Il mercato italiano della smart home ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di euro nel 2025, mettendo a segno una crescita dell’11% rispetto al 2024 e allineandosi ai principali mercati europei per ritmo di sviluppo, pur restando indietro in termini di spesa pro capite. A trainare il settore sono soprattutto le soluzioni per la sicurezza – videocamere, sensori, serrature e videocitofoni connessi – che da sole valgono circa 305 milioni di euro, pari al 30% del mercato, affiancate da elettrodomestici smart e dispositivi per l’efficienza energetica.
Secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il 2025 rappresenta una svolta: l’Intelligenza artificiale entra al centro dell’offerta smart home, abilitando funzioni avanzate come automazione domestica, manutenzione predittiva, ottimizzazione dei consumi e servizi a valore aggiunto erogati in abbonamento.
Oltre sei italiani su dieci (63%) possiedono almeno un dispositivo smart, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. E ancora più rilevante è l’evoluzione nell’utilizzo: oltre metà degli utenti (51%) ha effettivamente connesso i dispositivi acquistati, segnale di una percezione sempre più concreta del valore generato dalle soluzioni smart.
La domanda dei consumatori diventa più matura, con maggiore consapevolezza del valore delle soluzioni connesse e una crescente preferenza per ecosistemi integrati in cui dispositivi, servizi e piattaforme dialogano in modo semplice e coerente.
Per i consumatori, le innovazioni che sarebbero una svolta nella vita quotidiana sono soprattutto le soluzioni per massimizzare l’efficienza energetica (71%), seguite a breve distanza dai sistemi di monitoraggio per la salute (66%): per entrambe vedono con chiarezza il valore generato. Al terzo posto si posiziona la possibilità di avere un’unica App che permetta di governare l’intera abitazione (62%): un segnale importante che conferma la necessità di rendere interoperabili gli oggetti in casa.
Sul fronte tecnologico, prosegue l’evoluzione dello standard Matter, considerato chiave per l’interoperabilità tra dispositivi di marche diverse, mentre all’orizzonte si affaccia il Data Act europeo, destinato a incidere sulle regole di accesso e utilizzo dei dati generati dagli oggetti smart in casa.

