I veicoli automatizzati e connessi (CAV) non sono più solo meccanica: sono software, cloud e aggiornamenti remoti. Questa architettura moltiplica la superficie di attacco cyber. Una valutazione coordinata nell’UE dal NIS Cooperation Group, insieme alla Commissione europea e all’ENISA, identifica 107 rischi, 14 dei quali considerati “critici” per il loro potenziale impatto sulla sicurezza fisica e sulla continuità del servizio.

Il NIS Cooperation Group (Network and Information Systems) dell’UE ha pubblicato una valutazione coordinata dei rischi di sicurezza dei veicoli connessi e automatizzati (CAV) e delle loro supply chain, ai sensi dell’art. 22 della Direttiva NIS2. Sono stati identificati 107 scenari di rischio, di cui 14 classificati come “top risks” con impatto critico e probabilità media, capaci di generare perdite di vite umane, danni materiali rilevanti e fuga di dati altamente sensibili. Il rischio cyber dei CAV non è solo “tecnico”, ma potenzialmente sistemico, con possibilità di eventi catastrofici che colpiscono simultaneamente flotte e infrastrutture.

I CAV si stanno diffondendo rapidamente in Europa, spinti da digitalizzazione, connettività e transizione verso il veicolo elettrico e a zero emissioni entro il 2035.Il report individua come asset critici:

  • sistemi di controllo del veicolo (ECU, powertrain, freni, batterie);

  • sistemi di elaborazione e decisione (ADAS/ADS, AI di percezione e pianificazione);

  • sistemi di comunicazione e connettività (V2X, 5G, OTA);

  • sistemi cloud e backend;

  • infrastrutture di ricarica;

  • fornitori “high‑risk” nella supply chain ICT.

Sono documentati incidenti e prove di laboratorio che dimostrano:

CONTENUTO A PAGAMENTO
Il contenuto integrale di questo articolo è visualizzabile solo dagli abbonati aMENSILE Non sei abbonato?
Scopri i piani di abbonamento
Sei già abbonato? Effettua il login nel modulo sottostante

Hai dimenticato la Password?
Registrati

© Riproduzione riservata