Dopo aver chiuso il 2025 con una crescita delle immatricolazioni del 2,4% rispetto al 2024, ma restando ancora il 16% sotto i volumi pre‑pandemia del 2019, il mercato auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) apre il 2026 in territorio negativo. A gennaio le immatricolazioni si fermano a 961.382 unità, in calo del 3,5% su gennaio 2025 e del 21,6% sul gennaio 2019, mentre in altre aree del mondo i livelli pre‑Covid sono stati ormai superati.

Alla base della persistente debolezza del mercato europeo c’è, secondo il Centro Studi Promotor, la politica UE per la transizione energetica nell’auto, che avrebbe penalizzato in modo significativo l’industria automobilistica europea, con ricadute su crescita e occupazione, a fronte di risultati ancora limitati in termini di decarbonizzazione. Il lieve ammorbidimento annunciato da Bruxelles lo scorso 16 dicembre viene giudicato insufficiente a colmare il divario accumulato rispetto al resto del mondo.

Guardando ai cinque principali mercati, Germania e Francia registrano a gennaio 2026 un calo del 6,6% rispetto a un anno prima, con flessioni ancora più marcate se confrontate con il 2019: –27% per la Germania e –30,9% per la Francia. Italia, Regno Unito e Spagna mostrano invece una modesta crescita sul 2025 (+6,2%, +3,4% e +1,1% rispettivamente), ma restano lontani dai livelli pre‑pandemia, con scarti che vanno da –10,5% nel Regno Unito a –21,8% in Spagna. Il ritorno ai volumi del 2019, per l’Europa occidentale, appare quindi ancora lontano.

Per Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, sarebbe necessario un deciso cambio di rotta nelle politiche europee sulla transizione energetica nell’auto, giudicate fallimentari perché hanno messo in forte crisi il settore senza accelerare in modo efficace il rinnovo del parco circolante. Nel 2024 le auto elettriche pure rappresentavano solo il 2,3% del parco circolante dell’UE, nonostante la spinta regolatoria, e nel 2025 la loro quota sulle nuove immatricolazioni, pur salita dal 18,8% al 26,3%, non basta ancora a rendere l’elettrico una componente davvero significativa del mercato complessivo.

© Riproduzione riservata