ASSICURAZIONE VITA
Autore: Fausto Panzeri
ASSINEWS 383 – Marzo 2026
CRESCE BENE NEL 2025 LA NUOVA PRODUZIONE. LA RACCOLTA PREMI SFIORA I 119 MILIARDI. DECISO INCREMENTO DEL RAMO III. BUONE PROSPETTIVE PER GLI UTILI NEL 2025
Fra poche settimane affluiranno i dati relativi ai bilanci del 2025, dai quali dovrebbe emergere una crescita significativa della raccolta premi e un consolidamento dei risultati conseguiti dal mercato assicurativo italiano nel 2024.
Siamo comunque già in grado di esaminare i numeri relativi alla nuova produzione nel ramo vita, in base alla stima pubblicata dall’ANIA nel mese di gennaio, con una tempestività davvero significativa.
Nella comunicazione Trends, infatti, vengono rappresentati i dati relativi alla nuova produzione vita del 2025, suddivisa nei singoli rami e congiuntamente viene effettuata una stima, storicamente assai attendibile, sui premi vita complessivi contabilizzati nel 2025.
Nuova produzione vita
Nella tabella sottostante viene indicata la nuova produzione vita di polizze individuali e collettive che ha raggiunto 112,25 miliardi con un incremento del 9,7% rispetto al 2024. Rammentiamo, come di consueto, che soltanto le imprese italiane ed extra-UE sono obbligate a depositare i propri bilanci in Italia e pertanto su talune rilevazioni statistiche non vengono ricompresi i dati delle imprese UE, le quali depositano i propri bilanci nelle rispettive sedi comunitarie.
Per questo motivo l’andamento della nuova produzione, suddiviso per tipologia in rami, si limita alle imprese nazionali ed extra-UE che peraltro rappresentano l’89,5% del totale.
Nei due rami più significativi l’incremento è stato rispettivamente dell’1,6% nel ramo I e del 23,9% nel ramo III. L’incidenza del ramo III, sul totale della nuova produzione, rappresenta il 31%, mentre nel 2023 era nell’ordine del 20%, questo spostamento è stato causato dal forte incremento di valore dei titoli azionari nel decorso biennio, in virtù del quale si è modificato l’andamento assai più ondivago che si era verificato negli anni precedenti.
Di conseguenza le polizze di ramo III, essendo di tipo linked, ovvero direttamente collegati all’andamento di fondi e titoli azionari, hanno registrato uno sviluppo più deciso di quello del ramo I che viene rappresentato da polizze con gestione separata che, in larghissima maggioranza, investono in titoli obbligazionari e di immediata liquidabilità.

La raccolta dei premi vita complessivi nel 2025 dovrebbe attestarsi intorno ai 119 miliardi, raggiungendo così un nuovo record, con un aumento del 7% rispetto al 2024. Mentre i premi del ramo I restano sostanzialmente invariati, rispetto al 2024, quelli del ramo III evidenziano un incremento del 28%:
Se limitiamo la nostra osservazione all’andamento delle polizze individuali di nuova produzione, che rappresentano il 94% circa del totale, rileviamo che il ramo I rappresenta il 66,4%, mentre il ramo III raggiunge i 32,7%.
Desta una certa impressione constatare che il totale degli altri tre rami (IV, V e VI) non riesce a raggiungere l’1% del totale malgrado l’indubbia rilevanza che dovrebbero avere le polizze ad alto contenuto previdenziale.
Per quanto riguarda la distribuzione della nuova produzione vita, evidenziamo che nel 2025 gli sportelli bancari e postali hanno incrementato la loro quota di mercato portandola a 66,8%, seguiti a distanza dai consulenti finanziari abilitati che si attestano al 17,1%. Appare in costante riduzione la quota di mercato ritenuta dagli agenti, che si attesta al 10,7%.

Ci pare, infine, opportuno indicare nella tabella sottostante l’andamento storico (2017-2024) del ramo vita per formulare una prima ipotesi sul risultato complessivo che potrebbe emergere dai bilanci del 2025.

Correttamente ANIA non ha ritenuto di formulare ipotesi per quel che dovrebbe essere il risultato del conto tecnico del ramo vita nel 2025 e di conseguenza l’utile finale, che, oltre a questa voce, ricomprende anche i risultati del conto non tecnico.
Sottolineiamo comunque che con una raccolta di 119 miliardi circa, il ramo vita ha superato il record storico stabilito con i 111 miliardi del 2024, palesando un deciso ritorno alla crescita dopo la brusca riduzione avvenuta nel 2022 anno in cui la raccolta non ha raggiunto i 94 miliardi.
Per quanto riguarda i possibili dati di bilancio bisogna tener conto della grande influenza esercitata dall’andamento dei mercati finanziari che nella voce di bilancio utili da investimenti possono subire oscillazioni assai rilevanti nonché imprevedibili. Basti pensare, solo per fare un esempio, che questa voce del 2022 era negativa per 25 miliardi circa, mentre nel 2024 raggiungeva i +39 miliardi.
Queste differenze naturalmente si ribaltano anche sui benefici o malefici a carico degli assicurati, ma incidono direttamente anche sul conto economico delle imprese.
Ci pare, tuttavia, che l’andamento piuttosto ordinato e regolare dei mercati finanziari nel corso del 2024 lasci presagire una annata sicuramente positiva e che potrebbe contribuire decisamente a un nuovo record dell’utile finale per le compagnie di assicurazione.
Ricordiamo che questo utile, come evidenziato nella tabella, è stato raggiunto nel 2019 e sostanzialmente eguagliato nel 2025.

A breve usciranno anche i dati relativi ai rami danni e sarà possibile effettuare valutazioni più accurate sulle risultanze finali dei bilanci dell’esercizio appena terminato. Se il buongiorno si vede dal mattino (nuova produzione vita 2025) è presumibile che anche nel 2025 i conti degli assicuratori potranno essere positivi, come peraltro confermato dall’eccellente andamento borsistico delle poche società assicurative quotate in Borsa.
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