Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Per parcheggiare la liquidità in modo prudente, aspettando che passi la tempesta sui mercati, la soluzione dei conti di deposito rappresenta un buon compromesso tra rendimenti, assenza di commissioni e flessibilità di investimento. Anche perché l’incognita principale oggi è sulla durata della guerra Usa-Iran: «I mercati hanno prezzato il rischio di un conflitto prolungato», sottolineano gli esperti di Anima. E il conto di deposito può anche essere una soluzione alternativa per chi non ha sottoscritto il Btp Valore, il cui collocamento si è chiuso venerdì 6 marzo. Anche se va detto che i titoli di Stato, a differenza dei conti, sono tassati meno, al 12,5%, mentre i depositi scontano un’aliquota del 26%. Entrambi sono invece colpiti allo stesso modo per quanto riguarda l’imposta di bollo: è dello 0,2% annuo sul capitale investito. Questa, che può essere considerata una sorta di mini-patrimoniale, è prevista per tutti gli strumenti finanziari, fanno eccezione i fondi pensione e le polizze Vita di ramo I.
L’eco del ribaltone che mercoledì 4 marzo ha portato all’esclusione di Luigi Lovaglio dalla lista del consiglio di Mps è arrivata fino a Francoforte. Con due lettere inviate a tutti i consiglieri, la prima recapitata mercoledì 4 e la seconda nella sera di venerdì 6 marzo, la Vigilanza della Bce ha sollevato rilievi sulla selezione della rosa presentata dal board uscente. Gli interventi entrano nel merito sia dei criteri di eleggibilità sia dei regolamenti applicati e chiedono la conferma degli impegni industriali presi. Nel mirino della Bce c’è in primo luogo il processo di selezione fatto dal board e dal comitato nomine e condotto, secondo la prima lettera, in «tempi stretti» e «in parallelo ad altre importanti attività come l’approvazione del piano industriale», portando a valutare la «maggior parte dei candidati» con «punteggi alti», anche in presenza di «un livello e una qualità di esperienza molto diversi». Questo quadro, continua la missiva, «solleva preoccupazioni» sul fatto che il processo di selezione «sia stato adeguatamente rispettato» e sul rischio che «possa portare a un deterioramento nella composizione del cda». In secondo luogo la Vigilanza chiede a Mps «un’approfondita valutazione dell’independence of mind» (autonomia di giudizio) di tutti i suoi componenti, l’inserimento nei comitati di amministratori «formalmente indipendenti» e un ceo che disponga di una «chiara» autonomia di giudizio e di una «rilevante esperienza bancaria, riflesso delle sfide del ruolo e della complessità dell’istituzione».
Dopo il ribaltone in consiglio dello scorso 4 marzo molti scommettono che sarà Fabrizio Palermo a prendere il posto di Luigi Lovaglio al vertice del Monte dei Paschi. Il nome del 55enne top manager perugino è il primo candidato ceo inserito nella lista del consiglio per il rinnovo previsto per il 15 aprile. Subito dopo – ed è una prima volta per una società quotata, per di più una banca -compaiono altri due candidati alla stessa poltrona: l’ex ceo di Intesa Sanpaolo e fondatore di Illimity Corrado Passera e l’ex topbanker di Unicredit Carlo Vivaldi. È l’effetto dell’applicazione della nuova Legge Capitali che prevede una seconda elezione nominativa dei candidati indicati nella lista presentata dal board uscente, qualora risulti la più votata. Una lista che contiene più nomi rispetto ai posti a disposizione, proprio per consentire ai soci di scegliere. Da qui la necessità di avere più alternative anche per i ruoli di capo azienda
La componente umana verrà sempre prima della macchina e ci sono gli strumenti per garantirlo. Le pensioni? Sono in sicurezza La previdenza integrativa? Per i giovani è decisiva. Parla Fava (Inps)
L’Italia si caratterizza, dal punto di vista previdenziale, per un accentuato divario di genere: secondo le recenti rilevazioni del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps per esempio nel lavoro dipendente privato, le pensioni di anzianità/anticipate e di invalidità per le donne sono rispettivamente del 25,1% e del 31,5% inferiori rispetto a quelle degli uomini, mentre nel caso delle pensioni di vecchiaia il divario raggiunge il 44,2%. Tra le principali cause vi sono bassi tassi di partecipazione al mercato del lavoro, un ampio e diffuso divario di genere salariale, la discontinuità lavorativa anche indotta dalla maternità e dalla carenza di servizi per la prima infanzia, part-time e interruzioni lavorative per assistere famigliari, tanto che si stima che i caregiver informali siano circa 7-8 milioni, con una netta prevalenza femminile, oltre il 70%. Per le donne, pertanto, l’adesione a un fondo pensione diviene allora sempre più importante, anche per via della maggiore speranza di vita che le espone a un rilevante rischio longevità. La consapevolezza del gender gap è il primo passo verso l’emancipazione economica, sottolinea la Covip. I passi successivi sono quelli di imparare a gestire le risorse sin da giovani, interessandosi ai temi finanziari e monitorando la propria posizione previdenziale.
A febbraio Banca Mediolanum registra una raccolta netta di 1,29 miliardi. In dettaglio, i risultati commerciali del mese sono pari a 1,62 miliardi, di cui raccolta netta totale 1,29 miliardi (2,01 miliardi da inizio anno) e raccolta netta in risparmio gestito a 667 milioni (950 milioni). I nuovi finanziamenti erogati sono pari a 313 milioni (586 milioni da inizio anno) e i premi relativi alle polizze protezione a 21 milioni (40 milioni). Massimi storici per Fineco, che mette a segno una raccolta netta di 1,677 miliardi di euro (+37% rispetto al 2024), superando il precedente tetto di dicembre 2025. Alla crescita si aggiunge la quota storica di 22.385 nuovi clienti, che porta il totale dei primi due mesi dell’anno a oltre 44.000 unità e il numero dei clienti complessivi a 1.835.370.
Allianz Italia ha celebrato venerdì 6 all’Auditorium della Torre Allianz a Milano il decennale del Progetto Dualità Scuola-Lavoro, un innovativo modello di integrazione tra la formazione e l’occupazione giovanile, che si ispira all’esperienza duale tedesca di lunga tradizione. In dieci anni il progetto, che si inserisce nelle iniziative di Corporate Social Responsibility di Allianz, ha coinvolto circa 300 giovani studenti e studentesse di licei e istituti tecnici di Milano, dell’hinterland milanese e di Saronno, offrendo loro contratti di apprendistato part-time al 30% retribuiti e la certificazione DUAL.Project riconosciuta in tutta Europa per la formazione duale. All’evento hanno partecipato Carmela Palumbo, capo del dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Jörg Buck, consigliere delegato di AHK Italien – Camera di Commercio Italo-Germanica, Maurizio Devescovi, dg di Allianz, e Letizia Barbi, a capo delle Risorse Umane
- Poste Progetto Direzione Valore
Poste Progetto Direzione Valore è un contratto di assicurazione sulla vita multiramo in forma mista, le cui prestazioni dipendono dall’andamento di una gestione separata (componente rivalutabile) e dal valore delle quote di un fondo interno assicurativo (componente unit-linked). La polizza ha una durata fissa di 15 anni e il premio unico (minimo 100 mila euro), e gli eventuali versamenti aggiuntivi (1000 euro), al netto dei costi sul premio, verranno investiti nei primi 5 anni nella gestione separata Poste Vita Valore Solidità. Dalla 5° ricorrenza annuale di polizza, in un periodo massimo di 9 mesi, attraverso la riallocazione graduale, Poste Vita effettuerà poi switch automatici mensili, fino al raggiungimento della combinazione predefinita dell’investimento: 50% gestione separata e 50% fondo interno assicurativo Poste Vita Obiettivo Crescita.

Salva la «vecchia» pensione di vecchiaia degli ex statali. Il taglio introdotto nel 2024, infatti, si applica solo ai prepensionamenti (tutte le pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci) e non anche alle pensioni di vecchiaia, inclusa quella in cumulo. Lo precisa l’Inps nel messaggio n. 787/2026, con il placet del ministero del lavoro, in merito al taglio dell’importo delle pensioni «retributive» dei lavoratori c.d. ex statali, cioè iscritti a una delle seguenti casse: Cpdel (enti locali), Cps (sanitari), Cpi (insegnanti), Cpug (ufficiali giudiziari). Il nuovo criterio, precisa ancora l’Inps, si applica solo in base al «tipo» di pensione (anticipata o di vecchiaia) e a prescindere, quindi, dalla maniera in cui il lavoratore abbia cessato il rapporto di lavoro con la p.a.: dimissioni o licenziamento. L’Inps procederà in autotutela sui ricorsi ancora in corso.
Per orientarsi nel complesso reticolo normativo in materia previdenziale, è essenziale distinguere le diverse misure di anticipo pensionistico, poiché i regimi di compatibilità con il reddito da lavoro – e in particolare con il lavoro sportivo – divergono in modo significativo (si veda tabella). La criticità maggiore per i titolari di pensioni «Quota» risiede nella qualificazione giuridica del rapporto di lavoro sportivo. Se, infatti, la riforma dello sport privilegia la forma della co.co.co quale modello tipico del lavoro sportivo dilettantistico, l’Inps non riconosce tale schema contrattuale come riconducibile al lavoro autonomo occasionale. Ne discende che la sottoscrizione di una co.co.co. sportiva, anche per compensi del tutto modesti, può teoricamente determinare la decadenza dal diritto alla pensione «Quota». Il tentativo di armonizzazione introdotto dal dlgs 36/2021 ha prodotto, sul piano previdenziale, un effetto paradossale. Da un lato, il legislatore sportivo ha inteso sottrarre il lavoro dilettantistico a un’area di opacità normativa; dall’altro, ha finito per innescare un cortocircuito con la disciplina del cumulo prevista per le pensioni «Quota». L’architettura del dl 4/2019 si fonda infatti su un principio di estremo rigore: la sostanziale incompatibilità tra pensioni anticipate e qualsiasi reddito da lavoro. L’unica eccezione resta il lavoro autonomo occasionale entro i 5.000 euro annui. La prassi Inps si rivela tuttavia poco compatibile con le peculiarità dello sport dilettantistico, caratterizzato da prestazioni frammentarie e di modesta entità economica. L’equivoco più insidioso risiede nella sovrapposizione tra la franchigia contributiva prevista per i collaboratori sportivi e la soglia di reddito ammessa per i pensionati «Quota». L’assenza di obblighi contributivi sotto i 5.000 euro non implica affatto neutralità ai fini del cumulo. Al contrario, l’inquadramento come co.co.co. colloca il rapporto al di fuori dell’area dell’occasionalità pura, offrendo all’Inps il presupposto giuridico per la sospensione dell’assegno e il recupero delle somme percepite.

