Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Generali si prepara a vendere un portafoglio di polizze vita di circa 20 miliardi di euro. Il perimetro è ancora in fase di definizione e l’operazione, alle battute iniziali, non sarebbe pronta prima del nuovo anno. Ma la macchina, secondo quanto anticipato da Bloomberg, si è ormai messa in moto.
La class action europea passa al ministero delle Imprese e del Made in Italiy. Sarà l’ex Mise a tenere e comunicare alla Commissione europea l’elenco dei soggetti legittimati a presentare e mettere in atto azioni rappresentative collettive a tutela dei consumatori.
Fineco ha archiviato novembre con una raccolta netta di 479,6 milioni di euro (in linea con lo stesso mese del 2021 ma in frenata dai 708 milioni di ottobre), di cui 335,5 milioni nel risparmio gestito (557,8 a novembre 2021) trainato da un nuovo fondo protetto lanciato da Fineco Asset Management.

Tetto Ue ai pagamenti in contanti a 10.000 euro. Accesso al registro dei trust (informazioni della titolarità effettiva) ai portatori d’interessi legittimi e procedure di adeguata verifica per le criptovalute sopra i 1000 euro. Tutto coronato dall’arrivo della super-autorità antiriciclaggio che potrebbe essere ospitata a Milano.
Nuova giravolta sulla proroga cilas del superbonus, ci sarà. Cessioni crediti con F24 e per le società di calcio dilazione ordinaria su 5 anni ma con aggiustamenti sul diritto penale.

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  • Generali riorganizza il portafoglio Vita
Una revisione del business che passa attraverso un’ottimizzazione dei vecchi portafogli Vita. Valorizzando quelli che assorbono più capitale, quindi più onerosi. Per esempio i prodotti stipulati oltre vent’anni fa quando i rendimenti per i clienti erano molto più elevati, spinti dai tassi anche doppi rispetto a quelli attuali. Ci starebbe lavorando il gruppo Generali che per migliorare il risultato operativo starebbe valutando la cessione di un portafoglio tutto italiano del valore di circa 20 miliardi di riserve nelle assicurazioni Vita, che si confrontano con i 424 miliardi di riserve tecniche vita del gruppo nel 2021. Secondo Bloomberg, il Leone avrebbe aperto il dossier, affiancato da un advisor, per avviare un processo di vendita a gennaio. Il perimetro comprenderebbe polizze vita di Cattolica che si sta integrando con Trieste. Il profilo finito sotto il radar includerebbe anche alcuni portafogli sempre nel Vita di Genertel. Sono cifre che verranno aggiornate nel caso in cui il Leone decidesse di aprire una due diligence. E che dovranno essere stabilite anche in funzione del mercato. Chi comprerà? I potenziali compratori sono le compagnie specializzate. L’operazione — su cui ha delega piena il ceo Philippe Donnet — potrebbe essere illustrata nel cda di giovedì 15.

 

  • Superbonus, l’ipotesi sblocco
La vera sfida sarà selezionare le pochissime proposte da votare in aula. Ieri è scaduto il termine per depositare le modifiche alla manovra e come di consueto i parlamentari hanno sommerso il testo del disegno di legge di Bilancio con una moltitudine di emendamenti. In totale sono 3.104 le proposte di modifica presentate nella commissione Bilancio della Camera. Se, per assurdo, venissero tutte approvate e poi finanziate con «il tesoretto» da 400 milioni di euro a disposizione dei gruppi parlamentari, si potrebbero sostenere misure che valgono in media appena 125 mila euro l’una. Una dotazione finanziaria del tutto insufficiente per qualsiasi intervento di tipo strutturale come, per esempio, l’aumento delle pensioni minime, la proroga del superbonus, l’ampliamento ulteriore della flat tax, tanto per elencare le misure più citate dai parlamentari che chiedono di mettere mano alla manovra.
  • Pochi, maledetti e subito. Giù le tasse sui patrimoni per fare cassa nel 2023
L’affannosa ricerca di risorse imprime un cambiamento di fondo, in Italia, alla tassazione dei redditi da capitale. Pur di ottenere entrate sul 2023, la legge di Bilancio offre a risparmiatori e detentori di patrimoni un’occasione che molti coglieranno al volo: pagare subito tasse quasi dimezzate sui redditi da capitale e mettersi a posto una volta per tutte. Così la manovra apre varie finestre per una riduzione strutturale del prelievo sulle plusvalenze finanziarie, quasi di ogni tipo, purché il contribuente versi fra giugno e settembre dell’anno prossimo ancora prima di liquidare i suoi averi. Se poi su quelli l’investitore guadagnerà ancora di più in seguito, non dovrà versare nulla: lo Stato cerca gettito all’insegna del «pochi, maledetti e subito». Le novità sono agli articoli 26 e 27 del disegno di legge ora in Parlamento. All’articolo 26 si allarga a una platea molto più vasta l’opzione di rivalutare la consistenza del proprio patrimonio, pagandovi un’aliquota ridotta al 14%. Non potrà farlo più solo chi possiede società non quotate o terreni edificabili — come fino ad oggi — ma anche chi ha azioni, obbligazioni o altri titoli sui mercati finanziari. In sostanza, entro giugno si aggiusta ciò che si possiede al valore attuale più alto. E non si dovrà più pagare il 26% sui redditi da capitale, quando in seguito l’investimento verrà venduto.

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  • Meno polizze vita, più Btp è caccia ai rendimenti
Generali starebbe studiando la cessione (magari a partire dal 2023) di un portafoglio premi vita di circa 20 miliardi, diviso tra Cattolica – rilevata lo scorso anno – e Genertel. L’indiscrezione, raccolta daBloomberg , non è stata commentata dalla compagnia ma suona ragionevole: era stata fatta la stessa cosa in Germania, con Generali Leben, e più di recente da Axa e Zurich: le compagnie, infatti, tendono a cedere a società specializzate portafogli con rendimento garantito, onerosi per le assicurazioni anche se redditizi per i risparmiatori. Si tratta quasi sempre di polizze molto risalenti nel tempo e per questo non sorprende che una parte faccia capo proprio a Cattolica, più dinamica nel ramo danni che in quello vita. Cattolica ha complessivamente riserve tecniche sul ramo vita per 19,5 miliardi a fine 2021 (ma non è dato sapere, ove sia confermata, quanta parte dell’operazione faccia capo a Cattolica e quanto a Genertel) mentre Generali gruppo ha riserve tecniche per 424 miliardi.

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