Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

È lecito licenziare per sostituire il lavoro umano con un dispositivo robotico o con l’intelligenza artificiale? Il quesito non se l’è posto solo il super-banchiere Jamie Dimon negli Stati Uniti sull’onda della paure che si stanno generando a Wall Street circa l’impatto dell’AI su alcuni settori (tema cui Milano Finanza in edicola ha dedicato la copertina) ma sta generando discussioni anche in Italia. In particolare una sentenza del Tribunale di Roma (Sezione Lavoro 19/11/2025, n. 9135) nella sua stringatezza sta diventando una pietra miliare. La massima del dispositivo è molto chiara: si può sostituire il lavoro umano con l’AI. Il giudice nell’analizzare una richiesta di reintegro da parte di un lavoratore ha stabilito che è legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo fondato su una riorganizzazione aziendale, determinata anche dall’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale, quando risulti accertato che l’innovazione tecnologica abbia comportato una stabile riduzione delle attività affidate al lavoratore e la conseguente soppressione della posizione ricoperta. Il tutto va calato in un quadro di difficoltà economica-finanziaria dell’impresa stessa (nel caso si trattava di un’azienda attiva nel commercio che aveva una sezione grafica) che è stata provata. In tale ipotesi il datore di lavoro assolve l’onere probatorio dimostrando l’effettività delle esigenze organizzative e l’impossibilità di repechage, ove le competenze professionali del lavoratore non siano fungibili con le mansioni residue, riconducibili al diverso core business aziendale.
Una buona parte dei 350 milioni di euro di capitali raccolti nei giorni scorsi dal broker internazionale Sabseg, partecipato dal fondo di private equity Miura, saranno utilizzati per investire in Italia. L’ingresso nel Paese dell’intermediario, guidato a livello internazionale da Edoardo Davila (ex ceo Emea di Aon) e leader nel mercato spagnolo, risale a luglio scorso, quando Sabseg ha rilevato Asigest. L’obiettivo è crescere rapidamente puntando sullo sviluppo organico ma anche su acquisizioni. «Stiamo studiando integrazioni di altri broker e abbiamo già avviato trattative guardando anche a una verticale di agenzie plurimandatarie», dice Griffith. «A breve sarà operativa una mga (managing general agent, ndr) che sarà al servizio di tutto il gruppo». Il 2025 si è chiuso per Sabseg Italia con 7,5 milioni di commissioni e un ebitda di 2,5 milioni. «Puntiamo a raggiungere un ebitda di 30 milioni in 4-5 anni», conclude Griffith.
Domani il vertice di Banco Bpm sarà chiamato a sciogliere un nodo cruciale in vista dell’assemblea del 16 aprile, quando verrà rinnovato il consiglio di amministrazione. Il board, presieduto da Massimo Tononi, dovrà decidere se presentare una propria lista di candidati secondo il nuovo impianto previsto dalla Legge Capitali. Sinora non è stata esclusa l’ipotesi di una lista promossa dal patto che riunisce casse di previdenza e fondazioni anche se la consistenza di questo fronte si è progressivamente ridotta. Dopo l’uscita di Fondazione Crt nel 2024 e il dimezzamento della partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca lo scorso dicembre, il peso complessivo del patto è sceso al 5,9%. Ne fanno parte Enpam (1,99%), Cassa Forense (1,66%) e Inarcassa (1,03%), tutte aderenti ad Adepp, insieme a quattro fondazioni del circuito Acri con quote più contenute. In aggiunta coordinare soggetti diversi, con sensibilità e priorità differenti, in una finestra temporale ormai molto ristretta appare complesso. Anche perché la procedura fino ad ora è stata gestita dal ceo in persona. Per tutte queste ragioni l’orientamento prevalente al vertice di Bpm va verso una lista del board uscente. Il patto dovrebbe comunque confermare i due posti fra cui il numero uno dell’Adepp Alberto Oliveti. Crédit Agricole potrebbe puntare su un gruppo di docenti e professionisti italiani. L’incognita Assogestioni
Nella prima metà di febbraio le cronache finanziarie hanno riportato un’ondata di vendite sui titoli di società del settore finanziario, tra cui grandi wealth manager Usa, in contemporanea con la notizia del lancio di un nuovo servizio di ottimizzazione finanziaria basato sull’AI da parte della startup Altruist. Nel caso specifico il modello di business punta ad automatizzare le attività di pianificazione fiscale tramite AI ma, più in generale, si registra una crescente preoccupazione sul fatto che la tecnologia possa non solo cambiare il modo di lavorare dei consulenti ma anche sostituire, più o meno rapidamente, la relazione tra consulenti e investitori. L’avvento dell’intelligenza artificiale nella consulenza finanziaria non sostituirà i professionisti dell’advisory in carne e ossa, ma solo a patto che si valorizzino le peculiarità distintive della relazione umana con il cliente, a partire dal rapporto di fiducia fra esperto e investitore. Secondo uno studio di Microsoft Research del luglio 2025, quella del consulente finanziario rientrerebbe fra le 40 professioni a cui l’AI potrebbe venire applicata con più facilità, in base a un punteggio che tiene conto del tasso di utenti di Copilot che svolgono con successo un’ampia quota delle proprie attività lavorative tramite il chatbot. Quest’analisi tuttavia non considera un aspetto: la relazione umana fra consulente e cliente. P

Via libera all’installazione dei primi alcolock sugli autoveicoli. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pubblicato sul Portale dell’Automobilista l’elenco delle officine autorizzate al montaggio di due modelli del dispositivo che impedisce al motore di avviarsi nel caso in cui il tasso alcolemico del conducente condannato per guida in stato di ebbrezza alcolica non sia pari a zero. La legge n. 177 del 25 novembre 2024 ha aggiunto all’art. 186 del codice della strada il comma 9-ter, ai sensi del quale sulla patente italiana del conducente condannato per i reati di cui al comma 2, lettere b) e c), cioè per la guida rispettivamente con tasso alcolemico oltre 0,8 e fino a 1,5 g/l e con tasso alcolemico oltre 1,5 g/l, sono apposti il codice unionale 68 per la guida senza alcol e il codice 69 per la guida esclusivamente con veicoli muniti di alcolock, cioè un dispositivo che impedisce l’avviamento del motore nel caso in cui il tasso alcolemico del guidatore sia superiore a zero. Si tratta di prescrizioni amministrative che limitano la validità della patente e condizionano la possibilità di condurre veicoli.
Test anti-alcol e anti-droga sul lavoro. Infatti, in presenza di fondato sospetto di assunzione di alcol, sostanze stupefacenti o psicotrope, il lavoratore potrà essere sottoposto ad accertamenti medici, prima o durante il lavoro. Lo precisa l’Inl con la circolare n. 1/2026 (si veda ItaliaOggi di ieri), nel fornire chiarimenti sulle novità del decreto Sicurezza (dl n. 159/2025, convertito dalla legge n. 198/2025), rinviandone, tuttavia, l’operatività alla conclusione di un accordo stato-regioni, atteso entro fine anno, che dovrà definire le condizioni per l’attivazione della visita. Sempre in tema di sorveglianza sanitaria, inoltre, l’Inl spiega che il tempo speso per le visite è retribuito, in quanto i controlli sanitari obbligatori per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria devono essere computati nell’orario di lavoro.
Dal 23 febbraio 2026 gli agricoltori che intendono aderire ad uno degli interventi per la gestione del rischio (assicurazioni agevolate e fondi mutualistici) possono procedere a compilare la delega per iscritto a favore del Centro di assistenza agricola (CAA) per l’estrazione dalla banca dati Sian delle informazioni necessarie alla sottoscrizione delle coperture. Una volta che la delega è stata formalizzata, il CAA può procedere alla raccolta dei dati relativi alle superfici agricole, alle colture praticate e agli animali presenti in allevamento e metterli a disposizione dei consorzi di difesa, delle compagnie assicurative, dei soggetti gestori dei fondi mutualistici e degli intermediari indicati dall’azienda agricola stessa. La delega al CAA sostituisce la manifestazione di interesse ed indica la volontà di stipulare polizze agevolate o di aderire a fondi di mutualizzazione, per i quali sarà chiesto un contributo pubblico per la copertura dei costi sostenuti.
Gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità si restringono alle imprese e gruppi che superano 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato. Il Consiglio dell’Ue ha approvato, il 24 febbraio 2026, la semplificazione dei requisiti di rendicontazione di sostenibilità (Csrd) e di due diligence (Csddd), nell’ambito del pacchetto Omnibus I. Questo intervento, volto a rafforzare la competitività europea in un quadro geopolitico instabile, promette di abbattere del 25% (entro il 2030) gli oneri amministrativi e limitare il cosiddetto effetto a cascata sulle piccole e medie imprese
Le donne «battono» gli uomini sul lavoro solo sulle pensioni di vecchiaia e ai superstiti. In tutti gli altri indicatori, dai livelli retributivi ai tassi occupazionali, la componente femminile si trova ben al di sotto di quella maschile. È quanto emerge dal terzo rendiconto di genere del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps, pubblicato ieri. Il report, per prima cosa, ricorda come la popolazione italiana al 1° gennaio 2025 fosse composta da 58.943.464 abitanti di cui il 51,1% donne e 48, 9% uomini. Da qui i numeri sul lavoro; innanzitutto, il tasso di occupazione femminile che, nel 2024, si è attestato al 53,3%, rispetto al 71,1% degli uomini. Anche l’instabilità occupazionale coinvolge soprattutto il genere femminile in quanto, fra le assunzioni a tempo indeterminato, solo il 36,7% sono donne, a fronte del 63,3% di uomini.

Sono 675 mila le pensioni che Inps versa all’estero. Un numero in crescita dell’1,3% che segna nel 2025 un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Il dato emerge durante le audizioni al Senato sul disegno di legge sugli «incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi extra Ue a piccoli comuni». Dall’analisi di Inps emergono le principali tendenze del periodo tra il 2018 e il 2025: a fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti e di oltre il 50% in Australia e Canada, si registra una crescita del 75% della Spagna (destinazione di gran lunga preferita), del Portogallo (+144%) e della Tunisia (+255%). Le pensioni che superano i 25mila euro rappresentano circa 27% del totale e tre su quattro sono pagate in paesi extra Ue
Il mese di gennaio 2026 ha riportato, con un -3,9% delle immatricolazioni (dati Acea), il primo segnale di allarme, fermandosi a 961.382 unità. Si conferma un declino dei motori a benzina e diesel a favore degli ibridi, con i veicoli elettrici che guadagnano terreno – lentamente – tanto da rappresentare il 19,3% delle immatricolazioni, anche se in Italia costituiscono meno del 10% degli acquisti. Continua a dominare con il 28% delle vendite il costruttore tedesco Volkswagen , seguito da Stellantis grazie al marchio Fiat, che raggiunge il 18% di quota, positiva anche Mercedes con un più 2,8% ed emergono ancora le case cinesi come Byd che ha registrato oltre 18.250 trapassi, un aumento del 165%.
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L’autorità Antitrust accende un faro sulle operazioni in corso per il rinnovo del consiglio del Banco Bpm, terza banca italiana guidata da Giuseppe Castagna.
La notizia di una lettera inviata dall’authority presieduta da Roberto Rustichelli al cda della banca milanese nelle scorse settimane, pubblicata ieri da La Stampa, ha provocato come reazione due no comment, sia da parte dell’authority sia da parte del Banco Bpm. Il fatto che non siano arrivate smentite fa dunque pensare che la notizia abbia fondamento e trae origine dal ruolo che la banca francese Crédit Agricole, titolare di un 20,1% delle azioni
Banco Bpm, si appresta a ricoprire con il rinnovo del board previsto ad aprile.
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Il bilancio del 2025 contenuto nel Climate and Catastrophe Insight di Aon – leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano – mette ancora una volte in luce il forte impatto di questi eventi. Nel terzo anno più caldo di sempre le perdite causate dai disastri naturali sono ammontate a 260 miliardi di dollari, in diminuzione del 29% rispetto al 2024, ai minimi dal 2015 e sotto la media del secolo. Quelle assicurate sono rimaste elevate, pari a 127 miliardi di dollari, segnando il sesto anno consecutivo con indennizzi oltre i 100 miliardi. Gli assicuratori hanno dunque coperto quasi la metà delle perdite economiche lasciando un gap di protezione del 51%, il più basso mai registrato. Questo perché la maggior parte degli eventi, soprattutto i più costosi (circa l’81% del totale) si sono verificati negli Usa dove la percentuale di assicurati in media è più alta rispetto a Europa e Asia, in particolare per gli incendi. Il rovescio della medaglia è che circa metà delle perdite è rimasta senza paracadute, esponendo milioni di persone al rischio finanziario, soprattutto nei Paesi emergenti.
Gli interventi sulla previdenza complementare previsti dall’ultima legge di Bilancio sono una delle prove più sfidanti che i manager delle risorse umane dovranno affrontare nei prossimi mesi. Secondo una ricerca di Previverso (il laboratorio creato da Talents in motion e Arca Sgr) tra 300 manager delle risorse umane solo il 15% conosce bene la materia, tutti gli altri hanno necessità di fare molta formazione per poter sensibilizzare i lavoratori su questo tema che in futuro sarà sempre più centrale. L’approccio è però molto positivo, tant’è che l’80% dei manager hr ritiene che la previdenza complementare debba entrare a fare parte della cultura aziendale, soprattutto pensando al futuro e alle giovani generazioni.
Dal prossimo 1° luglio cambieranno le modalità di adesione da parte dei lavoratori dipendenti al primo impiego. In assenza di indicazioni esplicite degli interessati, scatterà l’iscrizione automatica a un fondo pensione negoziale, a cui verrà destinato anche tutto il Tfr. Entro 60 giorni dall’assunzione, i lavoratori potranno decidere di non aderire o di farlo con modalità differenti.
Il confine della responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio causato dalla condotta negligente o volontaria del lavoratore è un tema di costante interesse giurisprudenziale. Interessanti in tal senso sono perciò le conclusioni cui giunge la Cassazione penale (sezione IV) nella pronuncia 39821/2025 che ha analizzato il caso di un dipendente feritosi gravemente a una mano dopo aver volontariamente manomesso i dispositivi di sicurezza di un trapano. Il nodo centrale è se il comportamento volontario del prestatore d’opera possa esentare il datore di lavoro da responsabilità. La Suprema corte ha stabilito che la condotta imprudente del lavoratore non esonera il datore di lavoro qualora il macchinario presenti protezioni facilmente aggirabili. Secondo l’orientamento consolidato della Corte, la negligenza del lavoratore non interrompe il nesso di causalità se il datore non ha adottato misure atte a neutralizzare anche i comportamenti imprudenti prevedibili.