Secondo quanto riporta l’ISTAT a dicembre 2025 l’interscambio italiano con l’estero mostra un leggero aumento congiunturale: export +0,3% e import +0,1%; l’aumento delle vendite è trainato dai paesi extra Ue, mentre verso l’Ue c’è una flessione. Nel quarto trimestre 2025, però, i flussi rallentano rispetto al trimestre precedente (export -1,4%, import -0,2%). Su base annua, a dicembre l’export cresce del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, con andamenti positivi sia verso l’Ue sia verso l’extra Ue; l’import aumenta del 3,4% in valore (spinto dagli acquisti dall’Ue e frenato dal calo dall’extra Ue) e del 7,7% in volume.

I settori che danno il contributo maggiore alla crescita dell’export sono metalli di base e prodotti in metallo e mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, mentre coke e prodotti petroliferi raffinati pesano in negativo.

Tra i mercati di destinazione spiccano Svizzera, paesi ASEAN, Polonia, Francia e Spagna, mentre calano le vendite verso Turchia, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio. Nell’intero 2025 l’export in valore cresce del 3,3% rispetto al 2024, grazie soprattutto a farmaceutica, metalli, mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli) e alimentari-bevande-tabacco.

Sul fronte della bilancia commerciale, a dicembre 2025 il saldo è positivo per 6,0 miliardi (da 5,1 miliardi un anno prima); il deficit energetico si riduce e l’avanzo sui prodotti non energetici resta molto ampio, pur leggermente inferiore al 2024. Nell’intero 2025 il surplus commerciale sale a 50,7 miliardi, con un deficit energetico in forte riduzione e un elevato avanzo sui beni non energetici, un po’ più basso rispetto all’anno precedente. I prezzi all’import a dicembre calano dello 0,1% sul mese e del 3,1% sull’anno; in media 2025 scendono dell’1,7%, soprattutto per l’effetto dei minori prezzi dei prodotti energetici, mentre al netto dell’energia la flessione è molto più contenuta.

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