L’associazione europea dei risk manager, FERMA, sottolinea che i rischi legati al cambiamento climatico e alle catastrofi naturali hanno una dimensione sistemica e non possono essere assorbiti da un singolo attore – né dalle sole aziende, né dalle sole compagnie, né dai singoli governi. FERMA ha esortato la Commissione europea ad adottare un approccio collaborativo al quadro di resilienza climatica (che dovrebbe essere lanciato nel quarto trimestre del 2026) che intende introdurre entro la fine dell’anno, sollecitando l’uso di obbligazioni catastrofali, titoli assicurativi (ILS) e prodotti parametrici.

L’organizzazione evidenzia che, oltre ai danni fisici crescenti, pesano anche i rischi della transizione (norme climatiche, costo della CO₂, energia più cara, cambiamenti di mercato), che sono ormai una minaccia rilevante per le aziende. Molte imprese stanno già integrando il rischio climatico nei sistemi di gestione, ma secondo Ferma la vera resilienza si può ottenere solo con strategie congiunte pubblico‑private e con strumenti innovativi (es. soluzioni finanziarie e assicurative avanzate) in grado di stabilizzare la capacità assicurativa, ridurre la protection gap e premiare gli investimenti in resilienza prima che si verifichi l’evento.

Un punto chiave è la necessità di dati climatici affidabili e granulari: Ferma sostiene la creazione di una piattaforma europea del rischio climatico che traduca gli scenari europei in proiezioni locali, per supportare decisioni di imprese, assicuratori e PA, con attenzione specifica alle PMI. Chiede inoltre che l’analisi dei rischi climatici e gli stress test diventino requisiti standard nella contrattazione pubblica, nella pianificazione infrastrutturale e nei progetti finanziati con fondi UE, così da progettare fin dall’origine energia, acqua, trasporti, sistemi digitali e sanità tenendo conto delle condizioni climatiche future.

Infine, Ferma richiama l’attenzione sulla bassa copertura assicurativa: solo circa il 25% delle perdite climatiche in Europa è oggi assicurato. Per colmare questo divario propone un meccanismo europeo di riassicurazione pubblico‑privato come rete di sicurezza di ultima istanza, con prevenzione e investimenti in infrastrutture resilienti come prima linea di difesa e l’assicurazione come complemento, e invita a esplorare strumenti finanziari dedicati per convogliare capitale verso la prevenzione. Secondo l’associazione, gli assicuratori dell’Unione possono accedere a nuovi capitali principalmente promuovendo gli ILS e aumentando i trasferimenti sul mercato dei capitali. Ciò include strumenti quali obbligazioni catastrofali, obbligazioni di resilienza climatica, sidecar e riassicurazione collateralizzata. Inoltre, FERMA suggerisce di utilizzare emissioni in pool sia a livello nazionale che dell’UE per migliorare la diversificazione. La creazione di quadri armonizzati per le società veicolo (SPV) e di contratti standardizzati sarà essenziale per ridurre i costi di strutturazione e garantire chiarezza giuridica in tutte le giurisdizioni.

Per evitare che le lacune nella protezione assicurativa contro i rischi climatici destabilizzino la macroeconomia, FERMA propone di aumentare la capacità attraverso pool dedicati nazionali/UE. Questi utilizzerebbero riassicurazioni a più livelli e ILS per ridurre il rischio di concentrazione geografica e settoriale. L’organizzazione chiede inoltre l’uso di coperture parametriche per migliorare l’accesso ad assicurazioni a prezzi accessibili. I pool di rischio parametrici contenenti trigger standardizzati, che utilizzano dati satellitari e meteorologici, possono facilitare pagamenti più rapidi per la risposta e la continuità.

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