AXA ha registrato nel 2025 premi lordi e altri ricavi per 115,5 miliardi di euro, in aumento del 6% a perimetro comparabile rispetto ai 110,3 miliardi del 2024, grazie alla crescita sia nel Property & Casualty (+5%) sia nel Life & Health (+8%). Gli utili sottostanti sono saliti a 8,4 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), mentre l’utile netto è aumentato del 26% a 9,8 miliardi, anche per effetto di componenti eccezionali legate in particolare alla cessione di AXA Investment Managers (AXA IM).

L’utile sottostante per azione è cresciuto dell’8% a 3,86 euro, nonostante un impatto negativo di circa 2 punti percentuali dai cambi e di 1 punto dalla diluizione temporanea legata al timing del buyback connesso alla vendita di AXA IM. Il Solvency II ratio si è attestato al 224% a fine 2025 (216% nel 2024) e scende al 215% al 1° gennaio 2026 per la fine del regime transitorio sul debito “grandfathered”.

Nel ramo Danni, premi e ricavi sono saliti a 58,0 miliardi di euro (+5% a perimetro comparabile), trainati da commercial lines (+4%), personal lines (+7%) e dalla riassicurazione AXA XL (+8%). Il combined ratio complessivo si è migliorato al 90,6% (91,0% nel 2024), grazie a un migliore loss ratio corrente (escluso catastrofi), a un expense ratio più basso e a minori oneri per catastrofi naturali (3,4% del combined ratio).

Nel Life & Health, premi e ricavi hanno raggiunto 56,5 miliardi di euro (+8%), con il ramo Vita a 37,5 miliardi (+9%) e il ramo Salute a 19 miliardi (+5%). La crescita Vita è sostenuta da Unit-Linked (+13%), Protection (+11%) e da prodotti G/A (+4%) con contributo di Francia e Italia, dove prosegue la spinta sui prodotti capital‑light, mentre in Salute l’incremento è legato soprattutto agli aumenti tariffari.

Gli utili sottostanti Life & Health sono aumentati del 7% a 3,5 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi dal Vita (+4%) e 0,8 miliardi dal ramo malattia (+17%), sostenuti da margini tecnici migliori e maggiori rilasci di CSM, a fronte anche dell’impatto negativo di un cambiamento normativo sull’IVA in Messico. Il valore attuale dei premi attesi (PVEP) è sceso del 2% a 49,4 miliardi, mentre il new business value (NBV) è rimasto stabile a 2,2 miliardi, con margine in lieve aumento al 4,5%.

Per quanto riguarda la situazione patrimoniale, il patrimonio netto degli azionisti è sceso a 47,2 miliardi di euro (–2,8 miliardi rispetto a fine 2024), poiché l’apporto dell’utile e delle plusvalenze OCI è stato più che assorbito da dividendi, buyback per complessivi 4,7 miliardi e impatto negativo dei cambi. La CSM complessiva si è attestata a 33,3 miliardi (–0,6 miliardi), con crescita normalizzata del 2% frenata da effetti valutari sfavorevoli e variabili operative.

Sul fronte capitale e remunerazione, AXA proporrà all’assemblea un dividendo di 2,32 euro per azione (+8% sul 2024) e ha approvato il lancio di un programma di riacquisto azioni fino a 1,25 miliardi di euro nel 2026, destinato alla cancellazione dei titoli. Tra luglio 2025 e gennaio 2026 è stato inoltre completato un buyback aggiuntivo di 3,8 miliardi di euro legato alla cessione di AXA IM a BNP Paribas.

AXA prevede per il 2026 una crescita dell’utile sottostante per azione nella parte alta del range obiettivo del piano (6–8%), un impatto positivo atteso della revisione Solvency II di circa +17 punti sul ratio e la presentazione del nuovo piano strategico 2027–2029 il 21 settembre 2026. Sul mercato italiano, il gruppo segnala in particolare il proseguimento della crescita nei prodotti G/A in Italia e il completamento nel 2025 dell’acquisizione del gruppo Nobis e di una partecipazione di maggioranza in Prima Assicurazioni, rafforzando la presenza nel segmento diretto.

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