Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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L’indice Ftse Mib ha chiuso ieri in calo dello 0,6%, non molto tutto sommato, ma mentre hanno tirato la volata titoli quali Ferrari (+4%), Italgas (+3,5%) ed Hera (+3%), l’ondata di vendite sul settore del risparmio gestito si è abbattuta forte e inattesa. Banca Mediolanum ha lasciato sul terreno il 9,6%, Finecobank il 9%, Banca Generali il 7,6%, Azimut il 4,5%. Tutto per la paura dei mercati degli effetti che potrebbero avere sui conti i nuovi strumenti di AI che stanno mietendo vittime in tutto il mondo. Sempre ieri il gruppo francese del software Dassault è letteralmente crollato (-20%) dopo aver pubblicato una guidance sotto le stime degli analisti. I mercati a quel punto hanno iniziato a subodorare la concorrenza spietata da parte dei nuovi strumenti di AI, in primis il nuovo tool presentato da Anthropic, un aggiornamento importante del chatbot Claude che, per quanto viene riportato, riesce a eseguire attività prima riservate ai più esperti professionisti della programmazione. Grazie agli aggiornamenti specifici per settore, Anthropic ha implementato nel suo prodotto la capacità di effettuare autonomamente operazioni legate al mondo legale, al management aziendale, all’analisi finanziaria e immobiliare. Ecco perché da quando è stato presentato, a inizio febbraio, prima i titoli del software, poi i finanziari, sono stati messi sono pressione in tutto il mondo. Poco dopo Claude è arrivata Altruist (articolo qui sotto), startup Usa specializzata nella gestione patrimoniale, che ha avviato funzionalità di pianificazione fiscale basate sull’AI. Insomma, una pioggia di notizie che si è abbattuta sul settore finanziario. Tanto che, riporta FT, il fondo attivista Elliott avrebbe rilevato una partecipazione importante in Lseg, la società che controlla la Borsa di Londra e la banca dati Refinitiv, che nel giro di un anno ha perso circa un terzo del valore a causa prima delle poche ipo e dei molti delisting, ora anche per la paura dei mercati che Refinitiv, costata 22 miliardi di sterline nel 2019, non sia più la gallina dalle uova d’oro in epoca di AI.
La società che ha spedito in profondo rosso i titoli del risparmio gestito ha un nome che evoca il bene: Altruist. Nel presentare la sua squadra Altruist scrive: «Il nostro team dirigenziale è composto da esperti affermati che lavorano per rivoluzionare un settore antiquato». Il settore in questione è quello della consulenza finanziaria, che Altruist vuole rendere indipendente, migliore, più economica e accessibile a tutti. A tutti i consulenti finanziari, per la precisione: soprattutto quelli indipendenti. Entrando nel portale della società si può infatti chiedere di avere un primo contatto con gli esperti dell’azienda di AI. Una volta inserite le credenziali, viene richiesto quanto denaro si gestisce e la modalità in cui si svolge il lavoro di consulenti. Solo a questo punto si viene indirizzati a una nuova schermata: un calendario, in cui viene richiesto di scegliere giorno e orario preferiti per un meeting di 15 minuti con un esperto di Altruist che può introdurre il consulente alle funzionalità della piattaforma. Di fatto, si tratta a tutti gli effetti di un servizio di tipo b2b. Ed è proprio questo che potrebbe avere spaventato il mondo della consulenza tradizionale
Si ampliano i poteri nelle mani della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, la Covip. Lo prevede l’articolo 29 dell’ultima versione del dl Semplificazioni e Pnrr approvato dal consiglio dei ministri a fine gennaio e ormai pronto per la bollinatura (ossia la verifica contabile) della Ragioneria Generale dello Stato. In primis l’autorità presieduta da Mario Pepe vigilerà anche sulle forme di assistenza sanitaria e sociosanitaria integrativa o complementare. Dai fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale agli enti, casse e società di mutuo soccorso con finalità assistenziale. Sono «escluse le imprese di assicurazione e i prodotti assicurativi vigilati dall’Ivass», si legge nel provvedimento da 54 pagine.
Banca Generali ha chiuso il 2025 con un utile netto consolidato di 445,8 milioni (+3,4% anno su anno), il livello più elevato di sempre. Le masse gestite e amministrate per la clientela hanno toccato un nuovo picco a 113,5 miliardi (+9,3%) mentre la raccolta netta di periodo ha superato i 6,8 miliardi (+2,9%). La solidità del risultato emerge anche dalla crescita dell’utile netto ricorrente, salito a 362,5 milioni (+6,8%), nuovo massimo storico, in aumento a un tasso doppio rispetto all’utile complessivo. I profitti ricorrenti rappresentano l’81% dell’utile netto consolidato (79% nel 2024), confermando il continuo rafforzamento della sostenibilità finanziaria della banca.
I soci storici di Ital Brokers avrebbero già manifestato la loro disponibilità a finanziare la nuova fase di espansione del broker assicurativo specializzato nella gestione dei grandi rischi marine, industriali e large corporate. L’ultima ricapitalizzazione da 20 milioni (di cui 5 milioni attraverso debito) Ital Brokers l’aveva realizzata a gennaio 2023, portando la Duferco di Antonio Gozzi a detenere il 42% del capitale, gli armatori di Sider Navi al 25% e la Ferriera Valsabbia della famiglia Brunori al 12%.
  • COMPAGNIE DAL VOLTO NUOVO
Il report Insurance Outlook 2030+ di Reply descrive un settore assicurativo in una fase di svolta, in cui innovazione tecnologica e macro-trend globali stanno ridisegnando modelli di business e ruoli di mercato nei prossimi 5-10 anni. Utilizzando il framework PESTLE, gli autori individuano quattro grandi direttrici di cambiamento: tecnologie dirompenti (AI, hyper-automation, quantum, Web 3.0, identità digitale, nuova connettività, soluzioni per l’energia sostenibile), consolidamento degli ecosistemi digitali e dell’embedded insurance, impatto del cambiamento climatico e dei rischi catastrofali, evoluzione di bisogni e demografia della clientela. Il documento sottolinea che questi trend coinvolgeranno l’intera catena del valore assicurativa e raccomanda alle compagnie di adottare modelli operativi tech‑centrici, collaborare con ecosistemi digitali, sviluppare business adiacenti e allineare valore per il cliente, scopo aziendale e patrimonio storico, traducendo tali indirizzi in una roadmap strategica al 2030 e oltre con il supporto consulenziale di Reply.
  • Gara di Consip per la prima polizza sanitaria per la scuola
Consip ha pubblicato la gara per selezionare la compagnia assicurativa che nei prossimi quattro anni sarà chiamata a gestire la prima polizza sanitaria integrativa dedicata al personale della scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
L’iniziativa del valore complessivo di 320 milioni di euro per 48 mesi di durata del contratto nasce dalla collaborazione tra il MIM e Consip con l’obiettivo di offrire una nuova
forma di tutela sanitaria a oltre 1,2 milioni di dipendenti del sistema scolastico tra cui docenti, personale educativo, collaboratori amministrativi, personale ATA e del Ministero dell’istruzione e del merito.
  • È operativo da un mese l’Arbitro Assicurativo (Aas) istituito dall’Ivass
    Come opera l’organismo per la risoluzione stragiudiziale delle controversie
A poche settimane dall’avvio, l’Aas si inserisce in un contesto in cui cresce l’attenzione verso strumenti di tutela più snelli e accessibili. Il ricorso può essere presentato direttamente dal cliente, senza l’assistenza obbligatoria di un avvocato, con un costo contenuto di 20 euro. Importo che viene restituito nel caso in cui il ricorso venga accolto. I tempi sono definiti: la decisione arriva entro 180 giorni, prorogabili una sola volta, e solo per le controversie più complesse, fino a ulteriori 90 giorni. Il ricorso viene deciso da un Collegio composto da cinque membri, rappresentativi dei diversi soggetti coinvolti nel sistema assicurativo.
La segreteria tecnica, istituita presso l’Ivass, cura l’istruttoria e la gestione della procedura, ma non interviene nella decisione finale, garantendo così un assetto indipendente.
L’accesso all’Arbitro non è però immediato. Prima di rivolgersi all’Aas è necessario aver presentato un reclamo formale alla compagnia o all’intermediario. Solo in caso di mancata
risposta entro 45 giorni o di risposta ritenuta insoddisfacente il cliente può attivare la
procedura.
  • LA STRADA DELL’INTEGRAZIONE
Il report Insurance Top Trends 2026 di Capgemini descrive un settore assicurativo vicino a un punto di non ritorno, in cui distribuzione, tecnologia ed efficienza confluiscono in un unico processo di trasformazione reso più maturo da nuove aspettative dei clienti, pressioni sui margini e rischi più complessi. Le priorità emergenti sono: ripensare la relazione con il cliente (interazioni ibride, prodotti più modulari e personalizzati, maggiore utilizzo della prevenzione in sanità), dotare agenti e consulenti di strumenti digitali integrati per aumentare produttività e valore consulenziale, scalare l’adozione di cloud ibrido e intelligenza artificiale generativa nei processi core (underwriting, customer care) e rafforzare l’efficienza operativa per far fronte a costi e perdite in aumento
  • Italiana Assicurazioni e Banca Finint oltre la bancassurance tradizionale
Un accordo strategico tra Italiana Assicurazioni e Banca Finint attraverso la divisione «Group Wealth Management & Private Banking» per andare oltre la Bancassurance tradizionale con l’obiettivo di gestire il longevity risk: è il focus della rinnovata partnership decennale tra i
due istituti che amplia i servizi consulenziali alla clientela grazie alla distribuzione di prodotti assicurativi Vita e Protection

corsera

Bmw sta richiamando centinaia di migliaia di veicoli in tutto il mondo a causa di un guasto tecnico che potrebbe causare l’incendio delle auto. In Germania sono 28.582 le auto interessate, mentre a livello globale potrebbero essere circa 575 mila. Tra i modelli coinvolti la Bmw Serie 2 Coupé, Serie 3, Serie 4 e Serie 5, la Serie 6 Gran Turismo, la Serie 7 berlina e le X4, X5, X6 e Z4.

Un intervento sulla buonuscita a rate dei dipendenti pubblici potrebbe arrivare a costare «4,2 miliardi in caso di eliminazione del solo differimento, 11,6 miliardi in caso di eliminazione della sola rateizzazione e fino a 15,6 miliardi di euro in caso di eliminazione di entrambi i meccanismi dilatori». I possibili contraccolpi sulla finanza pubblica di un addio alle lunghe attese imposte ai lavoratori della Pa per il trattamento di fine servizio sono tornati a risuonare nell’Aula della Corte costituzionale, dove si è tenuta martedì l’udienza pubblica sulla nuova questione di legittimità sollevata dal Tar delle Marche per una norma al centro da anni di un dibattito infinito. Le cifre sono contenute nei calcoli attuariali chiesti dall’Inps, e riportati nella memoria in cui l’Istituto di previdenza chiede ai giudici costituzionali di non cancellare l’impianto del Tfs a rate, ma di limitare al massimo l’intervento magari con l’introduzione di meccanismi di rivalutazione delle somme che spettano ai dipendenti pubblici. Com’è naturale, a difesa della regola attuale si è schierata prima di tutto l’Avvocatura dello Stato, suggerendo di restituire gli atti dal momento che nel frattempo è intervenuta la manovra per accorciare, anche se di poco, il calendario del Tfs.
Il Sim (Sistema integrato di monitoraggio e previsione) è una infrastruttura digitale al servizio di ministeri, Regioni, amministrazioni pubbliche, Forze dell’ordine e Protezione civile, ed è stata sviluppata da Leonardo e Dxc, capofila di due raggruppamenti temporanei di imprese. Tecnicamente il sistema adotta un’architettura multilivello basata su infrastruttura cloud del Polo strategico nazionale e su piattaforme tecnologiche condivise, valorizzando le banche dati pubbliche attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale e supercalcolo.
Imprese di fronte alla responsabilità di fare formazione e divulgazione sulla previdenza. È la legge di Bilancio a metterlo nero su bianco mentre si rimette al centro il ruolo della previdenza complementare, con il silenzio assenso per i nuovi assunti e si disegna un puzzle flessibile per le prestazioni. Il quadro – in sintesi – è il continuo aumento dell’incidenza del costo della previdenza pubblica sul Pil (oltre il 16%), il costante aumento della speranza di vita, l’invecchiamento della popolazione. In questo scenario le direzioni HR sono chiamate ad affrontare tre sfide: l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti in un mercato del lavoro caratterizzato da una numerosità della popolazione in età attiva sempre più contenuta, l’adeguato coinvolgimento delle donne e quello dei lavoratori con età superiore ai 55 anni.
La legge 1/2026, in vigore dal 22 gennaio 2026, chiude definitivamente la stagione dello “scudo erariale” e introduce un regime strutturale della responsabilità amministrativa, in linea con le indicazioni della Corte costituzionale. La riforma tipizza la colpa grave, rende obbligatorio il potere riduttivo del danno (fino al 30% del pregiudizio e comunque non oltre il doppio della retribuzione), impone l’obbligo di polizza assicurativa con partecipazione necessaria dell’assicuratore nel giudizio contabile, prevede una presunzione di buona fede per gli organi politici e limita al dolo la responsabilità per gli accordi conciliativi. Per il settore sanitario emergono quattro profili: 1) il nuovo tetto di rivalsa (doppio della retribuzione) appare destinato a prevalere sul limite precedente (triplo) previsto dall’art. 9 legge 24/2017, in coerenza con lo spirito “protettivo” della legge Gelli e con le politiche anti–medicina difensiva; 2) il limite del 30% del danno accertato è ritenuto applicabile anche ai sanitari; 3) la limitazione al dolo in caso di accordi conciliativi agevola la gestione diretta dei sinistri da parte delle strutture (misure analoghe all’assicurazione ex d.m. 232/2023) e può favorire transazioni, trasparenza con il paziente e prevenzione del contenzioso; 4) l’obbligo di polizza per chi gestisce risorse pubbliche solleva interrogativi sull’estensione a figure sanitarie coinvolte nella gestione dei fondi per le misure analoghe (comitati sinistri, risk manager, dirigenti competenti).
Il consenso non può giustificare una scelta erronea del medico: Il paziente, infatti, per quanto informato non può essere equiparato ad un medico negli errori di scelta terapeutica. Tanto più se il paziente non ha ricevuto informazioni complete e congrue. Lo sottolinea la Cassazione con l’ordinanza 2968 depositata ieri, respingendo il ricorso presentato da una Azienda sanitaria provinciale contro la condanna al risarcimento di 10mila euro a favore di un paziente per danni provocati da imperizia sanitaria relativa a una frattura a un polso.
Per molti anni, grazie a rialzi di corso continui, i titoli dei grandi riassicuratori sono stati considerati un investimento solido e in grado di creare valore. Tuttavia, un contesto competitivo mutato e il calo dei sinistri da grandi catastrofi naturali hanno pesato, di recente, sulle quotazioni. E gli analisti ritengono che la fase di debolezza di Munich Re, Swiss Re e Hannover Rück continuerà per il momento. Nonostante ciò, esistono motivi per continuare a puntare sui pesi massimi del settore
Dal chatbot di IA a canale di vendita per prodotti assicurativi: il gruppo software statunitense OpenAI ha per la prima volta autorizzato applicazioni assicurative all’interno di ChatGPT. La start-up assicurativa spagnola Tuio e la piattaforma di comparazione statunitense Insurify offrono ora polizze tramite app integrate. Gli esperti del settore si aspettano conseguenze significative per broker e assicuratori, anche in Germania. I nuovi strumenti di IA stanno così introducendo una nuova ondata di disruption in un ulteriore segmento del mondo finanziario. Che i modelli di business tradizionali dell’industria assicurativa siano sempre più sotto pressione a causa dell’intelligenza artificiale emerge anche dalla reazione dei mercati all’inizio della settimana: le azioni dei grandi broker e degli assicuratori sono scese sensibilmente. App di provider di altri settori – per esempio Booking o Apple Music – sono disponibili su ChatGPT già da tempo. Con Tuio e Insurify arrivano ora offerte assicurative personalizzate e generate in tempo reale.