di Francesco Sottile

È stata pubblicata nei giorni scorsi la Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali  depositata dalla sezione Autonomie della Corte dei Conti, e il quadro che emerge è piuttosto chiaro: nonostante più volte si sia posto l’accento sulle criticità della nostra sanità pubblica (la mancanza di riforme organiche e strutturali, livelli di prestazioni eterogenee fra le regioni italiane, problemi di accesso alle cure, lunghe liste d’attesa, incremento delle prestazioni sanitarie effettuate in regime di intramoenia, livello di reddito fra i più bassi d’Europa per i medici che operano nel Servizio Sanitario Nazionale), il nostro S.S.N. garantisce performance generalmente superiori a quelle della media dei Paesi Ocse, anche a fronte di una spesa pubblica decisamente più bassa. A tale risultato si giunge prendendo in considerazione diversi parametri, fra cui ad esempio tasso di mortalità prevenibile o trattabile nettamente inferiore alla media Ocse, e mortalità a 30 giorni dopo un attacco ischemico al 6,6% contro la media Ocse del 7,8%.

Ma andiamo per passi.

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