L’ultima edizione dell’Osservatorio Credit & Mobility di Experian‑UNRAE fotografa un mercato auto italiano 2025 “a due velocità”: immatricolazioni del nuovo in calo del 2,5% (1.538.378 vetture) e richieste di finanziamento per l’usato in aumento del 4,5%. Lo studio evidenzia anche il forte balzo dei veicoli ibridi, che arrivano al 44,3% del mercato del nuovo, mentre le elettriche pure si fermano intorno al 6% e cresce in modo marcato il ricorso a finanziamenti di durata più lunga, soprattutto oltre i 5 anni, per contenere la rata mensile.
Nel 2025 il mercato automobilistico italiano ha mostrato un andamento a due velocità, con il nuovo in leggera contrazione e l’usato in crescita, in un quadro che fotografa consumatori più prudenti ma orientati a veicoli di maggior valore.
Le immatricolazioni di auto nuove sono diminuite del 2,5%, attestandosi intorno a 1,54 milioni di veicoli, ma nella parte finale dell’anno si è osservata una progressiva stabilizzazione, culminata a novembre con un forte aumento delle richieste di finanziamento (+11% su base annua), segnale di un interesse che si sposta più sulla qualità e sul valore che sui volumi.
La fascia di prezzo più diffusa per il nuovo resta quella tra 15.000 e 25.000 euro, ma i dati sul credito mostrano uno spostamento verso auto più costose, sopra i 25.000 euro, resa possibile dall’allungamento delle durate dei prestiti, che consente di mantenere rate mensili sostenibili pur salendo di segmento. Il profilo demografico del nuovo si sta facendo più adulto: la fascia 46‑60 anni copre il 36% del mercato, mentre i giovani tra 18 e 29 anni arretrano nettamente, con immatricolazioni in calo del 15,3%, a testimonianza di barriere all’ingresso sempre più marcate per le generazioni più giovani.
Anche sul piano geografico, il nuovo rispecchia le differenze di reddito e fiducia: quasi il 60% dei finanziamenti nasce da sole cinque regioni del Centro‑Nord (Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia‑Romagna e Veneto), dove il potere d’acquisto è più elevato e la propensione alla spesa per un’auto nuova risulta più solida.
All’opposto, il mercato dell’usato si conferma il vero motore di sviluppo, sia in termini di mobilità reale sia di accesso al credito. I passaggi di proprietà crescono dell’1,8% e le richieste di finanziamento segnano un aumento del 4,5%, spinti dalla scelta consapevole di diluire la spesa nel tempo. Le durate oltre i cinque anni avanzano del 10,4% e diventano la formula più utilizzata, con il 40,8% di tutti i finanziamenti per auto usate, facilitando l’acquisto di vetture usate di maggior valore, soprattutto nelle fasce di prezzo tra 15.000 e 35.000 euro che guadagnano leggermente quota. A differenza del nuovo, la crescita dell’usato è alimentata da tutte le generazioni: la fascia 18‑29 anni vede un aumento dei passaggi di proprietà del 2,9%, mentre gli over 61 registrano incrementi ancora più marcati (61‑75 anni +5,3%, over 75 +7,6%), anche se il gruppo più numeroso resta quello 46‑60 anni, con il 34% delle richieste di finanziamento. Il ruolo economico e sociale dell’usato emerge con forza soprattutto nel Sud, dove Sicilia, Campania e Puglia da sole rappresentano il 34% di tutte le richieste di finanziamento per veicoli usati, segno che l’usato è lo strumento principale per garantire la mobilità quotidiana in contesti di reddito più fragile.
Sul fronte delle alimentazioni, la transizione verso l’elettrificazione prende una forma eminentemente pragmatica e vede l’ibrido come protagonista indiscusso. Le vetture ibride HEV aumentano la loro quota sulle nuove immatricolazioni dal 40,1% del 2024 al 44,3% nel 2025, consolidando una leadership che si basa sulla combinazione tra riduzione dei consumi, accesso agevolato ad alcune aree urbane e assenza del vincolo della ricarica pubblica. Anche nel mercato dell’usato l’ibrido mostra una dinamica molto vivace: i passaggi di proprietà di HEV crescono del 34,8%, facendo salire la quota dal 7,7% al 10,2% nel confronto dei primi 11 mesi 2024‑2025, segnale che la tecnologia ibrida comincia a diffondersi anche nel parco circolante di seconda mano. Le auto elettriche pure (BEV), pur aumentando lievemente la loro incidenza fino al 6,2% del nuovo, si muovono invece in modo molto più discontinuo, con una domanda che tende a gonfiarsi in corrispondenza dei picchi di eco‑incentivi e a rallentare quando il supporto pubblico si attenua. In questo contesto, l’ibrido appare come la risposta “razionale” di un consumatore che vuole una soluzione più sostenibile ma non si fida ancora pienamente dell’infrastruttura di ricarica e della tenuta del valore dell’elettrico nel medio periodo.
Il quadro complessivo che emerge dall’Osservatorio è quello di un mercato in profonda trasformazione, che richiede una lettura più granulare, come sottolineato sia da Experian sia da UNRAE. Da un lato, il nuovo si sposta verso un pubblico più maturo e con maggiore capacità di spesa, che utilizza il credito per alzare il livello dell’auto acquistata invece che per aumentare semplicemente i volumi; dall’altro, l’usato funge da grande “cuscinetto” sociale, consentendo a fasce più ampie della popolazione, inclusi giovani e anziani, di mantenere la mobilità privata grazie a piani di rimborso più lunghi. Le differenze territoriali tra Nord e Sud, così come quelle generazionali, si riflettono in modo netto nelle scelte di prodotto e nelle strutture di finanziamento, accentuando la necessità di politiche e soluzioni commerciali tarate sui diversi contesti.
Un discorso a parte meritano i veicoli commerciali, che seguono logiche ancora più improntate alla flessibilità finanziaria. Qui non si osserva la corsa alle durate ultra‑lunghe, ma al contrario un deciso aumento delle richieste di piani più brevi, tra 2 e 3 anni, che crescono del 43,1%. Parallelamente si registra uno spostamento verso importi più contenuti: i finanziamenti fino a 15.000 euro aumentano del 27,4%, mentre la fascia 35.001‑50.000 euro subisce una flessione del 15,2%, segnalando che le imprese preferiscono ridurre l’esposizione a lungo termine e preservare liquidità in un contesto percepito come incerto.
Guardando al 2026, le previsioni di 1,54 milioni di immatricolazioni e l’avvio d’anno con un +6,2% sul mercato del nuovo rispetto a gennaio 2025 suggeriscono una fase di moderata ripresa, ma la reale traiettoria verso una mobilità sostenibile e inclusiva dipenderà dalla capacità di mettere in campo politiche stabili e di lungo periodo, accompagnate da analisi d’impatto robuste come quelle offerte dall’Osservatorio Credit & Mobility. In sintesi, il mercato sta cambiando non solo nei numeri, ma soprattutto nella qualità delle scelte: si compra meno, si finanzia di più e più a lungo, si punta all’ibrido e si utilizza l’usato come leva strategica per tenere insieme potere d’acquisto, mobilità e, per quanto possibile, sostenibilità ambientale.
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