revirement via fonte normativa primaria. «Prendiamo atto dell’ordinanza di giovedì che è un postulato impegnativo rispetto alla nostra giurisprudenza, in grado di creare più di un’incertezza operativa ai tanti soggetti interessati: per questo è opportuno che le istituzioni se ne occupino al più presto, coinvolgendo le associazioni di categoria». dice Osnato. Reazioni di forte perplessità per l’estensione interpretativa del dl 269/2003 (dl Tremonti, eterogenesi indotta dei fini verrebbe da dire) si erano levate anche dal mondo accademico e professionale. Di rischio di «estensioni esorbitanti» parla al Sole 24 Ore Giuseppe Marino secondo cui «la Cassazione nella recente vicenda dell’eredità Agnelli ha di fatto scardinato il segreto professionale sulla consulenza, asserendo anzi un vero e proprio dovere di vigilanza e controllo». In ogni caso «il professionista deve però fare crescere la cultura del cliente, non il contrario, valorizzando questo ruolo anche in termini di compenso».

Il mercato dei fondi del private credit, specializzati in strumenti di debito non quotati che servono per lo più a finanziare piccole e medie imprese, continua a segnalare difficoltà. Dal primo caso di congelamento del fondo di Blue Owl Capital, infatti, ne stanno seguendo altri. Gli allarmi arrivano anche dagli investitori professionali, banche e assicurazioni in primis, che nel private credit hanno trovato buone opportunità di rendimento.
Le truffe finanziarie sul territorio italiano sono potenzialmente fuori controllo. I dati, impressionanti, emergono da una ricerca commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat e si è articolata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in una forchetta anagrafica variabile tra i 20 a 76 anni. Dai risultati emerge che nel 2025 gli italiani rimasti vittime di una frode o di un tentativo di frode finanziaria on line sono stati 1,2 milioni; ancora più eclatante è il dato complessivo sulle perdite subite che si sono attestate intorno ai 1,8 miliardi di euro. Si tratta di cifre enormemente superiori a quelle diffuse dalla Polizia Postale e della sicurezza cibernetica nel 2025, che parlano di perdite per 269 milioni di euro su 51.560 casi censiti. Uno scarto facilmente spiegabile visto che i dati diffusi dal ministero dell’Interno si riferiscono a casi conclamati e perseguiti penalmente.
Tecniche di aggressione sempre più sofisticate e automatizzate, sempre più traffici di dati personali scambiati sul dark web ma anche sul public web, intelligenza artificiale oramai padrona del campo. Sono alcune delle principali tendenze che emergono dall’Osservatorio Cyber Crif dedicato al 2025. Il numero di segnalazioni sull’esposizione di dati personali sul dark web è aumentato del 5,5% raggiungendo la quota di 2.200.000 alert in un anno. Oltre al fattore quantitativo a preoccupare è anche quello qualitativo: perché i dati personali disponibili sugli scaffali del Dark web sono sempre più completi e specifici e associano in misura crescente indirizzi email e password con riferimenti ancora più precisi rispetto ai dati compromessi. Tra le minacce più insidiose resta la forma dello smishing che, almeno in Italia ha raggiunto forme particolarmente insidiose. Si va dai falsi messaggi relativi a mancati pagamenti ai caselli autostradali, ai finti avvisi di problemi riscontrati nella consegna a domicilio di pacchi, tutte attività messe in atto per carpire dati personali e dati su strumenti di pagamento. Contestualmente l’intelligenza artificiale rende sempre più pervasive le capacità di incidere sulla credulità del pubblico generando deep fake tecnicamente perfetti, favorendo approcci strutturati come l’OmniPhishing che è costituito da un phishing multicanale.
Gli italiani si confermano investitore prudenti che privilegiano stabilità, gradualità e coerenza tra obiettivi personali, stile di investimento e momento di ingresso nei mercati. È quanto emerge da un recente sondaggio realizzato per Xtb (Fintech internazionale che offre servizi di investimento online) da YouGov che ha indagato l’approccio degli italiani nei confronti dei mercati finanziari. Sono stati intervistati 1.036 adulti dal 9 al 10 ottobre 2025. Secondo quanto emerso solo il 25% degli italiani ha effettuato un investimento negli ultimi 12 mesi, mentre il 75% dichiara di non essersi mai avvicinato ad alcun prodotto finanziario. Analizzando lo stile di investimento, il profilo prevalente è quello dell’investitore prudente: il 32% degli intervistati che hanno effettuato almeno un investimento predilige in primis la sicurezza, preferendo rendimenti contenuti pur di ridurre il rischio perdite. C’è poi una fascia composta dal 21% che si definisce esploratore prudente, ovvero propenso a muovere piccoli passi sui mercati.