Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Per Mps-Mediobanca passa il piano di integrazione fortemente voluto dal ceo Luigi Lovaglio e presentato alla Bce e al mercato ai nastri di partenza dell’opas. E il 13,2% delle Generali resterà sotto la nuova Mediobanca spa, l’istituto che nascerà dallo scorporo delle attività di corporate & investment banking e di private banking dalla vecchia merchant a guida Alessandro Melzi d’Eril. Questa è la decisione presa ieri dal board di Rocca Salimbeni, allineato con il vertice di Piazzetta Cuccia. Si tratta di un piano che, preservando lo storico nome dell’istituto, mette d’accordo le diverse visioni in campo, ossia quella del top manager e quelle dei grandi soci. Il consiglio ha dato luce verde alla «piena integrazione con Mediobanca attraverso la fusione per incorporazione ed il conseguente delisting», spiega una nota diffusa in serata. La merchant fondata da Enrico Cuccia lascerà quindi Piazza Affari dopo 70 anni, ritirando l’ultimo 13,7% rimasto quotato dopo la conclusione dell’offerta e valutato oggi circa 2,2 miliardi.

Scatterà dal 2027 l’obbligo per chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche (con conseguente assoggettamento alla giurisdizione della Corte dei conti) di stipulare, prima di assumere l’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati all’amministrazione per colpa grave. Ci sarà così un anno in più di tempo per rendere operativa quella che rappresenta una delle conseguenze pratiche più rilevanti per gli operatori della p.a. previste dalla recente legge di riforma della Corte dei conti (legge n. 1/2026).
Non solo è licenziata perché abbocca al phishing in azienda, ma deve anche rimborsare al datore la somma che senza volerlo ha bonificato direttamente agli hacker, dopo una finta mail proveniente in apparenza dal presidente del consiglio d’amministrazione che lo chiedeva. È grave la condotta addebitata alla dipendente: la frode si poteva evitare con un minimo di diligenza, esigibile da chi svolge funzioni delicate mentre la negligenza accertata legittima la richiesta di restituzione delle somme bonificate da parte dell’azienda. Così la Cassazione civile, sez. lavoro, nell’ordinanza n. 3263 del 13/02/2026.

corsera

l teatro Sannazaro, il «salotto» ottocentesco di Napoli, non c’è più. I vigili del fuoco, pur accorsi prontamente, non sono riusciti a limitare i terribili danni alla struttura che ha visto subito la cupola precipitare sulla platea, da cui sembra essere partito il corto circuito letale. Quello che ha provocato il primo incendio dal basso, che si è poi propagato verso l’alto facendo crollare il tetto e i solai di alcuni appartamenti attigui. Ai disagi del fuoco che ha coinvolto anche appartamenti attigui al teatro si sono sommati quelli dovuti all’aria irrespirabile e all’acqua che ha impantanato la strada per soccorritori e sfollati. Sono 60, secondo l’ultimo bilancio dei vigili del fuoco, che hanno snocciolando anche altre cifre: 24 gli appartamenti evacuati (12 quelli più danneggiati), otto tra intossicati e feriti lievi nel corso dello spegnimento delle fiamme in sala. Una prima ipotesi di danni stima che la cifra sia di circa 60-70 milioni di euro. Che riguardano anche i negozi nelle adiacenze. Intanto la Procura ha aperto un’inchiesta per il reato di incendio colposo a carico di ignoti.

Nel provvedimento, che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare e che è ancora al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, c’è l’attesa sospensione dei termini per i versamenti tributari e contributivi, che dovrebbe però fermarsi al 30 aprile prossimo (e non al 30 maggio come ipotizzato la scorsa settimana) e includere l’alt ai premi per l’assicuratore obbligatoria. Il recupero, in una sola soluzione, sarebbe previsto entro il 10 ottobre «senza applicazione di sanzioni e interessi».  Insieme con i sostegni già annunciati dal ministro per le Imprese, Adolfo Urso, dovrebbe arrivare una novità per «assicurare la qualificazione professionale nelle attività di accertamento e di stima economica dei danni catastrofali» derivanti ai beni immobili assicurati da alluvione, inondazione ed esondazione, sisma, frana, attività vulcanica ivi inclusi le eruzioni, maremoto, mareggiata, tornado o tromba d’aria». Viene istituito presso Consap il ruolo degli «esperti assicurativi catastrofali» come previsto dalla legge quadro sulla ricostruzione. Le norme dettagliano i requisiti, compreso il superamento di una prova di idoneità, e le incompatibilità. C’è spazio, infine, anche per un allargamento delle maglie per i contributi privati rispetto al decreto alluvioni del 2023 (Dl 61) e per un articolo sull’anno giubilare di San Francesco, che affida sempre a Ciciliano l’organizzazione e la gestione delle attività.
È «iniziato come un film di suspense, ma non si è trasformato in un film catastrofico». Con questa frase a effetto Xavier Durand, Ceo di Coface, player mondiale nella gestione del rischio credito commerciale, attivo da 80 anni, ha aperto il rapporto globale annuale presentato ieri insieme alla prima Risk Review del 2026. Si è quindi rivelato più stabile del previsto il caotico 2025, che pure «è stato tutto tranne che una passeggiata», secondo Jean-Christophe Caffet, capo economista del gruppo. La previsione di una crescita del 2,8% è stata sostanzialmente centrata e il 2026 potrebbe chiudersi con un lieve rallentamento al 2,6%, tutto legato all’andamento della Cina che potrebbe frenare al 4,4% dopo il boom di esportazioni realizzate in vista dei dazi Usa e a causa di una domanda domestica ancora troppo debole: gli investimenti calano e il mercato del lavoro appare debole. Le previsioni sono difficili, spiegano gli economisti, per i persistenti rischi geopolitici e per le alte quotazioni di diversi assets in un contesto di tassi ancora alti. I rischi, per quanto lievemente orientati verso il basso, restano in ogni caso bilanciati. Gli Stati Uniti potrebbero crescere del 2,2%, dopo il 2,3% del 2025 e il 2,7% del 2024, mentre Eurolandia resterà stabile intorno al +1%. Si assisterà probabilmente al rimbalzo dell’economia tedesca (+1%, dopo lo 0,2% del 2025 e il -0,5% del 2024) e della tenuta della Francia allo 0,9 per cento.
Prevenire le situazioni di rischio nelle catene di appalti. Utilizzando la raccolta di documenti e il supporto dell’intelligenza artificiale come leve per evitare di arrivare a dover gestire situazioni patologiche. Con il rafforzamento delle forme di responsabilità solidale (retributiva, contributiva e fiscale), i committenti e gli appaltatori sono chiamati sempre di più a lavorare sul monitoraggio di tutti i soggetti coinvolti nelle commesse. Arrivando a capire immediatamente quando c’è una situazione di rischio, che faccia sospettare la presenza di irregolarità nei pagamenti o il mancato rispetto dei contratti nazionali leader di settore. A raccontare come viene strutturata questa prevenzione è il giuslavorista Enrico Maria D’Onofrio: «Per lungo tempo i committenti hanno pensato di fronteggiare i rischi legati all’appalto acquisendo il solo Durc, che veniva visto come un documento in grado di dare garanzie, perché dà una prima linea di tutela e quantomeno c’è un soggetto terzo (l’Inps) che attesta il fatto che nei versamenti contributivi la situazione è regolare. Ci sono però problemi che non sono rinvenibili attraverso il Durc». Ci sono, ad esempio, situazioni legate al rapporto di lavoro o alla sua organizzazione.
Reale Group ha rilevato l’80% di Lifenet Healthcare, importante gruppo attivo nel settore della sanità composto da ospedali privati accreditati, centri chirurgici, poliambulatori diagnostici e cliniche oculistiche e dentali. L’operazione sarà realizzata attraverso l’acquisto delle quote detenute da Exor e da Invin srl, e avverrà in accordo con il fondatore e amministratore delegato Nicola Bedin che manterrà attraverso una quota del 20% del capitale e resterà alla guida del gruppo.
Inps ha aggiornato i requisiti pensionistici futuri utilizzati dalle aziende per i piani di accompagnamento alla pensione dei dipendenti tramite isopensione e assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali. L’adeguamento tiene conto dell’incremento della speranza di vita che determina un aumento di 3 mesi dei requisiti nel biennio 2027-28 e delle disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2026 in base al quale tale aumento sarà suddiviso in +1 mese nel 2027 e altri +2 mesi nel 2028. L’aggiornamento tiene inoltre conto delle più recenti proiezioni di medio-lungo periodo contenute nell’aggiornamento del Rapporto numero 26 sulle tendenze del sistema pensionistico elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato e pubblicato lo scorso 20 gennaio. In base a tali tabelle, nel 2029-30 ci sarà un ulteriore incremento di tre mesi, altri due nel 2031-32 e uno nel 2033-34. Tuttavia, precisa l’istituto di previdenza nel messaggio 558/2026, i valori da applicare nel 2029 (e successivamente) diventeranno definitivi solo a seguito della pubblicazione del relativo decreto interministeriale che li ufficializzerà.

Ergo vuole ridurre in Germania circa 200 posti di lavoro all’anno fino al 2030 incluso. Su questo punto, Ergo ha raggiunto un accordo con i rappresentanti dei lavoratori nell’ambito di un piano di conciliazione degli interessi. Fino a quella data non sono previsti licenziamenti per motivi aziendali. Attualmente, Ergo impiega in Germania circa 17.000 persone. “Anche se Ergo registra profitti più elevati rispetto a qualche anno fa, non possiamo fermarci qui né chiudere gli occhi di fronte agli sviluppi tecnologici”, ha dichiarato la direttrice del personale di Ergo, Lena Lindemann, in un’intervista con Handelsblatt. La compagnia si trova ad affrontare “sfide complesse legate a un mercato volatile, ai cambiamenti demografici e alle trasformazioni tecnologiche dovute all’intelligenza artificiale”. Con l’aumento dell’uso dell’IA, “alcune funzioni in futuro saranno meno necessarie”.