Nel 2025 le denunce di malattie professionali protocollate dall’Inail tra gennaio e dicembre sono state 98.463, in aumento dell’11,3% rispetto alle 88.499 registrate nel 2024. Si tratta di un incremento significativo, che conferma la centralità del rischio tecnopatico nel quadro complessivo della salute e sicurezza sul lavoro, secondo i dati anticipati dall’Istituto nel nuovo Dati Inail.

Dal punto di vista delle gestioni assicurative, è l’Industria e servizi a concentrare la quota più elevata di casi. In questo comparto, nel 2025 sono state registrate 82.371 denunce, pari all’83,6% del totale, con una crescita dell’11,7% rispetto alle 73.723 malattie professionali del 2024. Molto più contenuto, ma comunque in aumento, il numero dei casi in Agricoltura: 15.346 denunce, che rappresentano il 15,6% del totale, in crescita del 9,4% rispetto alle 14.026 dell’anno precedente. In controtendenza, seppure in misura lieve, il Conto Stato, che con 746 denunce e un’incidenza dello 0,8% sul complesso fa segnare una diminuzione dello 0,5% rispetto alle 750 del 2024.

La distribuzione per genere mostra una prevalenza maschile sostanzialmente stabile nel tempo. Nel 2025 il 74,4% delle patologie denunciate riguarda lavoratori uomini, contro il 73,9% del 2024. Nella gestione Industria la quota maschile passa dal 75,4% al 75,8%, mentre in Agricoltura sale dal 67,7% al 68,7%. Diverso lo scenario nel Conto Stato, dove la maggioranza dei casi è a carico delle donne: nel 2025 le lavoratrici rappresentano il 68,0% del totale di gestione e le loro denunce aumentano del 5,8% rispetto all’anno precedente. I lavoratori uomini del Conto Stato, che costituiscono il restante 32,0%, sono invece l’unico contingente in diminuzione, con un calo dell’11,8% sul 2024.

L’analisi territoriale evidenzia una forte concentrazione dei casi nelle regioni del Centro Italia. Qui, nel 2025, sono state rilevate 34.660 denunce, pari al 35,2% del totale nazionale, con un incremento dell’8,9% rispetto alle 31.837 del 2024. Segue il Sud, con 28.851 casi (29,3% del complesso) e un aumento particolarmente marcato del 21,1% rispetto alle 23.827 denunce dell’anno precedente. Nel Nord-Est si contano 17.018 casi (17,3%, +7,6% sui 15.818 del 2024), mentre il Nord-Ovest registra 9.276 denunce (9,4% del totale) con una crescita del 14,3% rispetto alle 8.118 dell’anno precedente. Le Isole sono l’unica macroarea in lieve calo: 8.658 denunce, pari all’8,8% del totale, in diminuzione del 2,7% rispetto alle 8.899 del 2024.

Tra le singole regioni, la più colpita è la Toscana, che nel 2025 conta 16.452 casi di malattia professionale, pari al 16,7% del totale nazionale e in aumento del 20,0% rispetto all’anno precedente. Sommando i casi rilevati in Puglia (11.198), Abruzzo (8.700), Marche (7.987) e Sardegna (6.929), si ottiene un quadro in cui poco più della metà di tutte le tecnopatie protocollate nel 2025 si concentra in sole cinque regioni, segnalando importanti differenze territoriali nella distribuzione del rischio.

Guardando alla classificazione Icd-10, si conferma anche nel 2025 la prevalenza delle patologie a carico dell’apparato osteomuscolare e del tessuto connettivo, da anni il gruppo più frequentemente denunciato. I casi rilevati sono 64.015 (al netto delle denunce non definite), pari al 75,4% del totale, con un incremento del 10,9% rispetto ai 57.744 del 2024. Al secondo posto si collocano le malattie del sistema nervoso, che con 10.311 denunce rappresentano il 12,1% dei casi determinati e crescono dell’11,1% rispetto alle 9.283 dell’anno precedente. Seguono le patologie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide, arrivate a 5.273 casi, in aumento del 5,7% rispetto ai 4.989 del 2024 e con un peso complessivo pari al 6,2%.

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