L’escalation del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele nel Golfo sta creando una forte pressione anche sul mercato assicurativo e riassicurativo, soprattutto nei rami marine e aviation. Morningstar DBRS avverte che i riassicuratori potrebbero reagire aumentando i prezzi e alzando le soglie di operatività della copertura riassicurativa, oppure riducendo la capacità offerta nell’area, costringendo così le compagnie dirette a trattenere più rischio a bilancio e aumentando la volatilità dei risultati tecnici. Secondo Marsh, le tariffe aggiuntive per il rischio guerra sulle navi in transito nell’area potrebbero aumentare nel breve tra il 25% e il 50%, mentre alcuni assicuratori che hanno già disdetto le polizze annuali utilizzando le clausole di cancellazione a 7 giorni.

Dopo gli attacchi incrociati del 28 febbraio 2026, lo spazio aereo di diversi Paesi del Golfo è stato temporaneamente chiuso, con blocco dei principali aeroporti e sospensione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa un quinto del petrolio e del gas trasportati via mare nel mondo. Secondo Morningstar DBRS, questa situazione espone a potenziali perdite simultanee linee come marine, aviazione, property, travel e supply-chain, con possibili effetti sulla solvibilità degli operatori più concentrati nell’area.

Nel comparto marine, i premi per il rischio di guerra sulle navi in transito nel Golfo potrebbero superare lo 0,5% del valore dell’unità se le ostilità dovessero protrarsi, e alcuni assicuratori potrebbero smettere del tutto di offrire coperture nell’area. Le stime di mercato indicano aumenti tariffari tra il 25% e il 50% per l’assicurazione marine nel Golfo, mentre un singolo attacco con distruzione di una grande nave potrebbe generare sinistri assicurati superiori ai 200–300 milioni di dollari tra corpi, merci trasportate e responsabilità civile. In parallelo cresce il rischio di accumulo, perché lo stesso evento può attivare contemporaneamente coperture trasporti marittimi, property, terrorismo e rischi politici, aviazione e viaggi.

Per il ramo travel, la cancellazione massiccia di voli e i passeggeri bloccati potrebbero tradursi in un’ondata di richieste di rimborso, anche se molte polizze prevedono esclusioni di guerra che limitano i pagamenti. Nell’aviazione, oltre al rischio di danni ai velivoli per missili o intercettazioni, Morningstar segnala l’impatto potenziale delle chiusure degli aeroporti e dei danni alle infrastrutture, con possibili sinistri per business interruption e ulteriori tensioni sui conti di compagnie e linee aeree, già sotto pressione per il caro carburante e le rotte più lunghe per aggirare le zone di conflitto.

Anche i mercati terrorismo & violenza politica potrebbero vedere prezzi più alti e capacità più selettiva, soprattutto per immobili e asset iconici nel Medio Oriente, con i riassicuratori pronti a irrigidire termini e condizioni. Morningstar avverte che gli assicuratori meno diversificati o molto esposti ai rischi del Golfo potrebbero subire pressioni sui rating, mentre quelli con portafogli più ampi, retentions prudenti, capitale robusto e adeguati programmi di riassicurazione hanno maggiori possibilità di assorbire lo shock.

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