Il conflitto in Medio Oriente è bruscamente esploso nel weekend scorso, con gravi distruzioni segnalate in Iran, Israele, Iraq, Giordania, Cipro e nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Il bilancio umano continua a peggiorare e l’impatto economico è già rilevante. I principali aeroporti internazionali dell’area sono stati chiusi e l’attività marittima è stata gravemente colpita, con il rischio di blocco dello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita circa il 20% del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto scambiati via mare a livello mondiale. In questo contesto, quale sarà l’impatto sul settore riassicurativo globale? 

Secondo S&P Global Ratings l’industria riassicurativa mondiale è entrata nel 2026 in una posizione di notevole solidità patrimoniale, sostenuta da una forte performance tecnica e da robusti proventi finanziari. L’esposizione diretta degli attivi dei riassicuratori globali verso il Medio Oriente resta limitata e riteniamo che la loro adeguatezza patrimoniale sia sufficientemente forte da mitigare il potenziale rischio di deterioramento della qualità creditizia derivante dal conflitto. Per la maggior parte dei primi 19 riassicuratori globali valutati, l’esposizione attiva verso la regione non è rilevante. Sul lato delle passività, tuttavia, i riassicuratori devono far fronte a potenziali sinistri che potrebbero incidere sui loro utili.

Il conflitto colpisce in misura sproporzionata le linee specialty, un segmento che assicura rischi complessi o di elevata pericolosità, tra cui rischi di guerra, aviazione, energia, violenza politica e altre classi di nicchia. Queste linee sono più direttamente collegate ai tipi di eventi che si stanno verificando nella regione, aumentando la probabilità di un’intensa attività liquidativa.

L’Agenzia di rating ritiene che ci saranno ingenti perdite assicurate e che il conflitto possa avere implicazioni di vasta portata per l’industria della riassicurazione. Tuttavia, l’entità finale delle perdite e l’impatto sul settore rimangono al momento altamente incerti e dipenderanno in larga misura dalla durata, dalla scala e dall’evoluzione del conflitto. Dato il carattere molto fluido della situazione, lo sviluppo dei sinistri potrebbe dispiegarsi nell’arco di settimane o addirittura mesi.

Oltre alle citate esposizioni nelle linee specialty S&P individua i settori del property delle aree colpite e le coperture per interruzioni di supply chain o dei flussi commerciali, come a rischio perdite. Gli assicuratori marine hanno già iniziato a cancellare le coperture war‑risk applicabili alla zona di conflitto, incluso il Golfo Persico e le acque adiacenti. I riassicuratori con una presenza geografica ampia e una significativa esposizione ai mercati specialty in Medio Oriente sono quelli che con maggior probabilità potrebbero risentirne.

L’adeguatezza patrimoniale continua a fare da cuscinetto per i riassicuratori globali rispetto a scenari di stress severi
L’adeguatezza patrimoniale è da tempo uno dei punti di forza strutturali del settore. I primi 19 riassicuratori globali presentavano, complessivamente, un’eccedenza di capitale dell’11% nello scenario di stress sul capitale più severo (livello di confidenza 99,99%) a fine 2024. S&P si aspetta che il settore abbia ulteriormente migliorato tale eccedenza entro fine 2025.

L’adeguatezza patrimoniale resterà un punto di forza chiave del comparto e continuerà a dimostrare resilienza anche in scenari di stress severi, inclusi shock geopolitici come l’attuale conflitto. Secondo Aon PLC, il capitale riassicurativo globale ha raggiunto un livello record di 760 miliardi di dollari al 30 settembre 2025, con crescita sia del capitale tradizionale sia di quello alternativo. L’agenzia ritiene che questo valore aumenti ulteriormente una volta pubblicati i risultati completi per il 2025.

In questo contesto, l’agenzia mantiene una visione complessivamente stabile sul comparto, grazie alla combinazione di forte posizione di capitale, sottoscrizione disciplinata e sofisticata gestione dei rischi aziendali che dovrebbero consentire di assorbire anche scenari di perdita più severi legati all’area mediorientale.

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