IN SETTIMANA INCONTRO DECISIVO PER LA CESSIONE A RIVER ROCK, MA ALLA FINESTRA CI SONO I BELGI DI PHOTONIKE CAPITAL
di Anna Messia
La scadenza fissata dagli advisor sarebbe quella del 31 ottobre ma la cessione di Argo Assicurazioni (l’ex Ariscom fondato nel 2007 da nomi altisonanti come, fra gli altri, Pellegrino Capaldo, la famiglia Improta, con Biagio Agnes, che è stato il primo presidente) potrebbe chiudersi anche prima di quella data. In settimana, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza sarebbe fissato un incontro, che potrebbe essere risolutivo, tra i pretendenti di River Rock e gli attuali azionisti statunitensi, gli assicuratori di Argo, che hanno rilevato la società nel 2018 e che ora, come anticipato nei giorni scorsi, sono pronti a cedere di nuovo l’asset. Ma a seguire da vicino la trattativa sarebbe anche un altro investitore. Si tratta di Photonike Capital Sa, holding d’investimento belga quotata alla borsa di Parigi. La società ha in atto una strategia per rafforzarsi nel settore assicurativo, volta alla trasformazione in riassicuratore, per la quale ha in corso l’iter di rilascio della licenza da parte dell’ente di supervisione belga. Photonike Capital Sa ha già in portafoglio la compagnia assicurativa vita Nucleus Life Ag in Liechtenstein, attiva in Italia da anni e Tricap Assurance, con sede alle Cayman. L’interesse all’acquisto della Argo Global Assicurazioni potrebbe quindi essere strategico e collegato all’attività di riassicuratore della capogruppo. Ma in vantaggio ci sarebbe appunto il fondo RiverRock european capital partners, fondato da Roland Berger e guidato da Michel Péretié, ex ceo della divisione Corporate and investment banking di Société Générale nonché ex chairman e ceo di Bear Stearns in Europa. Più volte il fondo, già attivo in Italia, specie nel comparto del private debt, ha guardato con interesse alla crescita nel mercato italiano. L’ultima mossa di peso ha riguardato l’offerta messa a punto per tentare di rilevare il 30% di Banca Profilo. Di certo il dato positivo che emerge dalla partita nata intorno alla ex Ariscom è l’interesse degli operatori esteri per il mercato italiano con l’acquisizione della compagnia potrebbe rivelarsi utile per accelerare le manovre senza bisogno di chiedere una nuova licenza. (riproduzione riservata)
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