L’India ha liberalizzato il settore assicurativo consentendo fino al 100% di partecipazione estera tramite la “automatic route”, cioè senza più bisogno dell’approvazione preventiva del governo per acquisire il controllo di una compagnia locale. Viene così eliminato il precedente tetto agli investimenti esteri, con l’obiettivo di attirare più capitali, aumentare la concorrenza e favorire anche operazioni di consolidamento tra operatori.
La riforma, sostenuta da organismi come la Global Federation of Insurance Associations, è accompagnata da presìdi regolamentari: restano infatti applicabili l’Insurance Act 1938, le norme sui cambi e la vigilanza dell’IRDAI, oltre all’obbligo che almeno una tra Presidente, AD o CEO sia un cittadino indiano residente, per garantire un minimo di governance locale.
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