Il mercato insurtech dell’America Latina ha vissuto un 2025 di forte espansione, proseguendo il percorso di consolidamento e maturazione iniziato negli anni precedenti. Secondo la 11ª edizione del report “LatAm Insurtech Journey” di Mapfre, il numero di società attive nel settore è salito a 536, mentre gli investimenti complessivi hanno raggiunto 199 milioni di dollari, segnando un incremento del 117% rispetto al 2024.

Si tratta del terzo miglior risultato di sempre, dopo i picchi registrati negli anni 2021 e 2022, considerati i periodi di massimo boom per il comparto insurtech latinoamericano. La crescita attuale è però definita più solida e sostenibile, trainata da modelli di business più robusti e scalabili. Il miglioramento dell’indice di mortalità nella regione, in calo dell’8%, unito al continuo flusso di nuove start-up, suggerisce un ecosistema più maturo e capace di sostenere l’innovazione nel lungo periodo.

Negli ultimi quattro anni il settore ha subito una trasformazione profonda: quasi la metà delle start-up (48%) ha cessato l’attività, ma 330 nuove imprese sono state create nello stesso arco di tempo. Questa dinamica ha comportato anche un riequilibrio geografico: la quota del Brasile sul totale regionale è scesa dal 33% al 28%, pur mantenendo il ruolo di principale mercato insieme a Messico e Cile. Parallelamente sta crescendo il numero di start-up che operano oltre i confini nazionali, segno di una progressiva integrazione regionale e crescita transfrontaliera.

Un altro cambiamento strutturale evidenziato dal report riguarda la natura stessa del modello insurtech. Se in passato il mercato era dominato da iniziative legate alla distribuzione di polizze, oggi oltre la metà delle società (51%) si concentra sull’“abilitazione tecnologica”: piattaforme, infrastrutture e soluzioni digitali che supportano l’intera catena del valore assicurativo.