Nel 2026 Fitch si aspetta una forte accelerazione dell’M&A nel settore assicurativo europeo, perché la crescita organica è penalizzata da prezzi più morbidi, tassi stabili e margini sotto pressione, soprattutto nel non vita. Le operazioni di acquisizione aiutano a sostenere ricavi e utili, aumentando scala, diversificazione, efficienza dei costi e accesso a nuove tecnologie, ma Fitch ricorda anche i rischi di execution e integrazione, oltre al maggior indebitamento quando le operazioni sono finanziate a debito.
Un elemento chiave è l’elevata capitalizzazione: molti assicuratori europei hanno già ratio di solvency II sopra i target e le riforme dal 1° gennaio 2027 potrebbero alzarli in media di 5–7 punti (fino a +20 per alcuni), creando ulteriore capacità per finanziare acquisizioni senza immediate pressioni sui rating. In questo quadro, Fitch cita operazioni recenti in area specialty/reinsurance (come i deal su Beazley, Convex e Inigo) come esempi di M&A che offrono capacità di underwriting differenziata, diversificazione e accesso a Lloyd’s.
Sul ramo vita, Fitch prevede che acquirenti nel segmento UK life – inclusi investitori di private capital alla ricerca di passività di lunga durata – continueranno a puntare sul mercato del pension risk transfer (PRT), sia nel Regno Unito sia nei Paesi Bassi, dove la transizione da DB a DC entro il 2028 dovrebbe accelerare i deal PRT e vedere protagonisti NN Group, Athora, Achmea e ASR Nederland. In Germania il segmento vita resta favorevole al consolidamento dei portafogli “back book”, con player come Viridium, Frankfurter Leben e Athora in posizione privilegiata.
Nei mercati a forte presenza bancassicurativa (Francia, Belgio), Fitch si aspetta che le banche continuino a voler detenere o ampliare le proprie compagnie assicurative, favorite dal trattamento regolamentare del “Danish Compromise”, anche se l’EBA ha chiarito nel 2026 che questo beneficio non si estende alle asset management possedute via compagnie di assicurazione.
Parallelamente, grandi gruppi compositi e riassicuratori come Munich Re, Allianz e Generali valutano acquisizioni complementari (“bolt-on acquisitions”) per rafforzare capacità o distribuzione nei mercati esistenti o in nuovi mercati, confermando un quadro in cui l’M&A diventa uno strumento centrale di strategia industriale più che una mera operazione opportunistica.
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