Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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È scritto nero su bianco sul testo della legge di Bilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale: l’aumento delle tasse per le polizze infortuni del conducente nel ramo Auto, con l’aliquota destinata a salire dal 2,5 al 12,55% dovrà rimanere per due terzi a carico delle compagnie e solo per un terzo potrà ricadere sulle spalle dei clienti.
L’incremento delle tasse dal 2,5 al 12,5% (allineando il prelievo all’Rc Auto) non riguarda per la precisioni soltanto le polizze infortunio del conducente ma pure i contratti assicurativi per l’assistenza stradale rinnovati dal primo gennaio di quest’anno.
Mentre in Italia l’introduzione dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali rischia il flop (con le piccole aziende confuse tra norme modificate all’ultimo minuto) in Francia, dove le coperture mutualistiche contro terremoti e alluvioni sono realtà da decenni (come quelle antiterrorismo), sta per arrivare addirittura una soluzione di sistema per i danni provocati durante proteste e manifestazioni. Una sorta di fondo «anti sommosse» e in questo caso ad opporsi sono gli stessi assicuratori e i risk manager delle aziende.
Net Insurance annuncia che Daniela D’Andrea è il nuovo chief business officer (cbo) della compagnia. La manager, come anticipato da MF-Milano Finanza nei giorni scorsi, succede a Stefano Longo, che lascia il ruolo dopo sette anni per limiti di età. D’Andrea, manager di riconosciuta esperienza in ambito assicurativo e riassicurativo arriva da Swiss Re. Nel nuovo incarico coordinerà le aree tecniche e commerciali di Net Insurance per tutte le business unit, a diretto riporto del ceo, Andrea Battista.
Satispay entra nella fase due degli investimenti. L’unicorno italiano guidato dall’ad e fondatore Alberto Dalmasso, come anticipato MF-Milano Finanza il 14 novembre scorso, apre l’anno con il lancio di tre fondi da affiancare allo strumento del Salvadanaio remunerato. L’obiettivo è soddisfare diverse esigenze dei risparmiatori italiani in termini di rischio e di rendimento: Satispay Obbligazionario, Satispay Bilanciato e Satispay Azionario globale. In concomitanza viene anche inaugurata nell’app di Satispay la nuova sezione Investimenti.
Nel 2025 il noleggio veicoli si conferma uno dei pochi comparti in crescita del mercato automotive italiano. Secondo l’analisi annuale condotta da Aniasa e Dataforce, le immatricolazioni a noleggio (auto più veicoli commerciali leggeri) hanno raggiunto quota 524.728 unità, in aumento del 10,7% rispetto al 2024, a fronte di un mercato complessivo in flessione del 2,4%. Grazie a questa dinamica, la quota del noleggio sull’immatricolato nazionale ha toccato il 30,6%, superando stabilmente la soglia del 30%. In dettaglio, il noleggio rappresenta il 29,55% delle immatricolazioni di autovetture e addirittura il 39,57% nel comparto dei veicoli commerciali leggeri.

Nel primo semestre 2025 aumentano sia il numero di frodi rilevate (+9,2%) che l’importo totale frodato (+9,3%) che raggiunge un valore economico complessivo di oltre 86 milioni di euro. I truffatori cambiano bersagli: impennata delle frodi sui prestiti personali (+55%) mentre diminuiscono i casi relativi a mutui (-60,5%), credito revolving (-59,2%) e carte di credito (-17,6%). Inversione di tendenza nel profilo delle vittime: 1 caso su 5 coinvolge gli under 30 che diventano la fascia d’età maggiormente colpita dai criminali. È quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio Crif – Mister Credit sulle frodi creditizie secondo cui nel primo semestre 2025 in Italia sono stati registrati oltre 18.800 casi (+9,2% su anno).L’importo medio delle frodi rimane stabile (+0,1%) mentre l’importo totale aumenta del 9,3%, in continuità con la crescita del numero di casi. Emerge un orientamento dei truffatori verso valori più contenuti, segnando un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno.
L’accesso a dati, informazioni e documenti bancari dei contribuenti rappresenta una ingerenza dell’Amministrazione Finanziaria nella loro vita privata. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 8 della CEDU (diritto al rispetto della vita privata), tale ingerenza non è compatibile con l’attuale quadro normativo italiano sotto i profili dell’eccesso di discrezionalità amministrativa, della carenza di garanzie procedimentali, del difetto di efficacia del vaglio giurisdizionale o indipendente ex post. In conformità all’art. 46 della Convenzione medesima, si impone una revisione normativa idonea a sanare le suddette criticità. In tal senso si è espressa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza sui Ricorsi nn. 4067/19 e 34583/20, depositata l’8 gennaio 2026. Nei fatti di causa due persone fisiche erano state informate dalle loro banche circa la ricezione di richieste avanzate dall’Amministrazione Finanziaria circa la messa a disposizione di informazioni sui loro conti, sulla cronologia di operazioni e transazioni intercorse in determinati periodi.
ha confermato in via definitiva che la gestione consapevole di denaro di origine illecita configura il reato di riciclaggio. Come riporta Agipronews, la sentenza 41740/2025 riguarda un uomo accusato di essere coinvolto in un caso relativo all’utilizzo di piattaforme di gioco online, in particolare il poker, per movimentare fondi illeciti attraverso il cosiddetto “chip dumping” (perdere denaro in maniera intenzionale a favore di un altro giocatore al tavolo).

È quanto emerge dal rapporto dell’Associazione bancaria italiana sul mercato del credito nelle aree geografiche del paese, con dati aggiornati alla fine di settembre. A livello di macro aree, i numeri evidenziano che i prestiti totali (famiglie e imprese) crescono dell’1,5 per cento al Sud, a fronte di un progresso dell’1,3 per cento al Nord e una flessione dello 0,3 per cento al Centro. I finanziamenti alle imprese segnano un progresso dello 0,9 per cento nel Mezzogiorno, 0,3% al Nord e un più 2,2% al Centro, che però è influenzato dall’incremento del 5,7 per cento registrato dal Lazio, dove i prestiti totali hanno una flessione dello 0,6 per cento.
Nell’era della rivoluzione digitale abbiamo una certezza: la tensione tra diritto alla privacy e diritto del lavoro è destinata ad aumentare. L’ennesima conferma di questa previsione è contenuta nel provvedimento 628/2025, con il quale il Garante della privacy ha sanzionato un Comune che ha utilizzato le immagini proveniente di alcune telecamere pubbliche per licenziare un dipendente assenteista. Il Garante ha censurato questa condotta, affermando un principio molto forte: le immagini raccolte da telecamere installate sulla pubblica via per finalità di sicurezza urbana non possono essere utilizzate dal datore di lavoro per accertare violazioni disciplinari dei dipendenti.