Secondo Fitch Ratings, i coefficienti di solvibilità delle imprese di assicurazione dell’Unione Europea con forte esposizione ai rami danni potrebbero aumentare leggermente se l’EIOPA porterà avanti le proposte per riconoscere in modo più diretto, nella formula standard di Solvency II, le misure di adattamento contro le catastrofi naturali. L’agenzia giudica questo intervento positivo dal punto di vista del merito creditizio, pur precisando che il beneficio in termini di capitale non sarebbe sufficiente, da solo, a determinare cambiamenti rilevanti nei rating.
L’inclusione esplicita dell’adattamento nel quadro di Solvency II renderebbe le posizioni di solvibilità più aderenti agli sforzi delle imprese per ridurre la vulnerabilità agli eventi catastrofali, migliorando la sensibilità al rischio del sistema prudenziale e incentivando investimenti in opere come le difese contro le alluvioni. Le opzioni allo studio comprendono: ricalibrare i parametri della formula standard, consentire parametri specifici d’impresa per alcuni sottomoduli e fattori di rischio, riconoscere l’adattamento come forma di mitigazione del rischio, introdurre nuovi parametri nella formula standard e chiarire il trattamento di tali misure nei modelli interni (o parzialmente interni).
Per Fitch, tradurre le misure di adattamento in un effettivo alleggerimento dei requisiti di capitale è però operativamente complesso, soprattutto per la necessità di dati affidabili e omogenei, un punto critico per le imprese di dimensioni minori che utilizzano solo la formula standard. Inoltre, la ricostruzione di beni con standard di resilienza più elevati tende ad aumentare i valori assicurati e quindi i requisiti di capitale per rischio catastrofale: la riduzione delle perdite attese e dei premi per unità di rischio potrebbe compensare solo parzialmente l’incremento dei “carichi” cat‑nat.
Il periodo di consultazione si chiude il 17 aprile 2026 e, in ogni caso, eventuali modifiche a livello UE non entrerebbero in vigore prima del 2027. Anche se adottate, è improbabile che una riduzione solo marginale del costo del capitale per alcune coperture property stimoli in modo significativo la domanda, anche perché le modifiche già approvate al regolamento delegato di Solvency II sul calcolo del rischio catastrofale, efficaci dal 2027, potrebbero assorbire parte del miglioramento nei coefficienti di solvibilità. Molti assicurati potrebbero comunque continuare a considerare la copertura contro le catastrofi naturali troppo costosa o superflua, confidando in un intervento pubblico dopo i grandi eventi.
Fitch si attende un rafforzamento del ruolo degli schemi obbligatori per le catastrofi naturali e dei programmi di riassicurazione sostenuti dallo Stato in Europa, Medio Oriente e Africa, man mano che crescono le esposizioni climatiche e viene messa alla prova la capacità del mercato riassicurativo privato. Nonostante ciò, un “protection gap” è destinato comunque a permanere, poiché eventi estremi o altamente correlati possono mettere sotto pressione anche i meccanismi più collaudati.
L’agenzia ribadisce infine che il rischio fisico legato al cambiamento climatico sta diventando un elemento sempre più importante nella valutazione del merito di credito delle imprese: attraverso il proprio segnale di vulnerabilità climatica stima l’esposizione ai rischi climatici di lungo periodo e tiene conto delle misure di mitigazione effettivamente riconosciute nell’analisi dei principali fattori di rating e del loro impatto finale sulle valutazioni.
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