di Francesco Sottile
È stato di recente pubblicato un nuovo quaderno COVIP avente l’obiettivo di esaminare i fattori che influenzano le scelte individuali in termini di opzioni di investimento offerte dai fondi pensione in Italia.
Tale analisi utilizza i dati di un’indagine commissionata dal Comitato EDUFIN, organo avente lo scopo di pianificare e promuovere iniziative di educazione finanziaria al fine di migliorare la conoscenza di base della popolazione italiana in materia di finanza, assicurazioni e pensioni.
Il report sottolinea come dal 2020 al 2023 sono state raccolte le risposte da un campione rappresentativo di individui di età pari o superiore a 18 anni che gestiscono le finanze della propria famiglia o ne sono il membro più esperto in materia finanziaria. Ogni anno l’indagine ha compreso circa 5.000 intervistati, con una componente longitudinale per monitorare i partecipanti nel tempo. Il presente report si basa sui dati della 4° fase, la prima a fornire approfondimenti approfonditi sui titolari di piani pensionistici privati, tra cui l’opzione di investimento scelta, il capitale accumulato e i contributi annuali totali. In questa fase sono stati intervistati 5.002 individui, di cui 4.247 avevano partecipato alle fasi precedenti, mentre i restanti intervistati sono stati intervistati per la prima volta nel 2023.
Il report evidenzia le variabili che giocano un ruolo principale:
- Comparti di investimento
- Educazione finanziaria;
- Avversione al rischio;
- Orientamento finanziario;
- Emozioni
Il report in primo luogo evidenzia come, sebbene sia generalmente consigliabile ridurre l’esposizione azionaria con l’età per gestire il rischio, escludere completamente le azioni durante la vita lavorativa può comportare risparmi pensionistici inadeguati. Tuttavia, la scelta di un’opzione di investimento appropriata è un processo complicato, influenzato da numerosi fattori, e molti individui hanno difficoltà con la complessità delle decisioni di investimento pensionistico e spesso sottovalutano le conseguenze a lungo termine delle loro scelte.
PRINCIPALI EVIDENZE
Gli individui che comprendono la relazione tra rischio e rendimento riconoscono che, nonostante le fluttuazioni del mercato a breve termine, le azioni tendono a generare rendimenti a lungo termine più elevati. Inoltre, gli individui con competenze finanziarie e previdenziali sono più in grado di stimare il proprio reddito pensionistico e comprendere il funzionamento dei mercati finanziari. Questo consente loro di prendere decisioni di investimento più consapevoli e riduce la probabilità di fare scelte eccessivamente conservative che potrebbero limitare i loro rendimenti a lungo termine.
La ricerca di una consulenza finanziaria professionale è negativamente correlata alla scelta di un comparto garantito e positivamente associata alla selezione di comparti bilanciati e azionari.
Per quanto riguarda il ruolo delle emozioni, la soddisfazione economica ha un effetto negativo significativo sulla probabilità di scegliere investimenti più rischiosi. Gli individui che provano emozioni positive tendono a diventare più cauti e avversi al rischio, cercando di preservare il loro attuale senso di benessere. Gli individui con maggiore soddisfazione economica sembrano meno propensi a optare per comparti azionari o bilanciati e più propensi a selezionare quelli garantiti, riflettendo un desiderio di mantenere il proprio stato emotivo positivo. Allo stesso modo, l’ansia finanziaria riduce anche la probabilità di selezionare un comparto più rischioso.
Il report evidenzia inoltre una differenza di genere statisticamente significativa: le donne sono meno propense a selezionare comparti azionari o bilanciati e più propense a optare per comparti garantiti, a parità di condizioni.
Anche il tipo di impiego gioca un ruolo, con i lavoratori autonomi che preferiscono i comparti garantiti conservativi rispetto ai comparti azionari, mentre i dipendenti del settore pubblico mostrano una preferenza ancora maggiore per i fondi garantiti.
L’età non sembra essere statisticamente significativa.
Per quanto riguarda la composizione familiare, non si denota alcuna relazione significativa tra stato civile e scelta dell’opzione di investimento. Tuttavia, avere figli in famiglia è significativamente associato alla preferenza per i comparti più conservativi.
In termini di fattori economici, livelli di reddito più elevati sono collegati a una leggera preferenza per i comparti più rischiosi, sebbene l’effetto non sia statisticamente significativo.
L’analisi mostra inoltre che gli individui che versano sia i propri contributi che il proprio TFR ai fondi pensione complementari, beneficiando anche dei contributi del datore di lavoro, tendono a scegliere comparti più rischiosi. Inoltre, si osserva una correlazione positiva tra i contributi ai fondi pensione e il capitale accumulato con la scelta di comparti più rischiosi, suggerendo che gli individui con maggiori risorse finanziarie – e quindi contributi più elevati – sono più propensi a opzioni di investimento più redditizie.
ULTERIORI CONSIDERAZIONI
Infine, il report evidenzia come ampliare l’accesso a una consulenza finanziaria professionale, inclusi i servizi sul posto di lavoro, e promuovere iniziative per migliorare la cultura finanziaria e pensionistica, potrebbe aiutare le persone a prendere decisioni di investimento più consapevoli. Tali sforzi potrebbero migliorare la pianificazione pensionistica e ridurre il rischio di difficoltà finanziarie in età avanzata.
Anche la progettazione del comparto di default gioca un ruolo cruciale, fungendo spesso da guida di investimento implicita. Attualmente il comparto garantito, nonostante i rendimenti attesi inferiori, si presenta come l’opzione di default. Ciò può portare a decisioni di investimento non ottimali: una rivalutazione della struttura del fondo di default potrebbe quindi portare a risultati migliori. Ad esempio, le strategie di investimento basate sul ciclo di vita possono incoraggiare una maggiore assunzione di rischi all’inizio della carriera e spostarsi gradualmente verso allocazioni più conservative con l’avvicinarsi della pensione, bilanciando così la crescita a lungo termine con la gestione del rischio.
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